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Come architetture di partecipazione, intelligenza collettiva e meccanismi di emergenza stanno rivoluzionando il modo in cui le aziende fanno business e generano profitti

Fare l’Enterprise 2.0

Pubblicato da Emanuele | in Enterprise 2.0

E’ piuttosto tardi, dopo una giornata ricca di discussioni interessanti. A poco più di un anno dalla nascita di Open Knowledge ed alle porte del secondo International Forum on Enterprise 2.0, mi è sembrato utile fare un bilancio dei progetti e del lavoro in cui sono stato coinvolto a partire dal 2008, al fine di tracciare una strada capace di guidare i prossimi mesi.

Quella che segue è una mini-presentazione che invece di pretendere di proporre intelligenti soluzioni, cerca di suggerire dei dubbi, delle domande, degli spunti di riflessione che nella mia esperienza sono utili a differenziare i progetti strategici e di successo, dalle iniziative con poco futuro, in un’ottica di concretezza, del fare a mio avviso assolutamente necessaria di fronte al momento di crisi che tutti stiamo vivendo.

Userò questa presentazione come base per la discussione di domani all’interno dell’evento Creare conversazione dentro e fuori l’azienda, a cui sono stato invitato a partecipare insieme ad alcuni amici:

Enterprise 2.0 e Social Media Marketing: un’occasione per condividere esperienze concrete. In un campus universitario professionisti e appassionati di tecnologia si ritrovano con gli opinion maker nazionali per cercare di capire come i fenomeni sociali stanno modificando il modo di fare business. Non si parlerà di prodotto perché a cambiare, ancora una volta, sono i processi

Qui trovate il programma, qui i profili dei relatori ed infine sotto la mia presentazione:

 

May 8th, 2009

  • http://www.smartfeeling.org/blog/?p=159 Angelo Geminiani

    Veramente un’ottima presentazione, molto chiara e ben fatta.
    Ho ritrovato tutte le problematiche che si affrontano nell’implementazione di progetti E2.0.
    Lavorando con le PMI ho riscontrato anche innumerevoli problematiche culturali, ma soprattutto problemi causati dai tentennamenti del management in molte fasi del progetto (soprattutto paure di perdita del controllo man mano che il progetto avanza e coinvolge le persone).
    In alcuni casi la poca conoscenza di alcuni strumenti (soprattutto in personale sopra i 40) diventa un ostacolo alla partecipazione (qualcuno si “auto-esilia” come conseguenza di un’esperienza frustrante).
    E, sempre nelle PMI, chi fa da “Community Manager”? Non sempre al CEO è chiaro che alcune soluzioni richiedo la creazione di nuovi ruoli all’interno dell’Azienda.

  • Pingback: Fare Enterprise 2.0 | Smartfeeling

  • admin

    Si Angelo, hai perfettamente ragione. Una delle domande che non ho inserito nella presentazione è “Ho le competenze per il fare il progetto?”.

    Queste competenze ed ancora più una sensibilità adeguata ai nuovi scenari di comunicazione e coinvolgimento diffuso mancano quasi sempre. Mancano in particolare figure che sappiano fare da ponte tra l’azienda (tutta, processi e stakeholder compresi) ed il suo ecosistema.

    A volte il management non ha chiara neanche la necessità di avere figure simili, altre la necessità è chiara, ma il commitment (anche economico) e la visione non sono così forti da rischiare.

    Parlando con il pubblico ieri, mi è sembrato però che molti si riconoscessero nelle domande. Questo mi fa pensare che finalmente qualcuno stia iniziando veramente a fare l’enterprise 2.0, piuttosto che parlarne solamente :)

  • Pingback: Impariamo a contare fino a 2.0 | Smartfeeling

  • http://www.virtualeco.org fabrizio martire

    ottimi contenuti in queste slide! condivido con voi due impressioni,

    1. non nascondo che quando ho visto il ciclio di hype di gartner ho avuto un tremolio: questo è stato un pò “l’ariete” delle mie ricerche precedenti riguardanti i virtualworlds e le economie reali;
    Ma come mi pare oggi confermato: dopo il picco iniziale una ripresa vera e propra non c’è stata.

    Oggi credo che l’E 2.0 sia qualcosa di molto più concreto per il business di quanto lo siano stati i vw. Mi sentirei molto più a cuor leggero se tutto questo NON si valutasse sotto le vesti di “moda tecnologica” ma si teorizzasse di più come dottrina economica/organizzativa.

    Intendo dire, spiegandomi con un esempio, che il passaggio dal tenersi stretta un’idea al condividerla con tutta l’organizzazione affinchè possa diventare un “prodotto di valore” è prima di tutto un cambio di asset mentale poi è una wiki, un social network o una riga di php.
    Per come la vedo quindi: spazio a “nuove teorie organizzative” allontanando così lo sapuracchio della “moda tecnologica”.

    2. ho apprezzato in particolar modo la domanda/risposta riguardante il ROI in rapporto all’E2.0, mi fa pensare al 2.0 come l’acceleratore di un business già di per se avviato, non resta che controllare di avere benzina, la patente ed avere allacciato le cinture ;)

  • http://patriziagrandicelli.wordpress.com/ Patrizia

    Josh Bernhoff, l’autore di groundswell, sarà a roma il 4 giugno.
    sul suo blog dice che se si organizza una cena informale per scambiare due chiacchiere partecipa molto volentieri . Non sarebbe bello?
    che ne pensate si fa?

  • admin

    Ciao Patrizia, contattami in skype: emanuelequintarelli