Un menù Enterprise 2.0 al Web 2.0 Expo Berlino

Il Web 2.0 Expo di Berlino si avvicina ed ho iniziato a guardare con più attenzione al programma per capire quali sono le sessioni da non perdere per chi si occupa di Enterprise 2.0. Qui il mio personalissimo menu ed alcuni dei temi che dovrebbero essere affrontati:

  • Collaboration Techniques that Really Work – Productivity, Creativity and Consensus di  Leisa Reichelt. Si tratta di un workshop che propone una riflessione sulle metologie più efficaci per lavorare in team in modo collaborativo in particolare sul brainstorming, sullo sviluppo di soluzioni innovative e sulla condivisione di priorità. Da tempo i progetti di cui mi occupo assegnano un ruolo prepotentemente attivo, centrale e creativo agli utenti (ad esempio tramite i metaplan) dato che le feature e la stessa organizzazione degli spazi vengono ideati iterativamente proprio ascoltando le esigenze ed i desiderata degli utilizzatori reali (oltre che degli stakeholder). Cercherò quindi di sfruttare al massimo il workshop per arricchire la mia cassetta degli attrezzi nel lavoro di coinvolgimento di clienti e dipendenti.
  • Building Successful Next Generation Web 2.0 Applications di Dion Hinchcliffe potrebbe essere un’alternativa, ma ho ascoltato Dion molte volte ed il taglio è decisamente troppo tecnico per i miei gusti attuali
  • Building Sites Around Social Objects  benché legato al product management e non tanto al business o alla strategia, presenta il concetto di oggetto sociale, un oggetto ben definito e sufficientemente interessante da aggregare intorno a sè comunità coese di utenti (le foto per Flickr, lo status per Twitter, un video per Youtube). Ovviamente non tutti gli oggetti generano un coinvolgimento così forte da poter diventare social objects efficaci. Pur non occupandomi in prima persona nell’ideazione di nuovi oggetti, ho notato che il pensare per oggetti sociali è un paradigma che consente di fare chiarezza, di separare ciò che è socialmente centrale nell’interazione degli utenti da ciò che può essere eliminato. Un principio quindi molto efficace nel guidare il lavoro definizione dei requisiti e nell’attivazione dei gruppi di utenti.
  • Niche Online Social Networks FTW di Lee Bryant, a dispetto del successo inequivocabile di piattaforme globali come Facebook, Myspace e Linkedin, tenterà di portare in luce le lezioni tecnologiche, i design patterns e le modalità di engagement in sistemi piccoli ed assolutamente verticali. Anche se puntare le masse consente di confrontarsi con dinamiche affascinanti quali gli effetti network, coltivare una comunità piccola con attenzione ed un passo alla volta è un’esperienza tutta diversa in cui si diventa quasi membri del gruppo che si va creando. Un lavoro di cesello su modelli e tool che Lee mostrerà tramite tre progetti reali legati all’attenzione all’ecologia, ad un club per giornalisti e ad una community per imprenditrici australiane. Uno sguardo certamente stimolante sul lavoro di tutti i giorni.
  • In alternativa suggerisco The Limits to FreeConomicsIBM: Web 2.0 Goes to Work. Spero mettano a disposizione i video perchè queste altre due sessioni potrebbero essere interessanti.
  • Thinking Outside the Inbox del mio amico Luis Suarez questa volta me lo seguirò seduto e con calma. Per i dettagli vi rimando al post relativo.
  • Web 2.0 vs. the Water Cooler: How Web 2.0 Has Changed the Way We Communicate at Work  di JP Rangaswami è u tentativo molto interessante di tracciare i punti di contatto tra Enterprise 2.0 e Telco 2.0, mostrando come un’azienda di telecomunicazione come British Telecom possa reinventare il proprio business esponendo le proprie capability agli sviluppatori di piattaforme web 2.0 in modo immediato tramite un SDK. Insomma come integrare wiki, blog, microblogging con SMS, video e voice call, conference call ed autenticazione cambiando il modo in cui i dipendenti (e perchè no dipendenti e partner/fornitori) comunicano dentro l’azienda
  • Anche se non è molto enterprise 2.0, penso che prima di scappare in aereoporto proverò a seguire l’affascinante Electricity 2.0: Using the Lessons of the Web to Improve Our Energy Networks di Tom Raftery che partendo dalla comoditizzazione dell’accesso alla rete, arriva ad ipotizzare cosa succederebbe se altri servizi quali l’elettricità fossero viceversa fornite nello stesso modo in cui funziona il web, con energia che sceglie il percorso migliore superando i danni alla rete o eccessi di elettricità che vengono automaticamente messi a disposizione delle nazioni che non riescono a sopportare un picco (e per l’Italia non sarebbe male..) o anche una rete elettrica in cui il prezzo è funzione in tempo reale di domanda ed offerta e la fornitura avviene “sia in lettura che scrittura”, con consumatori che possono loro stessi mettere a disposizione energia alla rete..

Insomma i temi non mancano, gli amici neanche e se proprio volete strafare su Berlin Web Week c’è una lista completa degli eventi che si tengono in prossimità del Web 2.0 Expo come il Barcamp Berlin ed il LateCrunch , un megaparty per startup sponsorizzato da TechCrunch UK.

Per quanto mi riguarda, aspetto con ansia la round table dei blogger con il signor O’Reilly..

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