The Social Enterprise
Social Enterprise: Il social dentro l'azienda
Languages
Tag
Categorie
Archivi
- May 2012
- March 2012
- February 2012
- January 2012
- December 2011
- November 2011
- October 2011
- September 2011
- August 2011
- July 2011
- June 2011
- May 2011
- April 2011
- March 2011
- February 2011
- January 2011
- December 2010
- November 2010
- October 2010
- September 2010
- August 2010
- July 2010
- June 2010
- May 2010
- April 2010
- March 2010
- February 2010
- January 2010
- December 2009
- November 2009
- October 2009
- September 2009
- August 2009
- July 2009
- June 2009
- May 2009
- April 2009
- March 2009
- February 2009
- January 2009
- December 2008
- November 2008
- October 2008
- September 2008
- August 2008
- July 2008
- June 2008
- May 2008
- April 2008
- March 2008
- February 2008
- January 2008
- November 2007
- October 2007
- September 2007
- August 2007
Ultimi Tweet
- Only 7% of large companies are customer-centric according to new Temkin Group research http://t.co/tKDvGw4J #cxm
- RT @avg: Social Business Forum 2012. La Piazza del Social Business http://t.co/xfQfjlk4 via @absolutesubzero < tks!
- RT @socialbizforum: Happy to welcome @LucaColombo (Country Manager at Facebook Italy) as 1 of the CEOs in the closing panel of the #sbf12
- RT @dmlab: Social Business Forum: le mie domande.. http://t.co/WgwgPEt3
- RT @socialbizforum: An interview with Ray Wang on Gamification for Social Business Forum 2012 http://t.co/EGZ250BK #sbf12 @stefanobesana
- Imperdibile Social Business Forum 2012 http://t.co/gOMs6A9J via @maurolupi < tks!
- Social Business Forum, Frontiers of Interaction e State of the Net http://t.co/ulcZfpWP via @pandemia
- @crmpartners dove ho affermato il contrario?
- http://t.co/CWjhxMs2 @crmpartners miope o semplice realtà in moltissime aziende? 1 conto è il concetto di CRM, un conto le implementazioni..
- Non serve avere 1K dipendenti per decuplicare il business tramite web e social. Basta la testa! @lucacarbonelli http://t.co/cBbdesP7 #socbiz
Auto Translation
Post Recenti
- Social Business Forum 2012. La Piazza del Social Business
- Social CRM: Walking the talk
- Dal Social al Business
- Il Nirvana del Social Support
- Enterprise 2.0 Summit – Paris – Day two
Conferenze
- Enterprise 2.0 Conference
- IDC Enterprise 2.0 Conference 2009
- International Forum on Enterprise 2.0
- Office 2.0 Conference
- Web 2.0 for Business
Persone
- Ajit Jaokar
- Andrew McAfee
- Bertrand Duperrin
- Charlene Li
- Dion Hinchcliffe
- Gil Yehuda
- Jeff Nolan
- Joshua Porter
- JP Rangaswami
- Lee Bryant
- Luis Suarez
- Oliver Marks
- Oliver Young
- Oscar Berg
- Rod Boothby
- Ross Mayfield
- Sameer Patel
- Stewart Mader
- Susan Scrupski
Siti
- Cases 2.0
- Enterprise 2.0 Evangelist
- Enterprise 2.0 TV Show
- Enterprise Irregulars
- Fast Forward
- Read/Write Web
- Social Media Collective
- TechCrunch
- Wikinomics
- Wikipatterns
Cosa sto leggendo
- Only 7% of Large Companies Are Customer-Centric, According to New Temkin Group
- The future of customer support: Outsourcing is so last year
- The Perils of Social Coupon Campaigns
- Gartner Says Only 50 Percent of Fortune 1000 Organizations Will Get a Worthwhile Return From Their Social CRM Initiatives by the End of 2012
- The Five Benefits of Social Customer Service
- Forrester: Enterprise social software to become a $6.4 billion market in 2016
- Nestle eyes internal social network
- New Framework for Social Media Analytics [Infographic]
- Hp: Crm oggi fa rima con social network
- How To Move Away from the Industrial Age Company Model
- A Big Payoff from Online Company Communities
- Social Media and Customer Service
- Carphone Warehouse on Twitter: Service with a Virtual Smile
- Social customer care: A customer’s perspective of social #custserv
- Comcast, Twitter And The Chicken (trust me, I have a point)
- giffgaff is changing... - The giffgaff community
- Demystifying social media - McKinsey Quarterly
- American Express: We serve customers, not transactions
- McKinsey & Company | A social journey
- La banca 2.0 cliente e azienda in rete
Comunicare social o essere social?
Pubblicato da Emanuele Quintarelli | in Enterprise 2.0, Social CRM
In molti degli ultimi eventi a cui ho partecipato (in particolare alla Social Media Week di Roma ed al Social Refresh dello IULM a Milano), mi sono trovato a ripetere questa semplicissima frase pronunciata da Esteban Kolsky:
“Per essere un social business, devi essere un social business”.
Quello che tante, tantissime aziende fanno una fatica terribile a capire è che non basta voler utilizzare i social media per poterlo fare efficacemente. L’esporsi in modo proficuo nelle piattaforme sociali dovrebbe essere il punto di arrivo di un percorso lungo, complesso, spesso faticoso, ma soprattuto consapevole e company wide.
Quando ciò non avviene inevitabilmente ci si trova in una delle condizioni seguenti:
- Il progetto parte con le migliori intenzioni ma naufraga nel silenzio più assoluto dopo poco
- L’iniziativa viene classificata come campagna. Finito il budget del quarto, il progetto si spegne
- Il brand si espone nei social media, ma non riesce ad essere autentico ed i clienti se ne accorgono rifiutandosi di interagire
- Gli utenti interagiscono con il brand che tuttavia non è pronto ad una conversazione onesta, sincera e specialmente centrata sui bisogni delle persone più che su quelle dell’azienda
In uno spazio in cui sempre più è il cliente ad avere il controllo della conversazione ed a scegliere a quali scambi destinare la propria attenzione, fare leva sui social network per amplificare un messaggi di fatto tradizionale è il modo migliore per buttare soldi. Come ha detto Graham Hill al recente Social Enterprise 2.0 di Bruxelles:
“Old Organization + New Technology = Expensive Old Organization”
Allora cosa significa essere social? A parte rileggersi la definizione, credo che lo studio Social Brands 100 Report appena pubblicato da Headstream lanci spunti interessanti, mutuati da casi reali, su quali atteggiamenti siano effettivamente percepiti come sociali da parte degli abitanti della rete:
- L’essere sociale per un brand significa avere la capacità di ingaggiare conversazioni mostrando sistematicamente, consistentemente ed a partire dall’interno dell’organizzazione tre comportamenti: apertura all’ascolto di cosa interessa veramente alle persone, atteggiamenti sinceri, autentici e trasparenti verso gli individui e abilità di creare situazioni win-win in alcuni casi mettendo le esigenze della community prima di quelle dell’azienda
- Imparare ad ascoltare è sempre il punto di partenza. Nell’ascolto all’interno degli spazi online, i 20 brand più sociali hanno raggiunto risultati migliori del 35% rispetto alle aziende che seguono
- Più che lanciare conversazioni e proporre contenuti stimolanti (con risultati comunque più alti del 29% tra i 20 brand più social), ciò che caratterizza un diverso approccio al cliente è la consistenza nel rispondere a sollecitazioni che vengono dall’esterno. Per i 20 top brand della ricerca questa capacità supera del 35% quella dei brand inseguitori e richiede uno sforzo che vada ben oltre l’impegno di breve termine tipico della campagna di marketing.
- Per creare relazioni win-win serve una rivoluzione copernicana da una visione company centrica ad una genuinamente cliente centrica. I bisogni delle persone devono diventare il fulcro di tutto ciò che l’azienda fa perchè nel lungo termine questo atteggiamento genera infinitamente più valore dei pochi euro spesi in più per rispettare o ancora meglio superare le aspettative del cliente. I brand sociali non mandano messaggi sociali, ma cercano di capire e di creare valore per le persone
- Per ingaggiare le persone è necessario rinunciare ad una parte del controllo attribuendo loro un ruolo effettivo, non solamente a parole. Inevitabilmente questa apertura fa paura ed è necessaria tanta consapevolezza per intraprenderla con un rischio calcolato. D’altra parte il brand ha sempre meno possibilità di scegliere..
- La tempestività della risposta è importante quanto la sistematicità nel dare feedback. I brand sociali sono reattivi, flessibili, ma specialmente strutturati ed oliati per attività i processi giusti in base all’evenienza. Scordatevi di poter garantire reazioni tempestive senza aver pianificato tutto con largo anticipo
- Ogni feedback anche negativo serve al miglioramento. Rispondere onestamente, significa anche riconoscere con umiltà i propri errori, chiedendo scusa e cercando di migliorare.
- Per essere un social brand serve un piano che parta dalle basi. E’ impossibile presentarsi in modo autentico, trasparente, sincero senza aver innanzitutto a disposizione un buon prodotto, un buon customer service, dei dipendenti motivati. Se non avete raggiunto queste caratteristiche, il social non fa ancora per voi, perchè non siete social dentro.
Insomma, nonostante l’hype attuale misurato dallo studio stesso che vi invito a leggere per intero, il social media marketing interpretato come nuovo canale per fare campagne difficilmente produrrà i risultati attesi ed in molti casi esporrà il brand a situazioni spiacevoli o addirittura dannose. D’altra parte, numerose altre ricerche stanno sottolineando un’esigenza crescente di connettere con chiarezza il social ai risultati di business.
Purtroppo o per fortuna il cammino da intraprendere per raggiungere questo risultato ha connotazioni più organizzative, strutturali, di miglioramento dei processi, di coinvolgimento degli individui all’interno ed all’esterno dell’azienda che di semplice utilizzo di nuovi strumenti o di comunicazione.
Essere social significa innanzitutto evolvere il proprio business e ripensare il ruolo attribuito al cliente nella generazione del valore. Se siete arrivati a leggere fin qui, il modello di maturità del Social Business potrebbe aiutarvi ad andare avanti.




