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Come architetture di partecipazione, intelligenza collettiva e meccanismi di emergenza stanno rivoluzionando il modo in cui le aziende fanno business e generano profitti

Italia in Testa in Europa per i Social Media?

Pubblicato da Emanuele | in Web 2.0

Questo blog si occupa principalmente dell’introduzione e dell’utilizzo dei social media in azienda, intesa come ecosistema poroso di cui fanno a tutti gli effetti parte non solo i dipendenti, ma anche consumatori, partner e fornitori. Una delle lezioni che abbiamo appreso dal web 2.0 è però la velocità con cui ciò che accade nel web consumer tende a riversarsi anche nel mondo delle aziende. Tanto vale allora stare con gli occhi aperti..

Quando si tratta di social media in Italia, nonostante l’impegno in prima persona che va avanti ormai da qualche anno,  sono spesso il primo ad essere critico. Dato il ritardo sulla banda larga e la poca predisposizione dei nostri connazionali verso le novità del web (e-commerce, uso delle carte di credito, etc), anche gli operatori del settore nutrono poche speranze sul futuro.

Forse però la situazione sta cambiando e possiamo dirlo con qualche numero alla mano (la dimensione del campione di cui stiamo parlando assicura con una probabilità del 95% che i risultati non si discostino più dell’1.1-1.3% dai valori ottenuti sull’intera popolazione online). Dalle più recenti survey (Technographics Data) su migliaia di consumatori in tutto il mondo (Nord America, Europa ed Asia) emerge chiaramente come L’Italia sia per molti versi avanti rispetto alla media europea ed in alcuni casi anche a quella americana!

Da Dave Fleet ho recuperato i diagrammi seguenti creati a partire dai dati di Forrester (vi rimando alle slide di Groundswell per una definizione completa sulla scala di partecipazione ai social media), a cui aggiungerò uno per uno alcuni commenti.

Innanzittuto gli italiani online sono fuori dall’Asia quelli più pronti ad aggiungere contenuti in rete. Avreste detto che eravamo la nazione più incline a scrivere sui blog o caricare immagini, video e podcast online, aldisopra dei più importanti paesi europei (ad es. il doppio della Germania) e sopra anche agli Stati Uniti?

Non solamente siamo molto attivi nel produrre contributi, ma siamo anche tra i primi in Europa a postare commenti, review, messaggi nei forum o editare i wiki. Qui sia America che Asia ci surclassano, ma nel vecchio continente non ce la passiamo male.

Anche nella categoria di quelli che usano feed rss, fanno social rating ed aggiungono tag agli oggetti l’Italia solleva la media europea, stracciando sia Germania che Inghilterra.

Nella partecipazione ai social network invece siamo piazzati piuttosto indietro, ma credo che il boom di Facebook che stiamo sperimentando negli ultimi mesi possa portarci più in alto per il 2009.

Molti ovviamente si limitano a fruire passivamente dei contributi provenienti dall’azione di altri utenti:

Qui abbiamo ben il 50% degli italiani online che seguono il cosiddetto web 2.0, più di quanto succeda negli altri paesi europee o in Canada.

E per chiudere, certo metà degli utilizzatori della rete fanno al momento volentieri a meno dei contenuti generati dal basso. Tuttavia alti numeri sugli spectators fanno supporre un cambiamento negli anni a venire, con un’ulteriore crescita degli utenti attivi.

Insomma o le più di 14K interviste condotte in Europa da Forrester (che sul singolo paese dovrebbero dare un’incertezza massima del 3.1%) vanno in qualche modo non considerate statisticamente rappresentative oppure dobbiamo ricrederci sullo stato dei social media in Italia.

Per una volta non siamo proprio gli ultimi ed abbiamo piuttosto bisogno di rimboccarci le maniche per far arrivare i messaggi giusti alle aziende ed a chi non passa 24/24h in rete.. La strada è lunga, ma forse un pò meno ripida di quello che pensavamo.

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ottobre 26th, 2008


7 Responses to “Italia in Testa in Europa per i Social Media?”

  1. Trendthema: Mitmach-Gesellschaft at About: Webciety Says:

    [...] ist das bei unseren europäischen Freunden aus Frankreich und Italien – voller Stolz schreibt Emanuelle Quintarelli in seinem Blog-Post, dass Italien mit an führender Stelle bei den “Soci… Warum ist das [...]

  2. giacomo Says:

    Ciao Emanuele, scusa la pedanteria, ma perché il totale non fa 100?

    Cioè se sommo le percentuali dell’Italia nei vari diagrammi dovrei arrivare a 100 no? Ma forse mi confondo io

  3. admin Says:

    Ciao Giacomo,
    domanda perfettamente lecita. La somma non fa 100 perchè gli scalini della social ladder non sono mutuamente esclusivi. Es. possono essere al tempo stesso spettatore e creatore.

    Emanuele

  4. MatteoG Says:

    Salve,
    si può avere la nota metodologica su come sono costruiti questi dati?
    MG

  5. admin Says:

    Ciao Matteo,
    qui di seguito qualche dettaglio in più sulla metodologia:

    I dati provengono da 14.193 interviste in 7 paesi europei (Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna, Svezia e UK) su individui con almeno 12 anni di età scelti casualmente tra i membri del panel online Ipsos MORI (un campione non casuale). Ipsos ha pesato i dati in base all’età, al sesso ed al tempo speso online in modo da rappresentare demograficamente la popolazione online di ogni nazione.

    Su un campione casuale di questa dimensione(14.193 persone), c’è una certezza del 95% che i risultati abbiano una precisione statistica del +/- 1.1% rispetto all’intera popolazione dell’Europea dell’Ovest. L’incertezza passa al 3.1% se i dati vengono considerati sulla singola nazione.

  6. Gli Italiani davvero in testa all’uso dei Social Media « GliAffidabili’s BLOG Says:

    [...] cellulare. Il blog di Emanuele é stato in tal senso illuminante: in un post dal titolo “Italia in Testa in Europa per i Social Media?” si affronta proprio lo stesso argomento con riferimento ad i risultati della ricerca, [...]

  7. The Social Enterprise » I social media diventano mainstream Says:

    [...] già parlato l’anno scorso del primato dell’Italia nell’utilizzo dei social media. Come vedete confrontando gli ultimi due diagrammi, questo trend in buona parte si conferma dato [...]

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