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Social Enterprise: Il social dentro l'azienda

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Come architetture di partecipazione, intelligenza collettiva e meccanismi di emergenza stanno rivoluzionando il modo in cui le aziende fanno business e generano profitti

Nasce L’Osservatorio Enterprise 2.0 del Politecnico di Milano

Pubblicato da Emanuele | in Enterprise 2.0

Grazie ad alcuni amici in comune, ho recentemente conosciuto il professore Mariano Corso ed il lavoro che sta portando avanti all’interno degli osservatori del Pòlitecnico di Milano occupandosi tra i molteplici temi di “Intranet e Nuovi Sistemi Informativi” e “ICT Strategic Sourcing”.

Sulla base di queste iniziative nasce quest’anno anche un osservatorio sull’Enterprise 2.0 che si pone i seguenti obiettivi:

  • Analizzare l’evoluzione delle Intranet in Italia e la loro convergenza con i Sistemi Informativi nella prospettiva del Virtual Workspace;
  • Comprendere lo stato e i trend nell’applicazione delle nuove tecnologie Web 2.0 nelle imprese e Pubbliche Amministrazioni in Italia ed identificare gli effetti sui processi, le relazioni ed i modelli di impresa;
  • Identificare ed analizzare l’impatto dell’applicazione delle nuove tecnologie sulle architetture ICT, con particolare riferimento alla diffusione di logiche SOA;
  • Individuare ed interpretare casi interessanti di applicazioni in modo da permettere un confronto significativo con le Best Practice a livello italiano ed internazionale;
  • Costituire una community di attori interessati a promuovere uno sviluppo piu’ strategico e consapevole dei nuovi scenari Enterprise 2.0 nelle imprese e Pubbliche Amministrazioni italiane nel quadro di una loro convergenza verso i Sistemi Informativi di nuova generazione.

Sono fermamente convinto della necessità di strutturare e documentare in modo serio sia le iniziative messe in campo che i risultati da queste raggiunti in Italia, analizzandole e valutandole più in generale in un quadro internazionale. Partendo da una forte esperienza sulle intranet tradizionali, il Politecnico ha certamente l’autorità, le competenze ed i contatti per diffondere una maggiore consapevolezza sui fenomeni che stanno investendo i processi di collaborazione, innovazione e knowledge management in tantissime aziende di tutte le dimensioni.

In una mail ricevuta stamattina, vengono infine discussi due interessanti casi italiani:

  • Telecom Italia: grazie alla collaborazione con Logotel, Telecom Italia ha lanciato già nel 2004 una community dedicata agli addetti di customer care e denominata call2call con gli obiettivi di raccogliere e capitalizzare best practice ed esperienze degli operatori, aumentare la circolazione dei feedback, stimolare il senso di appartenza all’azienda. La gestione dei contenuti prodotti è condivisa tra un team Logotel e 20 knowledge manager interni a Telecom Italia. L’esperimento è cresciuto negli anni fino a raggiungere una penetrazione mensile del 75%, per più di 2000 utenti attivi e 600 contributi. La piattaforma è stata arricchita da strumenti di comunicazione istantanea ed ha centrato importanti obiettivi sia per l’azienda che per i dipendenti: gli operatori di customer care sono stati coinvolti nella creazione della conoscenza enel miglioramento delle competenze individuali, mentre l’azienda ha perseguito una maggiore efficienza ed efficacia nelle risposte al cliente grazie al patrimonio di informazioni accumulate ed ha ridotto i costi legati alle attività di formazione per le nuove risorse.
  • UniCredit: alla intranet, disponibile già dal 2001, si sono recentemente aggiunte “stanze di lavoro virtuali” in quattro aree principali: integrazione UniCredit/HVB (condivisione di documentazione a prescindere dalla sede geografica), progetti trasversali (razionalizzazione di incontri e mail tra strutture o addirittura aziende del gruppo diverse), virtual office per la condivisione di informazioni su domini specifi, knowledge management (per il popolamento della base di conoscenza utilizzata da Quickly, applicazione di assistenza online utilizzata dagli operatori della banca). Migliaia di utenti partecipano ormai quotidianamente ed in futuro saranno aggiunti strumenti di collaborazione real-time e videoconferenza, con una successiva integrazione e razionalizzazione dell’intera intranet.

Quante centinaia di altri casi simili e poco conosciuti esistono in Italia? Secondo me molti. Ciò rende ancora più importanti strumenti quali Cases2, specialmente in un mercato come quello italiano in cui i più si affannano a dire che non esista mai nulla di ben fatto o innovativo.

September 20th, 2007

  • Carlo

    Molto interessante il post.
    Lavoro in Telecom a Milano e ho chiesto ai colleghi di comunicazione interna di dg cosa fosse call2call (non ne avevo mai sentito parlare in nessuna sede). Mi hanno detto che non è una intranet Telecom, ma una community di un settore TIM (Telecom ha la sua intranet di gruppo e tutte le altre community sono di fatto da considerarsi progetti di nicchia destinati a sparire). Ho scoperto anche che esiste un grosso ed imponente progetto, chiamato “Enterprise 2.0″ nato in Telecom per coinvolgere tutte le realtà del Gruppo con il paradigma del 2.0. Evviva!!! Non pago di questa risposta ho però chiamato una amica che lavora al callcenter di TIM a Roma e mi ha detto che call2call è molto poco popolare, almeno dove lavora lei. Vi prego, fate attenzione quando pubblicate questo tipo di informazioni, perchè spesso alle spalle di una mail c’è una falsa segnalazione ad opera di qualche personaggio in cerca di immeritata gloria (o di soldi della Telecom… i famosi consuleeeenti).

  • admin

    Ciao Carlo,
    ti ringrazio del commento e provo a risponderti per punti, anticipando che, come riportato nel post, le informazioni relative al caso sono state prese da una mailing list dell’Osservatorio Enterprise 2.0 del Politecnico di Milano (fonte che reputo attendibile sull’ambito intranet).

    Come riportato in sintesi nel post, call2call non è una intranet, ma un progetto di community all’interno di una intranet dedicata al Customer Care Mobile di Telecom Italia.

    Sui dati di adozione, dopo due anni di attività mi sembra che il risultato (75% di penetrazione) sia buono, nonostante l’esperienza poco soddisfacente della tua amica.

    Se tuttavia hai dati differenti su call2call o ulteriori indicazioni sul progetto Enterprise 2.0 in corso in Telecom Italia, ti invito a condividerli commentando ancora questo post o scrivendomi in privato.

    A presto!

  • Carlo

    Ciao, grazie per la risposta velocissima. In realtà mi piacerebbe approfondire il tema di Enterprise 2.0 in Telecom, piuttosto che dedicarmi al vecchio tipo di business community cui appartiene call2call (tempi di attesa lunghissimi per risposte a forum moderati, ricchi premi e cotillons assegnati “ad personam”, graifca adolescenziale come evidenziato da Mara mi sembrano sufficienti indizi, non ho modo di verificare le % ma 75 sembra anche a lei un dato gonfiato).
    E’ importante capire cosa si aspettano i nostri “capi” dal 2.0 in azienda. Saranno in grado di adeguarsi? Ci sono forti ritardi (in buona parte delle aziende italiane, direi) ma anche segni di rapidi cambiamenti. La intranet di Telecom è molto ampia, credo che non esista il concetto di “troppo”, vero? Più siamo meglio siamo, invitiamo anche i colleghi di call2call ad unirsi al viaggio!!!

  • admin

    Ciao di nuovo Carlo,
    sono pienamente d’accordo sul fatto che ogni progetto enterprise 2.0 debba partire da una chiara comprensione dei bisogni/benefici sia aziendali, che delle persone che compongono l’azienda.

    Ormai come molti, ho visto in azione approcci alla gestione della conoscenza, dell’apprendimento e dell’innovazione non gerarchici, democratici ed emergenti. Sono per questo convinto che i risultati siano assolutamente tangibili e rilevanti anche per i “capi” che, anzi, sono in questo momento tra i soggetti più interessati a certi discorsi essendo alla ricerca di ritorni in termini di innovazione, di retention e di engagement dei dipendenti, ovviamente al fine di massimizzare la produttività dell’azienda.

    §e ti fa piacere approfondire questa discussione puoi trovare i miei riferimenti nella sezione About.

    A presto,
    Emanuele

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