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Apertura del Web 2.0 Expo Berlin
Pubblicato da Emanuele | in Web 2.0
Da ieri pomeriggio sono qui a Berlino con una nutrita delegazione italiana in attesa dell’apertura di Jennifer Pahlka, Brady Forrest ed a seguire dell’intervento di Tim O’Reilly.
A parte qualche problema sul catering (acqua a costi improponibili e dolce di natura incompresibile), la location è centrale e l’evento si prospetta come un’ottima occasione per conoscere persone provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti. Il mio primo evento sociale della settimana è stata la Girl Geek Dinner di ieri sera al Cafè Karma dove ho rivisto Luca Conti e Martin Koser ed incontrato per la prima volta Simone Brunozzi, Tina Koulow , Andrea Vascellari, Nicole Simon, Magdalena Bottger, Viktoria Trosien, Erno Hannink. Oggi è stato il turno di Alessio Jacona, Luca Sartoni, Luis Suarez, Davide Turi, Giovanni de Paola.
16.17 Lo show inizia con un gioco di luci all’interno della cupola presente in sala, un pò effetto ufo ed un pò fuoco d’artificio. Tante persone, ma la sala non è completamente piena. Brady e Jennifer partono parlando delle variazioni sulla venue in seguito alle critiche dell’anno scorso. Classico ringraziamento agli sponsors IBM, Ebay, Nokia e tutti gli altri. L’evento sarà taggato come #we2eb. C’è anche un backchannel direttamente dall’interno di Crowdvine ed i tweet vengono automaticamente aggregati. Purtroppo la connessione non va (spero di poter salvare quello che sto scrivendo)
16.22 Tim O’Reilly entra dalla porta di servizio sembra ripredenre parte della presentazione fatta a New York. Web 2.0 o Web 2.Over? Pensiamo ai trend dietro al web 2.0: internet come piattaforma, collective intelligence, data as intel inside, software above the level of a single device, software as a service. Questi grandi cambiamenti continueranno, indipendentemente dalla crisi economica. Inoltre in ogni business ci sono vincitori (cloud computing, Saas applications, open source, collective intelligence) e perdenti (me-too startups, venture capitalists che hanno investito su queste). Cosa succederà? E’ un ottimo momento per credere nelle proprie idee e lanciare nuove startup. Non si tratta di una bolla degli investimenti, ma una bolla della realtà (crisi finanziaria, esplosione dei prezzi del carburante, etc). Mostra la foto di un device con sensori che inclinato si comporta come un bicchiere di birra.. In una situazione del genere possiamo pensare ad un strategia per ogni scenario, quello migliore e peggiore. Innanzitutto, dice O’Reilly, bisogna lavorare su cose che contano (porta un esempio da Kevin Surace sul global warming) considerando lo scenario peggiore. Riprendendo Pascal, ma al contrario: nel caso peggiore, cosa farò? Questo ci fa riflettere su cosa facciamo e sul perchè lo facciamo. Come possiamo fare la differenza sui grandi problemi dell’umanità (disastri, malattie, povertà, etc).Tra i nuovi servizi che stanno nascendo in questa prospettiva viene citato anche Banzi di Arduino. Dalle grandi sfide sono uscite fuori grandi società, magari mischiando profit e non profit come Benetech o Omidyar Network o Google.org, AMEE. Su questo tema viene segnalato il talk di Tom Raftery. Crisi finanziarie, politica, goverment sono tutti temi che possono essere approcciati coinvolgendo miliorni di persone (prosper, patientslikeme, 23andMe, MySociety). La seconda strategia è “create more value than you capture”. Microsoft con i PC, Google per la conoscenza ed altri hanno aperto una via, rivoluzionando interi domini. (dopo una poesia..) Affrontate problemi così difficili che sembrano impossibili da risolvere. Questo non solo fa grandi noi, ma l’umanità intera.
16.52 Yossi Vardi (ICQ, etc..) in un pessimo inglese dice che il suo segreto è stata la fortuna e fare la cosa giusta. Riprende Pascal e dice che se fai la cosa giusta alla fine avrai indietro molto più di quello che hai fatto. Essere buone persone secondo lui facilita anche l’accesso agli investimenti. I venture cercano consumer facing business lanciati da giovani entusiasti, con grande talento (e non necessariamente grande esperienza). O’Reilly chiede cosa serve per avere una mentalità imprenditoriale. Vardi dice che è molto utile avere una mamma ebrea. Venire da una cultura che supporti l’imprenditoria è importante. Serve poi una tolleranza verso il rischio e cita Roosevelt che disse che l’onore va agli uomini nell’aren, quelli che rischiano. Si può lanciare un business senza un VC? Vardi e O’Reilly hanno dato il via al proprio business con 500 dollari. Questo non funziona in tutti i business (es. enterprise), ma ci sono ottimi prodotti nati semplicemente da un’idea o dall’uso efficiente del denaro che si ha. Con il dot com burst, tutti erano convinti che fosse finita per Internet, ma ICQ vedeva centinaia di migliaia di utenti che scaricavano il prodotti. Anche ora Internet andrà avanti nonostante la crisi. O’Reilly dice che il web 2.0 andrà avanti per molto ancora e Vardi aggiunge che la ragione è il fatto che l’apertura, la creazione dal basso e la collaborazione fanno parte della natura umana.
17.05 Domande dal pubblico:
- Suggeriresti alle startup di ignorare i VC? Molti dei miei migliori amici sono VC.. Molto dipende dalle proprie ambizioni. Parlate con gli imprenditori, questo certamente.
- Come rimanere focalizzati durante la crescita? Essere coinvolti nella vita delle società gli investitori a volte fanno bene, altre fanno grandi danni. Magari è meglio scegliere le persone giuste e lasciarle lavorare. E’ veramente così facile rimanere bloccati su un’idea di business iniziale. O’Reilly dice che il business può cambiare tante volte (libri, conferenze, investimenti). Essere focalizzati può voler dire anche guardarsi intorno, saper cambiare direzione se necessario. Essere focalizzati significa articolare una vision tanto che altre persone finiscono per credere in te. Il business plan è un documento inutile, dovrebbe far parte solo della fantascienza. Dopo due giorni non conta più nulla. E’ come le salsicce, nessuno vuole sapere come vengono fatti, ma tutti vogliono mangiarli
- Quando è il caso che una società web 2.0 deve passare da un modello gratuito ad un modello a pagamento. O’Reilly dice che il free funziona solamente se riesci a raggiungere milioni di persone, da cui poi fai il business (vedi il suo articolo sul web 2.0). Tim si aspetta una rinascita di modelli a pagamento. Questo è un ottimo test per il tuo business. Se qualcuno paga è perchè trova valore. Yossi Vardi dice che l’utente è come un elettrone (particella e onda). Il cliente è consumatore ma anche distributore virale. Se questo funziona hai il freemium (Fred Wilson). Una piccola parte dei servizi solamente diventa a pagamento. ICQ ha avuto 400M users, Fring 3M di utenti. Se il modello è completamente free ti serve solo un cliente, quello che compra l’azienda…
Tags: 2008, berlin, Conferenze, Web 2.0, web-2.0-expo
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October 25th, 2008 at 1:27
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