{"id":618,"date":"2010-08-16T20:08:51","date_gmt":"2010-08-16T18:08:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/?p=618"},"modified":"2010-08-16T20:08:51","modified_gmt":"2010-08-16T18:08:51","slug":"oltre-il-social-crm-il-social-product-development","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2010\/08\/16\/oltre-il-social-crm-il-social-product-development\/","title":{"rendered":"Oltre il Social CRM. Il Social Product Development"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2010,forrester,social+business,social+crm,social+PLM,social+product+development\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2010\/08\/16\/oltre-il-social-crm-il-social-product-development\/\"><\/a><\/div>\n<p>Se esiste un tendenza chiarissima ed estesamente discussa anche a Giugno sia all&#8217;<a href=\"http:\/\/www.enterprise2forum.it\/it\">International Forum on Enterprise 2.0 2010<\/a> che all&#8217;<a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/tag\/boston\/\">Enterprise 2.0 Conference di Boston<\/a> \u00e8 il fidanzamento, la <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2010\/01\/17\/un-nuovo-anno-di-enterprise-2-0\/\">convergenza in corso tra Enterprise 2.0 e processi<\/a> al fine di riportare i nuovi approcci collaborativi nelle attivit\u00e0 quotidiane dei dipendenti migliorandone la produttivit\u00e0 e rendendo al contempo pi\u00f9 flessibili ed efficienti i flussi di lavoro interni. Insomma il 2.0 che inizia a scendere sulla Terra e sporcarsi le mani con il mondo reale.<\/p>\n<p>Un esempio affermato di questo passaggio tuttora in corso \u00e8 costituito dal <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2010\/02\/13\/lera-del-social-crm\/\"><strong>Social CRM<\/strong><\/a> <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2010\/03\/06\/il-social-crm-mette-il-cliente-al-centro-del-business-1-parte\/\">di<\/a> <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2010\/03\/07\/il-social-crm-mette-il-cliente-al-centro-del-business-%E2%80%93-2a-parte\/\">cui<\/a> <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2010\/05\/09\/il-social-crm-nel-loop-della-social-intelligence\/\">mi<\/a> <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2010\/05\/16\/un-processo-integrato-per-il-social-crm\/\">occupo<\/a> <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2010\/02\/14\/il-continuum-osmotico-tra-social-crm-ed-enterprise-2-0\/\">ormai<\/a> da <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2010\/07\/05\/lo-stato-del-social-crm\/\">tempo<\/a> e che rappresenta un profondo spostamento del baricentro aziendale finalizzato a portare il cliente al centro del business per garantire al pubblico un&#8217;esperienza pi\u00f9 piacevole, consistente, coordinata e specialmente una maggiore reattivit\u00e0 dell&#8217;organizzazione rispetto ai segnali che provengono dal mercato. Di Social CRM abbiamo avuto modo di discutere estesamente al Forum grazie alla presenza di ospiti importanti come <a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/E20Forum\/kolsky-and-tamis-final\">Esteban Kolsky, Mark Tamis<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/E20Forum\/f-gossieaux\">Francois Gossieaux<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/E20Forum\/international-forum-on-e-20-sameer-patel-accelarting-biz-performance\">Sameer Patel<\/a>,\u00a0e da parte mia continuer\u00f2 ad occuparmi di quest&#8217;area nei prossimi mesi con alcune iniziative da annunciare a Settembre.<\/p>\n<p>La socializzazione dei processi non si esaurisce per\u00f2 con il Social CRM. Se esso permette di evolvere, ampliare, umanizzare i momenti di interazione con il cliente che avvengano in fase di marketing, vendita, supporto o innovazione, certamente esiste una ancora pi\u00f9 lunga lista di frangenti in cui l&#8217;Enterprise 2.0 \u00e8 altrettanto in grado di sostenere la crescita dell&#8217;azienda, ma in contesti pi\u00f9 rivolti verso l&#8217;interno. Si parla per esempio da tempo anche di Social BPM, Social ERP, Social PLM, Social SCM.<\/p>\n<p>Si tratta solamente di semplici sigle? Forse in buona misura \u00e8 cos\u00ec, ma credo anche il filo conduttore che lega tutti questi acronimi indichi un profondo ripensamento dei meccanismi con cui l&#8217;organizzazione produce valore e coinvolge le persone, dentro e fuori dai propri confini. Una forza inarrestabile che \u00e8 venuto il momento di iniziare ad analizzare.<\/p>\n<p>Estendiamo quindi il nostro discorso di socializzazione dei processi di business partendo da una dimensione dagli evidenti impatti economici, organizzativi e strategici per le imprese di ogni settore: <strong>lo sviluppo sociale del prodotto o come inizia ad essere chiamato il Social Product Development<\/strong> (preferisco non utilizzare il termine Social PLM per marcare una distanza tra gli ampi nuovi scenari di collaborazione legati al prodotto e le funzionalit\u00e0 molto pi\u00f9 limitate dei tradizionali software di Product Lifecycle Management). Un primo esempio italiano e molto concreto di Social Product Development \u00e8 Olga, la <a href=\"http:\/\/blog.lago.it\/awards\/lago-vince-il-premio-innovazione-ict-smau-2009\/\">intranet di Lago<\/a>, sulla quale <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2009\/04\/05\/da-enterprise-20-a-pmi-20-intranet-20-in-lago\/\">potete leggere estensivamente qui<\/a>.<\/p>\n<p><strong>In che modo raccogliere e trasformare con efficienza e sistematicit\u00e0 semplici feedback o idee di miglioramento del prodotto in soluzioni di successo per il mercato<\/strong>? Questa \u00e8 la domanda a cui il Social Product Development prova a dare risposta nella convinzione che collaboration ed intelligenza collettiva permettano di aumentare diversit\u00e0, qualit\u00e0 e tempestivit\u00e0 dei contributi, riducendo il rischio di costosi errori in fase di design, migliorando le caratteristiche complessive del prodotto e massimizzando sia la durata nel tempo che la dimensione dei ritorni per l&#8217;azienda.<\/p>\n<p>Un <a href=\"http:\/\/www.forrester.com\/rb\/Research\/use_social_computing_to_build_differentiated_product\/q\/id\/56479\/t\/2\">report di Giugno di Forrester<\/a>, suggerisce come Il social software consenta di approcciare tre distinti scenari di sviluppo del prodotto:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Miglioramento della collaborazione tra team interni<\/strong>: l&#8217;impiego di piattaforme partecipative consente di far crollare i silos dipartimentali, allargare e rendere visibile ogni contributo nel processo di sviluppo del prodotto\u00a0a tutte le figure presenti in azienda indipendentemente dall&#8217;anzianit\u00e0 e dalla posizione geografica, gerarchica, organizzativa\u00a0(marketing, vendite, supporto al cliente, call center, designer). Chiunque pu\u00f2 partecipare in qualsiasi momento del giorno o della notte, senza necessariamente trovarsi in ufficio e riutilizzando per intero l&#8217;intera conoscenza fino a quel punto accumulata con enormi impatti sul ROI come mostrato dal progetto di Intranet 2.0 di Lago.<\/li>\n<li><strong>Apertura dello sviluppo del prodotto all&#8217;esterno tramite le community:<\/strong> se all&#8217;interno dell&#8217;azienda esistono decine, centinaia o anche migliaia di ricercatori ed altri individui in grado di dare un contributo, questi numeri sono cento o mille volte pi\u00f9 grandi se si mette da parte la sindrome del non inventato qui e si coinvolgono nell&#8217;innovazione gli utilizzatori finali. Ampliando la prospettiva tramite un social network pubblico o dedicato si ha accesso a prospettive inedite, neutrali rispetto alle guerre politiche spesso presenti all&#8217;interno e specialmente rispondenti ai reali bisogni dei clienti. Procter &amp; Gamble, Mattel, Salesforce, Starbucks sono tutti esempi di open innovation finalizzate al miglioramento del prodotto\/servizio. Come \u00e8 facile comprendere, questo secondo scenario \u00e8 in buona parte sovrapposto alla <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2010\/03\/07\/il-social-crm-mette-il-cliente-al-centro-del-business-%E2%80%93-2a-parte\/\">social innovation possibile tramite il Social CRM<\/a>. La differenza risiede nella necessit\u00e0 di integrare quanto emerso e sviluppato con l&#8217;ausilio della community all&#8217;interno di sistemi, pratiche e processi diversi da quelli del CRM, come la gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM)<\/li>\n<li><strong>Integrazione di capability sociali direttamente all&#8217;intero del prodotto:<\/strong> non solamente i principi del web 2.0 possono essere utilizzati per migliorare il processo di sviluppo, ma anche per arricchire le potenzialit\u00e0 del prodotto finale ad esempio mettendo in rete i dispositivi ed introducendo meccanismi di rating, condivisione, competizione, reputation che arricchiscano l&#8217;esperienza dell&#8217;utente. Xbox Live consente oggi di giocare contro milioni di altri utenti, ma iniziano a nascere anche esempi di social shopping in cui l&#8217;interazione di acquisto con l&#8217;azienda \u00e8 mediata dalla collaborazione in tempo reale e da remoto con i propri amici.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel concreto, cosa \u00e8 possibile fare da subito nell&#8217;area del Social Product Development:<\/p>\n<ul>\n<li>Utilizzare piattaforme di <strong>innovation management <\/strong>come Spigit per ottenere pi\u00f9 diversit\u00e0 e velocit\u00e0 nel produrre nuove idee, raccogliere indicazioni di business e suggerimenti di miglioramento del prodotto in modo strutturato<\/li>\n<li>Raccogliere <strong>requisiti direttamente dai clienti<\/strong> sia tramite community dedicate (vedi Jive) che monitorando le conversazioni online (vedi Radian6 e Sysomos) tramite una clusterizzazione delle informazioni ottenute con strumenti semantici come quelli forniti da Attensity<\/li>\n<li>Monitorare blog degli influencer ed impiegare community chiuse per ottenere <strong>feedback dai clienti nelle fasi iniziali del design<\/strong> (prototipi o beta testing) migliorando la soluzione prima di metterla realmente in produzione con una conseguente riduzione di costi e rischi legati alla reputazione<\/li>\n<li>Dare <strong>risposta a quesiti per cui le competenze interne non sono sufficient<\/strong>i tramite piattaforme di open innovation come Innocentive<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il fatto che oggi sia possibile rendere collaborativo lo sviluppo di prodotti e servizi certamente non significa che questo dominio sia maturo. Nonostante i primi esempi di successo, permangono diversi ostacoli da superare:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Poca consapevolezza sulle possibilit\u00e0 e sui ritorni:<\/strong> un report di Kalypso sul social product development sostiene che il 25% dei professionisti in quest&#8217;area non vede nella collaborazione la risposta ad alcun bisogno reale, \u00a0il 33% non ne sa determinare il ROI e circa il \u00a060% pi\u00f9 in generale non comprende la portata dell&#8217;Enterprise 2.0.<\/li>\n<li><strong>Pi\u00f9 complessa gestione della propriet\u00e0 intellettuale<\/strong>: aprirsi ad un ecosistema pi\u00f9 ampio significa anche rilassare, almeno parzialmente, il controllo sulla circolazione, sulla qualit\u00e0, sull&#8217;utilizzo degli asset aziendale. E&#8217; per questo necessario sviluppare nuovi paradigmi di gestione della propriet\u00e0 intellettuale, bilanciando attentamente rischi e benefici<\/li>\n<li><strong>Difficolt\u00e0 nel separare le indicazioni realmente utili dal rumore:<\/strong> perdendo il controllo sul processo ed allargando la partecipazione oltre i muri dell&#8217;impresa si ottiene un&#8217;esplosione esponenziale dei contributi, ma anche dei messaggi inutili ai fini dello sviluppo di prodotto (per esempio andando a leggere quanto detto all&#8217;interno dei social network pubblici). Anche qui il problema non \u00e8 tanto l&#8217;aumento delle possibilit\u00e0, quanto lo sviluppo di tecniche pi\u00f9 efficaci per filtrare le indicazioni raccolte<\/li>\n<li><strong>Impatti organizzativi: <\/strong>a chi compete gestire e coordinare lo sviluppo sociale del prodotto? Oggi a nessuno. Mentre i social media iniziano ad essere visti meno come semplici canali addizionali all&#8217;interno dei quali veicolare messaggi pubblicitari e sempre pi\u00f9 come strumenti a supporto del business, il marketing deve imparare a portare a bordo le altre funzioni, declinando le iniziative sui loro bisogni e gestendole in modo congiunto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In che modo il Social Product Development \u00e8 collegato al Social CRM ed in che modo la socializzazione di tutti i processi, interni e customer facing, pu\u00f2 prendere complessivamente forma? Cosa ne pensate?<\/p>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2010,forrester,social+business,social+crm,social+PLM,social+product+development\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2010\/08\/16\/oltre-il-social-crm-il-social-product-development\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se esiste un tendenza chiarissima ed estesamente discussa anche a Giugno sia all&#8217;International Forum on Enterprise 2.0 2010 che all&#8217;Enterprise 2.0 Conference di Boston \u00e8 il fidanzamento, la convergenza in corso tra Enterprise 2.0&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[356,45,403,375,412,413],"class_list":["post-618","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-enterprise-20","tag-356","tag-forrester","tag-social-business","tag-social-crm","tag-social-plm","tag-social-product-development"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/618","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=618"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/618\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":620,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/618\/revisions\/620"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}