{"id":240,"date":"2009-11-01T16:02:01","date_gmt":"2009-11-01T14:02:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/?p=240"},"modified":"2012-12-02T13:22:21","modified_gmt":"2012-12-02T11:22:21","slug":"migliorare-la-collaborazione-tra-tecnologia-e-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/11\/01\/migliorare-la-collaborazione-tra-tecnologia-e-cultura\/","title":{"rendered":"Migliorare la collaborazione tra tecnologia e cultura"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2009,collaboration,enterprise+2.0,mckinsey,research\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/11\/01\/migliorare-la-collaborazione-tra-tecnologia-e-cultura\/\"><\/a><\/div>\n<p>Vi rilancio brevemente gli spunti che emergono da un bell&#8217;articolo pubblicato da McKinsey in <a href=\"http:\/\/whatmatters.mckinseydigital.com\/about\">What Matters<\/a> ed intitolato <a href=\"http:\/\/whatmatters.mckinseydigital.com\/internet\/using-technology-to-improve-workforce-collaboration\">Using technology to improve workforce collaboration<\/a>.\u00a0Il pezzo \u00e8 particolarmente apprezzabile per la sua capacit\u00e0 di sottolineare l&#8217;importanza che i <strong>knowledge worker<\/strong> rivestono nell&#8217;economia odierna e come la tecnologia sia in grado di migliorarne <strong>un nuovo tipo di efficienza<\/strong>, non sui processi ma sulla collaborazione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che moltissime aziende non hanno ancora capito \u00e8 come il loro futuro non si giochi pi\u00f9 tanto sulla perfezione nel produrre mattoni, macchine o pezzi di legno, quanto nel saper ottenere il massimo dalla testa delle persone che impiegano. Se Ford si dannava l&#8217;anima per il non poter pagare solo le braccia dei suoi lavoratori (\u201cNon capisco perch\u00e9 quando ho bisogno di due braccia devo pagare tutto il corpo\u201d), oggi il problema si inverte radicalmente portando l&#8217;economia moderna ad un disperato bisogno di idee e conoscenza per differenziarsi, competere \u00a0e restare in vita.<\/p>\n<p>Vediamo alcuni dati:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Il peso dei knowledge worker continua ad aumentar<\/strong><strong>e<\/strong> tanto che nel 2011 potrebbero costituire quasi il 50% della forza lavoro americana. In alcuni settori come salute e formazione gi\u00e0 oggi ben il 75% dei dipendenti lavorano principalmente sulla conoscenza e negli Stati Uniti il loro stipendio \u00e8 pari al 18% del <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Gross_domestic_product\">GDP<\/a><\/li>\n<li><strong>I knowledge worker rappresentano un asset costoso per le aziende <\/strong>dato che in media guadagnano dal 55% al 75% in pi\u00f9 degli impiegati con mansioni legate alla produzione o alle transazioni<\/li>\n<li><strong>Le aziende non sanno ancora come ottenere il massimo dai knowledge worker <\/strong>considerato che il gap di performance tra la migliore e peggiore compagnia nei settori che richiedono una forte collaborazione \u00e8 nove volte quello dei settori centrati su produzione e transazione<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm9.staticflickr.com\/8347\/8236752421_e697b15c4e_d.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>Dopo decenni di ottimizzazione sulla produzione e sui processi, la vera sfida a cui le aziende sono esposte \u00e8 quindi\u00a0<strong>come ottimizzare le performance dei knowledge worker, trasformandoli da una spesa elevata e crescente ad un fattore strategico di confronto sul mercato.\u00a0<span style=\"font-weight: normal;\">Se per\u00f2 \u00e8 facile misurare la produttivit\u00e0 della produzione sul numero di pezzi prodotti, le transazioni in termini di numero di operazioni per ora, come misuriamo la produttivit\u00e0 della collaborazione?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>La domanda non \u00e8 per niente retorica dato che McKinsey stima che tra i<strong>l 20% ed il 50% del lavoro collaborativo sia in realt\u00e0 sprecato<\/strong> a causa di meeting inutili o pianificati male, viaggi non produttivi, overload di email non necessarie, etc. Ottimizzando la collaborazione Cisco ha risparmiato in 18 mesi la bellezza di 100M$ in costi in spese di viaggio, mentre P&amp;G ha incrementato il numero di prodotti creati all&#8217;esterno dell&#8217;azienda dal 35% al 50% ottenendo un&#8217;offerta pi\u00f9 ampia e cicli di produzione pi\u00f9 brevi.<\/p>\n<p>Visto che, a differenza di produzione e transazioni, la maggior parte dei manager non sono per nulla preparati nell&#8217;ottimizzare ed ottenere il massimo dalla collaboration, McKinsey propone due step:<\/p>\n<ol>\n<li>Classificare i knowledge worker in base al flusso di attivit\u00e0 che compiono ogni giorno<\/li>\n<li>Mappare le nuove tecnologie ai workflow identificati, per ampliare la collaboration, aumentare l&#8217;efficacia e ridurre le inefficienze<\/li>\n<\/ol>\n<p>Sul primo punto, invece di guardare a dipartimenti, titoli e posizioni nella gerarchia aziendale, a partire dalle ricerca vengono formulati\u00a0<a href=\"http:\/\/whatmatters.mckinseydigital.com\/flash\/collaboration\/\">12 profili collaborativi<\/a> in base alla qualit\u00e0 e quantit\u00e0 dei task che i dipendenti sono chiamati a compiere:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Amministratore<\/strong>: esegue ripetutamente un processo standard o ben definito<\/li>\n<li><strong>Agente<\/strong>: rappresenta gli interessi di altri<\/li>\n<li><strong>Aiutante<\/strong>: fornisce aiuto fisico per il completamento di un compito<\/li>\n<li><strong>Buyer<\/strong>: acquista beni e servi per altri<\/li>\n<li><strong>Consulente<\/strong>: raccoglie informazioni e fornisce consigli in base ad esperienze passate e nuove evidenze<\/li>\n<li><strong>Creatore<\/strong>: progetta prodotti nuovi ed innovativi<\/li>\n<li><strong>Docente<\/strong>: insegna e trasferisce nozioni agli altri<\/li>\n<li><strong>Investigatore<\/strong>: esamina fatti ed informazioni per evidenziare cause ed effetti<\/li>\n<li><strong>Manager<\/strong>: supervisiona persone e processi di business<\/li>\n<li><strong>Performer<\/strong>: si esibisce di fronte ad altre persone<\/li>\n<li><strong>Venditore<\/strong>: interagisce con altri per vendere un prodotto o presentare offerte<\/li>\n<li><strong>Scienziato<\/strong>: progetta esperimenti e conduce ricerca di base per testare ipotesi o produrre nuove scoperte<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ad ogni profilo sono associate una serie di incombenze che lo caratterizzano e da queste si fanno discendere le tecnologie di supporto pi\u00f9 utili in tre passaggi:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>C<\/strong><strong>omprendere i bisogni collaborativi dei task compiuti<\/strong> da ogni profilo (utilizzando dimensioni come numero di persone coinvolte, flusso dell&#8217;informazione, quantit\u00e0 di informazione condivisa da ogni partecipante, attraversamento di confini dipartimentali o aziendali, etc.)<\/li>\n<li><strong>Ordinare i task in base al valore che generano<\/strong> guardando agli obiettivi di business dell&#8217;azienda. Gli obiettivi possono essere l&#8217;aumentare la relazione con il cliente, il generare pi\u00f9 idee, ridurre i cicli di lancio dei nuovi prodotti, essere pi\u00f9 reattivi, etc.<\/li>\n<li><strong>Portare alla luce le inefficienze collaborative<\/strong> che affliggono le interazioni legate ai task a partire dalla tabella seguente:<\/li>\n<\/ol>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm9.staticflickr.com\/8202\/8237819892_94a8226f10_d.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"239\" \/><\/p>\n<p>Chiaramente le tecnologie Enterprise 2.0 possono fare molto per limitare queste inefficienze garantendo una maggiore trovabilit\u00e0 dell&#8217;informazione (searching), pi\u00f9 trasparenza e quindi minori disallineamenti politici (divergenza), minori problemi di comunicazione (undercommunicating, interpreting, translation), scambi pi\u00f9 veloci (waiting), pi\u00f9 ricchezza di dettagli (misapplication), etc.<\/p>\n<p>Per esempio la capacit\u00e0 di trovare facilmente tutta la competenza e gli esperti di cui un&#8217;azienda dispone (searching) \u00e8 uno dei pi\u00f9 forti benefici permessi dall&#8217;introduzione di un social network con funzionalit\u00e0 di tagging, mentre i problemi di interpretazione possono essere alleviati tramite il messaging dando alle persone la possibilit\u00e0 di porsi continuamente domande laddove qualcosa non sia chiaro. Aggregando statisticamente tutte le indicazioni raccolte, per ogni profilo viene cos\u00ec viene tirata fuori una tag cloud di tecnologie di supporto (vedi ancora il\u00a0<a href=\"http:\/\/whatmatters.mckinseydigital.com\/flash\/collaboration\/\">tool di analisi interattiva<\/a>)<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>La metodologia abbozzata in questo articolo affronta esplicitamente un problema sempre pi\u00f9 rilevante in questa nuova economia basata sulla conoscenza. Un problema di fronte a cui buona parte del management mostra ancora poca consapevolezza ed ancora meno strumenti per dare una risposta.<\/p>\n<p>La ricerca presentata dovrebbe (rimane il dubbio non conoscendo i dettagli del campione) avere il merito di analizzare statisticamente i bisogni collaborativi esposti dai knowledge worker delle aziende americane, per delineare un <span style=\"text-decoration: underline;\">processo sist<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">ematico<\/span> di soluzione delle inefficienze pi\u00f9 importanti connesse a questi bisogni. Insomma, dal problema fino alla tecnologia collaborativa che lo risolve meglio.<\/p>\n<p>Il mio dubbio \u00e8 proprio questo: l&#8217;ipotesi di fondo \u00e8 ancora una volta che questa soluzione sia in larga misura tecnologica e si tratta della stessa perplessit\u00e0 di fondo espressa da molti lettori nei commenti dell&#8217;articolo.<\/p>\n<p>In altri termini <strong>siamo proprio sicuri che sia sufficiente introdurre qualche nuova tecnologia per migliorare il modo in cui gli esseri umani collaborano?\u00a0<span style=\"font-weight: normal;\">Quanto conta la tecnologia e quanto invece bisogna prima lavorare sulla persona, sul gruppo e sulla stessa cultura complessiva dell&#8217;organizzazione, plasmata dall&#8217;alto negli anni\u00a0secondo principi cos\u00ec lontani dalle logiche di collaborazione? <\/span><\/strong><\/p>\n<p>A mio avviso quello di cui abbiamo bisogno per ottimizzare sistematicamente gli scambi umani nelle aziende di oggi \u00e8 piuttosto un framework olistico, che analizzi i bisogni dei knowledge worker non solamente in termini di task, ma anche e specialmente sul piano emotivo, motivazionale e culturale. Con ogni probabilit\u00e0, partendo da questa prospettiva pi\u00f9 ampia, anche la risposta da proporre dovr\u00e0 per forza di cose essere pi\u00f9 ricca, sistemica e sfaccettata.<\/p>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2009,collaboration,enterprise+2.0,mckinsey,research\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/11\/01\/migliorare-la-collaborazione-tra-tecnologia-e-cultura\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi rilancio brevemente gli spunti che emergono da un bell&#8217;articolo pubblicato da McKinsey in What Matters ed intitolato Using technology to improve workforce collaboration.\u00a0Il pezzo \u00e8 particolarmente apprezzabile per la sua capacit\u00e0 di sottolineare&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1809,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[251,91,11,26,282],"class_list":["post-240","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-enterprise-20","tag-251","tag-collaboration","tag-enterprise-2-0","tag-mckinsey","tag-research"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=240"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1448,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240\/revisions\/1448"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1809"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}