{"id":219,"date":"2009-10-12T20:55:41","date_gmt":"2009-10-12T18:55:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/?p=219"},"modified":"2009-10-26T17:55:45","modified_gmt":"2009-10-26T15:55:45","slug":"mettere-a-frutto-le-comunita-online","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/10\/12\/mettere-a-frutto-le-comunita-online\/","title":{"rendered":"Mettere a frutto le comunit\u00e0 online"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2009,beeline+labs,best-practices,case-studies,deloitte,enterprise+2.0,lessons,online-communities,reports,research\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/10\/12\/mettere-a-frutto-le-comunita-online\/\"><\/a><\/div>\n<p>Se il trend di penetrazione dei social media all&#8217;interno della societ\u00e0 e delle organizzazioni non accenna a rallentare, fortunatamente di ugual passo cresce anche la nostra comprensione delle dinamiche che rendono questi spazi digitali appetibili e vibranti.<\/p>\n<p>Uno studio molto significativo in termini di indicazioni e lezioni apprese era stato l&#8217;anno scorso <a style=\"color: #7a9833; background: inherit; text-decoration: none;\" href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2008\/08\/10\/perche-la-maggior-parte-delle-community-falliscono\/\">2008 Tribalization of Business: How to Achieve Trasformational Change through Communities and Social Networks<\/a>, di <a href=\"http:\/\/www.beelinelabs.com\/\">Beeline Labs<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.deloitte.com\" title=\"\" target=\"\">Deloitte &amp; Touche<\/a>. Il lavoro ha ora raggiunto la sua <a href=\"http:\/\/www.prweb.com\/releases\/2009\/10\/prweb3000674.htm\">seconda edizione<\/a> aggregando di nuovo una quantit\u00e0 enorme di dati. Di seguito trovate in anteprima i segnali a mio avviso pi\u00f9 significativi.<\/p>\n<h1>Tipologia di Community<\/h1>\n<p>Questa volta la survey \u00e8 stata compilata da un campione di 430 aziende impegnate in progetti di community (per il 52% esterni, 32% ibridi, 12% interni) pensate innanzitutto per:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/farm3.static.flickr.com\/2476\/4004756595_8e77f43d3d_o.png\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm3.static.flickr.com\/2476\/4004756595_0f584b564b.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"174\"\/><\/a><\/p>\n<p>In particolare il supporto ai clienti e le relazioni pubbliche sono le voci in pi\u00f9 forte crescita rispetto al 2008. All&#8217;interno del firewall il 10% delle community \u00e8 legata ad un processo di lavoro (quindi qualcosa di diverso del classico concetto di gruppo online), il 35% \u00e8 completamente orizzontale, mentre un 45% \u00e8 ibrida. Tra le iniziative esterne il 60% \u00e8 sui clienti, &nbsp;il 35% sui prospect, il 30% sui partner.<\/p>\n<p>Cosa si aspettano di portare a casa gli owner di questi spazi?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/farm3.static.flickr.com\/2544\/4004868587_3a76d3af96_o.png\" data-rel=\"lightbox-image-1\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm3.static.flickr.com\/2544\/4004868587_8385de9407.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"277\"\/><\/a><\/p>\n<p>ma i dati mostrano ancora una frequente incertezza sulla capacit\u00e0 di raggiungere fattivamente questi obiettivi, in particolare per quanto riguarda gli effetti sulle vendite, l&#8217;introduzione di nuove idee dall&#8217;esterno e la riduzione del costo di acquisizione dei clienti.<\/p>\n<h1>Dipartimenti coinvolti e modalit\u00e0 di lancio<\/h1>\n<ul>\n<li>I <strong>dipartimenti coinvolti nel lancio di community online sono innanzitutto il marketing (45%), l&#8217;IT (25%), le vendite (20%) ed il customer service (15%)<\/strong>, sviluppate nel 55% senza alcuna partnership esterna con altre community, direttamente con gli utenti finali o con altre aziende.<\/li>\n<li>Anche la gestione sembra risiedere principalmente nel marketing con l&#8217;uso di r<strong>isorse interne assegnate full-time sul progetto almeno nel 60%<\/strong> dei casi (contro un 33% in cui il community manager \u00e8 assente o occupato anche in altre mansioni).<\/li>\n<li><strong>I budget si limitano spesso a 50K$ (55%) e comunque di norma non superano i 200K$<\/strong> (altro 25%). Queste cifre dovrebbero per\u00f2 salire nei prossimi 12 mesi nel 45% delle aziende coinvolte nello studio<\/li>\n<li>Solo nel 20% dei progetti si \u00e8 ritenuto necessario premiare gli utenti pi\u00f9 attivi\/rappresentativi dando loro il ruolo di ambasciatori del brand<\/li>\n<li>Andando un p\u00f2 contro un assunto estremamente diffuso di evoluzione del progetto per fasi, ben i<strong>l 40% degli intervistati ha dichiarato di non utilizzare pilot<\/strong> (vedi <a href=\"http:\/\/www.socialtext.com\/...\/enterprise-20-skip-the-pilot.html\">il post di Michael Idinopulos<\/a>)<\/li>\n<\/ul>\n<h1>Misurazione dei risultati<\/h1>\n<p>Se da una parte sempre pi\u00f9 aziende sembrano avere chiaro in testa dove vogliono arrivare con le community in termini di awareness, passaparola, miglioramento della percezione del brand, buzz, incremento delle vendite e dei leads, le metriche utilizzate paiono ancora troppo tradizionali ed inadeguate a tracciare il raggiungimento degli obiettivi di business:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3517\/4005753284_a1876eaca2_o.png\" data-rel=\"lightbox-image-2\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3517\/4005753284_2c3923bc6b.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"277\"\/><\/a><\/p>\n<p>ed ancora pi\u00f9 ad evidenziare gli sforzi necessari a superare le barriere di adozione che in larga parte ancora permangono (non molto diverse da quelli del 2008):<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/farm3.static.flickr.com\/2458\/4005007965_c8dfb7a58d_o.png\" data-rel=\"lightbox-image-3\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm3.static.flickr.com\/2458\/4005007965_e0c492bf3f.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"287\"\/><\/a><\/p>\n<p>Queste difficolt\u00e0 sono probabilmente testimoniate anche dal basso numero di membri attivi nelle community analizzate che nel 55% dei casi non supera le 500 unit\u00e0 (solamente per il 20% dei partecipanti si superano i 5000 utenti)<\/p>\n<h1>Conclusioni<\/h1>\n<p>Cosa possiamo trarre da tutto questo?<\/p>\n<p>Esistono sicuramente <strong>segnali di maturazione nel rapporto tra aziende e community<\/strong> per una maggiore attenzione anche agli utenti che non partecipano attivamente (ma che traggono comunque beneficio dalle informazioni pubblicate), dall&#8217;integrazione delle piattaforme online con iniziative offline, dalla pi\u00f9 forte attenzione agli obiettivi di business e dall&#8217;incremento dei budget.<\/p>\n<p>Rimangono per\u00f2 <strong>anche indicazioni di confusione<\/strong> come il raro utilizzo di metriche realmente connesse ai processi ed al business (cio\u00e8 non le page view o il tempo speso sul sito), lo scarso collegamento con le vendite e la grande fatica nelle attivit\u00e0 di community management cos\u00ec centrale (vedi il <a href=\"http:\/\/blogs.zdnet.com\/Hinchcliffe\/?p=913\">post di Dion Hinchcliffe<\/a>), ma nel 33% privo di risorse dedicate.<\/p>\n<p>In compenso inizia ad essere chiaro almeno cosa davvero non funziona:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Gli utenti non arriveranno da soli<\/strong>: perch\u00e8 gli utenti partecipino servono contenuti professionali, community management, eventi online\/offline ed animazione continua<\/li>\n<li><strong>Racchiudere le community dentro i silos aziendali esistenti:<\/strong> non ci si pu\u00f2 attendere che gli utenti vogliano parlare, interagire e rimanere all&#8217;interno di confini predisposti a tavolino dall&#8217;alto. La community se ha successo diventa propriet\u00e0 di chi la vive e l&#8217;azienda deve essere pronta ad ascoltarla e far evolvere lo spazio di conseguenza<\/li>\n<li><strong>S<\/strong><strong>ervono lo stesso obiettivi chiari: <\/strong>senza un lavoro attento ed accurato iniziale di definizione degli obiettivi e delle metriche connesse, non potrete dire facilmente se il progetto sta andando nella direzione giusta o cercare di raddrizzarlo quando questo non stia succedendo<\/li>\n<li><strong>Rifiutarsi di ascoltare e di prendere spunto dagli altri:<\/strong> se la community parla l&#8217;azienda deve sapere ascoltare e rispondere. Se ci sono esempi di successo da cui prendere spunto, meglio farlo per non dover apprendere lezioni amare sulla propria pelle.<\/li>\n<li><strong>Lanciare una community, ma continuare a pensare ad un sito:<\/strong> per trarre vantaggio da una community, la stragrande maggior parte delle aziende deve voler onestamente cambiare mentalit\u00e0, pensando a trib\u00f9 invece che a segmenti di mercato (le community devono rispondere ad un bisogno o una passione), pensando ad una rete non ad un canale (le persone vogliono parlare con altre persone, non con l&#8217;azienda), pensando prima a ci\u00f2 che vogliono gli utenti non l&#8217;azienda, accettando l&#8217;emergere di esigenze dal basso probabilmente non conformi ai processi o paletti che avremmo immaginato all&#8217;inizio.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Aldil\u00e0 di tutti i numeri, i segnali, gli spunti di cui questo studio \u00e8 davvero zeppo,<strong> le comunit\u00e0 online sono cos\u00ec importanti perch\u00e8 stanno andando ormai a toccare tutti i processi dell&#8217;impresa rendondoli velocemente sociali, incrementando il peso del fattore umano per ridurre i costi di transazione.<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 l&#8217;eredit\u00e0 pi\u00f9 pesante dell&#8217;Enterprise 2.0 e la tabella seguente \u00e8 un punto di partenza su cui ci sarebbe molto da riflettere:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3489\/4005880228_fa324cf025_o.png\" data-rel=\"lightbox-image-4\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3489\/4005880228_3c0d19746c.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"400\"\/><\/a><\/p>\n<p>Cosa pensate in particolare di questa ultima tabella? Potrebbe fornire un percorso di evoluzione dell&#8217;intera organizzazione?<\/p>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2009,beeline+labs,best-practices,case-studies,deloitte,enterprise+2.0,lessons,online-communities,reports,research\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/10\/12\/mettere-a-frutto-le-comunita-online\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se il trend di penetrazione dei social media all&#8217;interno della societ\u00e0 e delle organizzazioni non accenna a rallentare, fortunatamente di ugual passo cresce anche la nostra comprensione delle dinamiche che rendono questi spazi digitali&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1812,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[251,338,174,51,171,11,104,173,144,282],"class_list":["post-219","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-enterprise-20","tag-251","tag-beeline-labs","tag-best-practices","tag-case-studies","tag-deloitte","tag-enterprise-2-0","tag-lessons","tag-online-communities","tag-reports","tag-research"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=219"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":239,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219\/revisions\/239"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1812"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}