{"id":203,"date":"2009-09-27T15:05:21","date_gmt":"2009-09-27T13:05:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/?p=203"},"modified":"2009-09-27T15:05:21","modified_gmt":"2009-09-27T13:05:21","slug":"implementare-lenterprise-2-0-favorire-ladozione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/09\/27\/implementare-lenterprise-2-0-favorire-ladozione\/","title":{"rendered":"Implementare l&#8217;Enterprise 2.0 &#8211; Favorire l&#8217;adozione"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2009,adoption,best-practices,enterprise+2.0,LIBRI,ross+dawson\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/09\/27\/implementare-lenterprise-2-0-favorire-ladozione\/\"><\/a><\/div>\n<p>Dopo la prima puntata sulle <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2009\/09\/26\/implementare-lenterprise-2-0-dal-web-2-0-allazienda\/\">radici consumer dell&#8217;Enterprise 2.0<\/a> e la seconda su <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2009\/09\/26\/implementare-lenterprise-2-0-strategia-benefici-e-rischi\/\">potenziali benefici e rischi<\/a>, continuamo il nostro percorso attraverso il report <a href=\"http:\/\/implementingenterprise2.com\/\">Implementing Enterprise 2.0<\/a> di Ross Dawson affrontando i temi centrali delle barriere di adozione e della gestione delle iniziative partecipative.<\/p>\n<p>Se da una parte l&#8217;Enterprise 2.0 promette benefici cos\u00ec forti da cambiare lo stesso funzionamento delle aziende, situandosi il vantaggio competitivo all&#8217;intersezione di cultura e tecnologia, gli ostacoli da affrontare\u00a0 sono molteplici ed in larga misura dipendenti dalla specifica natura dell&#8217;organizzazione in cui si opera.<\/p>\n<p>Cambiare comportamento e meccanismi interni di funzionamento di un&#8217;organizzazione non \u00e8 certo cosa facile.\u00a0 Ogni sforzo che preveda variazioni nel modo in cui le persone lavorano e generano valore \u00e8 destinato a scontrarsi contro una forte inerzia. Come abbiamo visto nella seconda puntata di questa serie per\u00f2, quando l&#8217;ecosistema cambia drasticamente ed improvvisamente, l&#8217;unico modo per sopravvivere e proliferare \u00e8 cambiare altrettanto velocemente. Questa sfida non \u00e8 prerogativa o prerequisito per l&#8217;Enterprise 2.0, ma per la stessa vita futura dell&#8217;impresa.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, per avere effetti trasformazionali l&#8217;Enterprise 2.0 implica una rilevante componente di change management che per avere successo deve tenere in conto almeno le barriere seguenti: cultura, attitudine del management, interessi preesistenti, errori nella progettazione delle iniziative. Vediamo gli aspetti salienti per ognuna delle barriere insieme a qualche riflessione su come affrontarle.<\/p>\n<p><strong>Cultura<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Struttura fortemente gerarchica:<\/strong> in ambienti basati su un controllo forte e centralizzato l&#8217;adozione va pensata rispettando il basso appetito per il change management presente. Ci\u00f2 nonostante proprio le aziende pi\u00f9 gerarchiche sono quelle meno capaci di reagire al cambiamento esterno e quindi quelle in cui l&#8217;Enterprise 2.0 fornisce benefici potenzialmente pi\u00f9 ampi<\/li>\n<li><strong>Avversione al rischio:<\/strong> anche <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2009\/04\/26\/cia-20\/\">l&#8217;intelligence americana ha adottato strumenti collaborativi<\/a> per cui l&#8217;avversione al rischio tipica di alcuni settori non pregiudica per s\u00e8 le possibilit\u00e0 di successo. Rischi e paure vanno per\u00f2 portati in luce, affrontati e controntati con i benefici<\/li>\n<li><strong>Mancanza di fiducia nei dipendenti:<\/strong> se l&#8217;azienda non si fida dei dipendenti le iniziative sociali rischiano seriamente di fallire ed hanno poco motivo di esistere. Sappiamo per\u00f2 ormai che la fiducia \u00e8 correlata alle performance aziendali e se l&#8217;organizzazione intende migliorare questo aspetto, l&#8217;Enterprise 2.0 pu\u00f2 facilitare la gestione del cambiamento<\/li>\n<li><strong>Fallimenti precedenti: <\/strong>tutte le aziende<strong> <\/strong>danno peso alle esperienze precedenti e quando queste non hanno funzionato \u00e8 importante far percepire la differenza di approccio (vedi il lato umano) dell&#8217;Enterprise 2.0 e tenere fuori all&#8217;inizio coloro che non farebbero mai decollare il progetto<\/li>\n<li><strong>Comportamenti affermati: <\/strong>siamo tutti profondamente legati alla mail o agli altri software che l&#8217;azienda ci ha imposto negli anni. E&#8217; bene partire con gruppi motivati a sperimentare chiarendo in fretta perch\u00e8 si dovrebbe fare la fatica di cambiare il proprio modo di lavorare. Un approccio intelligente \u00e8 quello di impiegare <a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/leebryant\/e20-transition-strategies\">strategie di transizione<\/a>, per spostare dolcemente il baricentro verso modalit\u00e0 di partecipazione pi\u00f9 aperte.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Attitudine del management<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Scarsa comprensione di benefici e rischi:<\/strong> il senior management ad oggi ancora ha una comprensione molto superficiale della differenza tra web 2.0 ed enterprise 2.0\u00a0 o di cosa un progetto reale comporti. Fare formazione agli executive, condividere casi di successo di aziende simili ed affrontare esplicitamente le paure \u00e8 un ottimo modo per creare un terreno fertile<\/li>\n<li><strong>Paura della perdita di controllo: <\/strong>diciamoci la verit\u00e0, anche oggi i manager hanno solamente l&#8217;illusione del controllo. Dipendenti e clienti gi\u00e0 parlando di tutto quello che fa l&#8217;azienda, a voce, come negli spazi partecipativi non presidiati dall&#8217;aziende. Per la prima volta si ha la possibilit\u00e0 di intercettare e prendere parte ad un p\u00f2 di questi scambi, il tutto in modo inizialmente controllato tramite dei pilot chiusi<\/li>\n<li><strong>Potere dei dipartimenti legali e di gestione del rischio: <\/strong>l&#8217;innovazione fa sempre paura, specialmente a coloro che in azienda devono prevedere e mitigare i rischi, tuttavia il management ha come obiettivo non solamente stare sicuro, ma anche generare valore. Se la governance \u00e8 accurata i rischi possono essere gestiti e confrontati con i ritorni.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Interessi preesistenti<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Impatto sugli investimenti precedenti:<\/strong> l&#8217;Enterprise 2.0 si inserisce quasi sempre in un ecosistema fatto di progetti, attivit\u00e0 e sistemi preesistenti. L&#8217;integrazione tra formale ed informale \u00e8 per questo sempre pi\u00f9 centrale e di norma abbastanza naturale. Laddove gli investimenti precedenti siano palesemente contrari allo spirito partecipativo potrebbe invece essere opportuno preparare un buon business case per comprendere opportunit\u00e0 e ritorni ancora prima di partire<\/li>\n<li><strong>Impatto sulla funzione IT: <\/strong>la consumerizzazione dell&#8217;Enterprise e la larga disponibilit\u00e0 di strumenti semplici da usare a basso costo, fa sentire a molti IT manager il fiato sul collo. Questa \u00e8 anche la mia esperienza su molti progetti in cui le linee di business sono i driver, non l&#8217;IT che di norma ancora vede poco i driver per lavorare in modo diverso. Purtroppo qui il fenomeno \u00e8 graduale, ma inarrestabile e\u00a0 l&#8217;IT pu\u00f2 scegliere se cavalcarlo fornendo tecnologia in grado di garantire un vantaggio competitivo al business o se finire a stringere bulloni<\/li>\n<li><strong>Perdita di potere: <\/strong>chiaramente se tutti posso parlare e dare il proprio contributo in modo trasparente, alcuni privilegi e giochi di potere vengono a galla. Di nuovo l&#8217;Enterprise 2.0 pu\u00f2 essere una leva per riposizionarsi in azienda acquisendo un&#8217;autorevolezza, una credibilit\u00e0 ed un&#8217;influenza del tutto nuove, ma dubito che questo argomento possa funzionare in ogni contesto. Ci\u00f2 attribuisce un ruolo essenziale al committment da parte della propriet\u00e0 o del senior management, senza cui le iniziative rischiano spesso di arenarsi proprio per questioni di potere<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Progettazione delle iniziative<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Linguaggio sbagliato:<\/strong> non serve spaventare le persone parlando di Enterprise 2.0, wiki, enterprise tagging, etc. In molti contesti meglio usare un linguaggio pi\u00f9 rassicurante, che eviti reazioni difensive e stimoli ad un&#8217;apertura positiva da parte degli individui coinvolti<\/li>\n<li><strong>Focus sulla tecnologia e non sul business:<\/strong> di questo parliamo da anni ormai ed \u00e8 ormai chiaro a tutti che se l&#8217;Enterprise 2.0 non persegue obiettivi umani e di business.. meglio lasciare perdere in partenza<\/li>\n<li><strong>Mancanza di un buon business case:<\/strong> creare un buon piano di azione \u00e8 un ottimo modo non solo per ottenere la necessaria sponsorship dall&#8217;alto, ma anche per avere un piano di lavoro che funga da timone e che ci spinga a prendere seriamnete il lavoro di coltivazione. Senza la mappa trovare il tesoro \u00e8 difficile..<\/li>\n<li><strong>Iniziative troppo complesse<\/strong>: think big, start small e move fast <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2008\/06\/12\/enterprise-20-boston-giorno-3\/\">dicevano i ragazzi di Lockheed Martin<\/a> l&#8217;anno scorso alla conferenza di Boston. L&#8217;approccio rimane valido come allora e la strada migliore sembra quella di stabilire una visione di lungo termine, procedendo a piccoli passi e mostrando velocemente dei risultati tangibili al business ed alle persone, avendo chiaro in mente che il cambiamento \u00e8 possibile, ma spesso richiede un lavoro di anni.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;introduzione dell&#8217;Enterprise 2.0 non \u00e8 una questione meramente tecnologica, ma un percorso di evoluzione dell&#8217;impresa difficilmente rimandabile di fronte alle sollecitazione del mercato e della societ\u00e0. Ricordare ed affrontare barriere come quelle riportate sopra aiuta ad avere una visione corretta del lavoro che c&#8217;\u00e8 da fare ed a preparare le necessarie risorse per garantire il successo delle proprie iniziative.<\/p>\n<p>Probabilmente questa lista non \u00e8 esaustiva e per questo mi piacerebbe ricevere da voi altri spunti sugli ostacoli umani, tecnologici e politici che avete riscontrato sui vostri progetti di adozione delle logiche collaborative.<\/p>\n<p>Nella prossima puntata parleremo invece di governance.<\/p>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2009,adoption,best-practices,enterprise+2.0,LIBRI,ross+dawson\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/09\/27\/implementare-lenterprise-2-0-favorire-ladozione\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la prima puntata sulle radici consumer dell&#8217;Enterprise 2.0 e la seconda su potenziali benefici e rischi, continuamo il nostro percorso attraverso il report Implementing Enterprise 2.0 di Ross Dawson affrontando i temi centrali&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,5],"tags":[251,99,174,11,580,330],"class_list":["post-203","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-enterprise-20","category-books","tag-251","tag-adoption","tag-best-practices","tag-enterprise-2-0","tag-books","tag-ross-dawson"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=203"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":205,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/203\/revisions\/205"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=203"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=203"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=203"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}