{"id":20,"date":"2008-01-01T20:04:51","date_gmt":"2008-01-01T18:04:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2008\/01\/01\/lenterprise-20-alla-conquista-delle-aziende\/"},"modified":"2008-01-01T20:15:22","modified_gmt":"2008-01-01T18:15:22","slug":"lenterprise-20-alla-conquista-delle-aziende","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2008\/01\/01\/lenterprise-20-alla-conquista-delle-aziende\/","title":{"rendered":"L&#8217;Enterprise 2.0 alla Conquista delle Aziende"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2008,change-management,enterprise+2.0,gartner,ibm,microsoft\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2008\/01\/01\/lenterprise-20-alla-conquista-delle-aziende\/\"><\/a><\/div>\n<p>Negli ultimi tempi, ho pi\u00f9 volte avuto modo di <strong>discutere l&#8217;affidabilit\u00e0 e le capacit\u00e0 di previsione dei report di Forrester e Gartner<\/strong>. Molti dei loro lavori sono certamente basati su semplici interviste o surveys e quindi unicamente sul tentativo di registrare lo stato dell&#8217;arte o al pi\u00f9 le intenzioni di acquisto dei senior executive delle grandi aziende.<\/p>\n<p>Come mi suggeriva <a href=\"http:\/\/www.vanderwal.net\/\">Thomas Vander Wal<\/a>, questo approccio ha probabilmente l&#8217;effetto collaterale di limitare una riflessione pi\u00f9 profonda ed ambiziosa sulle modalit\u00e0 di introduzione (specialmente dal punto di vista umano) degli strumenti, non aiutando poi molto il management ad immaginare in modo autonomo, originale, critico e specifico le vie migliori di deployment dell&#8217;Enterprise 2.0 nella propria realt\u00e0 culturale, economica e tecnologica. Come dire che lanciare iniziative di successo richiede innanzitutto una esperienza reale sul campo, unita ad una comprensione profonda del contesto in cui si opera.<\/p>\n<p>Dal canto mio, bench\u00e8 le esperienze di altre aziende, operanti in paesi e realt\u00e0 socio-economiche spesso diverse, non rappresentino certamente l&#8217;unico modo di valutare i rischi ed i benefici dell&#8217;innovazione, sono lo stesso convinto che queste informazioni rimangano di vitale importanza nelle fasi iniziali di diffusione delle nuove tecnologie. Essere a conoscenza di quanto fatto e dichiarato da altri, ci da comunque una visione d&#8217;insieme pi\u00f9 chiara, un&#8217;indicazione di massima che permette di ragionare pi\u00f9 serenamente sul proprio caso specifico. Proprio questa \u00e8 la ragione essenziale per cui continuo con piacere a studiare e discutere con voi i lavori di Forrester e Gartner.<\/p>\n<p>A tal proposito, \u00e8 di pochi giorni fa la pubblicazione dello studio di Mark Raskino intitolato &#8220;<strong>In 2008, Enterprise 2.0 Goes Mainstream<\/strong>&#8220;. Oltre a riproporre un p\u00f2 la solita disamina del <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2007\/08\/31\/una-definizione-di-enterprise-20\/\">significato di Enterprise 2.0<\/a>, il paper ha il merito di presentare un interessante <strong>modello decisionale di posizionamento<\/strong> della propria azienda nei confronti di questa nuova ondata di cambiamento.<\/p>\n<p>Dopo un primo anno di attesa e di sperimentazioni grass root innanzitutto all&#8217;interno di IT e media company, Gatner si attende che l&#8217;Enterprise 2.0 ricorra pi\u00f9 sistematicamente in questo 2008 anche in tutti gli altri settori. L&#8217;hype del 2007 ha permesso di superare lo scetticismo iniziale tipico dell&#8217;introduzione di ogni innovazione IT-enabled portandoci i primi case studies di rilievo (un post su questo tema a breve) ed incoraggiando una seconda fase di pacchettizzazione (IBM con Lotus Connections, BEA con AquaLogic,  Microsoft con Sharepoint 2007, Popfly e la partnership con Atlassian) e di riflessione sugli impatti di business. Il passaggio verso offerte complete di livello enterprise, con tanto di SLA (Service Level Agreement), sicurezza, scalabilit\u00e0 e case studies \u00e8 il sintomo di un mercato che matura, interessando ormai <strong>fino all&#8217;85%  delle aziende di grandi dimensioni<\/strong> come suggerito dallo studio &#8220;<a href=\"http:\/\/graphics.eiu.com\/upload\/eb\/fast_report.pdf\">Serious Business: Web 2.0 Goes Corporate<\/a> &#8221; dell&#8217;Economist Intelligence Unit dell&#8217;Aprile 2007.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ondata di cambiamento colpisce innanzitutto la cultura aziendale ed i metodi di business dell&#8217;azienda e potrebbe quindi rivelarsi pi\u00f9 rivoluzionaria dello stesso avvento del web. Anche da noi, ne sono convinte il 60% delle corporations pi\u00f9 aggressive in termini di innovazione come indicato dallo studio di Gartner &#8220;<strong>Web 2.0 Expectations Are High in Europe<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Mentre il web prima maniera ha avuto impatti innazitutto sulle modalit\u00e0 operative (efficienza degli ordini, acquisti, canali di distribuzione, funzioni amministrative e HR), l&#8217;Enterprise 2.0 stravolge un layer di ordine superiore dell&#8217;azienda, quello preposto all&#8217;innovazione e al rinnovamento. L&#8217;Enterprise 2.0 si distingue cio\u00e8 per la <strong>fortissima spinta verso il cambiamento<\/strong> in termini di cocreazione, ascolto delle esigenze dei clienti, miglioramento del customer service, capitalizzazione delle conoscenza interna ed esterna mirata alla peer production ed al crowdsourcing, aumento della flessibilit\u00e0 ed adozione di strutture di collaborazione pi\u00f9 dinamiche (team collaboration, social networking, mashups).<\/p>\n<p>Se il meccanismo ha iniziato girare e tutto sembra indicare uno spostamento ancora pi\u00f9 consistente  e radicale nel 2008, diventa fondamentale interrogarsi su <strong>quale debba essere il ruolo e l&#8217;approccio della propria azienda in relazione alle sfide dell&#8217;Enterprise 2.0<\/strong>. Muoversi ora o attendere? Quale strategia adottare?<\/p>\n<p>La risposta a simili domande deve variare ovviamente in base alle caratteristiche culturali e tecnologiche della propria realt\u00e0, come indicato dal diagramma seguente (adattato da un analago diagramma di Gartner)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/pictures\/potenziale_innovazione.jpg\" height=\"410\" vspace=\"10\" width=\"487\" \/><\/p>\n<p>Posizionarsi sull&#8217;<strong>asse verticale<\/strong> significa valutare le competenze tecniche e la propensione alla novit\u00e0 del proprio dipartimento di IT. Bench\u00e8 molti servizi sia ormai disponibili in modalit\u00e0 Saas (software as a service), la maggior parte degli utilizzi professionali richiedono al momento un deploy ed un mantenimento all&#8217;interno della propria intranet dei tool. Questo richiede ovviamente competenze diversificate ed aggiornate che non tutte le realt\u00e0 possiedono.<\/p>\n<p>Il posizionamento sull&#8217;<strong>asse orizzontale<\/strong> richiede un&#8217;analisi sulla predisposizione ai cambiamenti dell&#8217;azienda, se possibile tenendo conto del comportamento della stessa negli ultimi anni in termini di flessibilit\u00e0, trasparenza, apertura verso l&#8217;esterno, approccio internazionale, interesse verso le novit\u00e0 e capacit\u00e0 di integrare risorse appartenenti a generazioni diverse.<\/p>\n<p>Se si pu\u00f2 vantare al contempo ottime competenze tecnologiche e una solida cultura dell&#8217;innovazione, \u00e8 il momento di lanciarsi nell&#8217;innovazione, usando il proprio background per addentrarsi in un terreno ancora privo di linee guida chiare, ma capace di garantire un forte vantaggio competitivo in caso di successo.<\/p>\n<p>Qualora l&#8217;azienda sia lanciata verso il nuovo, ma non possegga sufficiente potenziale tecnologico \u00e8 invece bene aspettare qualche anno, finch\u00e8 il mercato non sar\u00e0 in grado di proporre pacchetti coerenti e maturi, pronti da essere adottati con un rischio ridotto.<\/p>\n<p>Se ancora la tecnologia non \u00e8 un problema, ma la predisposizione ad innovare si, \u00e8 forse meglio attendere dimostrazioni rivelatrici, capaci di mostrare clamorosamente come sia venuto il momento di provare qualcosa di nuovo. In questa fase di attesa si pu\u00f2 certamente iniziare un&#8217;attivit\u00e0 di evangelizzazione e stimolazione interna che metta in grado i dipendenti di cogliere le nuove opportunit\u00e0 in un prossimo futuro.<\/p>\n<p>Infine, senza competenze tecnologiche specifiche e senza cultura dell&#8217;innovazione, \u00e8 pi\u00f9 opportuno rimanere in una posizione d&#8217;attesa, continuando per\u00f2 a studiare ed analizzare i segnali provenienti dal mondo esterno e coinvolgendo il top management in questa attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che invece sembra ormai chiaro \u00e8 che <strong>i ritorni dell&#8217;Enterprise 2.0 possono essere ottenuti solamente a condizione di assorbire un rovesciamento delle fonti di potere, autorit\u00e0 e controllo<\/strong>. Insomma il futuro sembra sempre pi\u00f9 sfidante, ma innanzitutto su un piano culturale.<\/p>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2008,change-management,enterprise+2.0,gartner,ibm,microsoft\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2008\/01\/01\/lenterprise-20-alla-conquista-delle-aziende\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi tempi, ho pi\u00f9 volte avuto modo di discutere l&#8217;affidabilit\u00e0 e le capacit\u00e0 di previsione dei report di Forrester e Gartner. 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