{"id":1601,"date":"2013-12-02T07:00:18","date_gmt":"2013-12-02T05:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/?p=1601"},"modified":"2013-12-02T09:22:25","modified_gmt":"2013-12-02T07:22:25","slug":"persone-relazioni-e-business-la-collaboration-nel-futuro-delle-imprese-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2013\/12\/02\/persone-relazioni-e-business-la-collaboration-nel-futuro-delle-imprese-italiane\/","title":{"rendered":"Persone, relazioni e business. La collaboration nel futuro delle imprese italiane"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"best-practices,emanuele-quintarelli,enterprise+2.0,italia,research,social+collaboration,stefano+besana\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2013\/12\/02\/persone-relazioni-e-business-la-collaboration-nel-futuro-delle-imprese-italiane\/\"><\/a><\/div>\n<p>Social business, coinvolgimento tra i dipendenti, intranet 2.0, innovazione dal basso. Quanti anni sono che ne parliamo? Tanti, probabilmente troppi, visto lo <strong>scarso livello di comprensione generale del fenomeno da parte di manager ed aziende<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche se alcune realt\u00e0 italiane ed internazionali hanno raggiunto risultati apprezzabili in termini di adozione, risparmi economici e nuove revenue, moltissimi non hanno ancora trovato la giusta via per declinare la collaborazione in chiave di business.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\" alt=\"\" src=\"http:\/\/farm8.staticflickr.com\/7388\/11149065345_4e897d47b1_d.jpg\" width=\"480\" height=\"242\" \/><\/p>\n<p>Nella mia esperienza sul campo, le <strong>sempre pi\u00f9 numerose aziende\u00a0a met\u00e0 del guado si scontrano ogni giorno con ostacoli come i seguenti:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Come vendere internamente al top management i\u00a0progetti di collaboration?<\/li>\n<li>Quali risorse economiche sono necessarie?<\/li>\n<li>Che tipo di competenze, quali e quanti profili devono essere disponibili per guidare l&#8217;introduzione<\/li>\n<li>Quali indicatori vanno messi in piedi per rendere il progetto pilotabile ed i risultati misurabili?<\/li>\n<li>Qual \u00e8 la strategia di adozione pi\u00f9 efficace nel facilitare un percorso di cambiamento delle modalit\u00e0 di lavoro?<\/li>\n<li>A lungo termine, che impatto hanno questi concetti su modelli organizzativi, processi e cultura aziendale<\/li>\n<\/ol>\n<p>Dopo quasi 6 mesi, infinite notti insonni e tanto lavoro insieme a <a href=\"http:\/\/www.sociallearning.it\">Stefano Besana<\/a> e <a href=\"it.linkedin.com\/in\/fontanaalessandro\">Alessandro Fontana<\/a>, abbiamo per la prima volta in Italia le risposte a queste domande grazie alla <strong><a href=\"http:\/\/www.socialcollaborationsurvey.it\">Social Collaboration Survey 2013<\/a><\/strong>. L&#8217;aspetto migliore \u00e8 che si tratti di risposte quantitative!<\/p>\n<p>Ecco un executive summary di quanto emerso dal contributo delle 300 organizzazioni che hanno generosamente condiviso il proprio punto di vista:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>La collaboration \u00e8 un fenomeno importante, ben pi\u00f9 di una moda passeggera<\/strong>. L\u2019importanza che le aziende italiane gli assegnano \u00e8 gi\u00e0 elevata, ma soprattutto destinata a crescere nell\u2019arco dei prossimi 3 anni fino a raggiungere il 75% del campione. Ancora pi\u00f9 rilevante (82% in 3 anni) per coloro che si sono gi\u00e0 imbarcati in progetti analoghi.<\/li>\n<li><strong>Collaborare genera valore tangibile per l\u2019impresa<\/strong>. Un impiego mirato delle piattaforme social aumenta l\u2019efficienza dell\u2019impresa (43%), facilita il riuso della conoscenza (40%), migliora il coordinamento dei progetti (30%) e consente di rimanere costantemente aggiornati su quanto prodotto dai colleghi (30%).<\/li>\n<li><strong>La lunga via dell&#8217;adozione<\/strong>. C&#8217;\u00e8 ancora tanta strada da fare in termini di radicamento delle iniziative tra gli individui ed i gruppi in azienda. Per la maggioranza dei partecipanti alla survey un&#8217;adozione pervasiva \u00e8 ancora lontana dato che solo una piccola percentuale dei dipendenti (&lt;30%) \u00e8 gi\u00e0 coinvolta tramite strumenti 2.0. Meno del 10% delle aziende ha invece raggiunto il traguardo di un\u2019adozione virtualmente totale (&gt;75% dei dipendenti).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tirare a bordo l&#8217;intera organizzazione e trasformare la collaboration in un&#8217;opportunit\u00e0 di trasformazione dell&#8217;azienda \u00e8 per\u00f2 possibile. Coloro che ci sono riusciti si distinguono da chi \u00e8 rimasto al palo soprattutto per gli aspetti seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Il top management ci mette la faccia.<\/strong>\u00a0Pur trattandosi di progetti di coinvolgimento e partecipazione dal basso, il cambiamento richiede una sponsorship elevata ed il successo non pu\u00f2 prescindere da un segnale chiaro e forte del top management (70% vs 34%).<\/li>\n<li><strong>Non esistono orfani.<\/strong>\u00a0Un presidio attento, continuativo e qualificato non \u00e8 di certo opzionale per coloro che puntano a conquistare tutta l&#8217;azienda. I progetti di successo mostrano l\u2019assenza di risorse 5 volte di meno (9% vs 49%) rispetto a quelli pi\u00f9 immaturi.<\/li>\n<li><strong>Serve del budget per il cambiamento.<\/strong>\u00a0Per quanto ancora limitati, gli investimenti sulla collaboration crescono di pari passo con la sua importanza. L\u2019assenza di budget (&lt;10K Euro) \u00e8 largamente minoritaria (36% vs 64%) per le community che hanno percorso della strada. Un budget destinato meno alla tecnologia e pi\u00f9 a persone e strategia.<\/li>\n<li><strong>Misurare per raggiungere obiettivi di business.<\/strong>\u00a0Chi riesce misura, se i progetti di successo vedono l\u2019impiego di metriche per il controllo dei risultati 2 volte di pi\u00f9 (91% vs 50%) rispetto agli altri. Indicatori anche di business e non solamente del livello di attivit\u00e0 nel triplo dei casi (61% vs 22%).<\/li>\n<\/ul>\n<p>C\u2019\u00e8 differenza tra la grandissima e la piccolissima azienda? Si, soprattutto per quanto riguarda cultura, vicinanza al business e barriere di adozione:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Una cultura pi\u00f9 propensa a collaborare.\u00a0<\/strong>La grande azienda \u00e8 pi\u00f9 pronta a riconoscere il valore della collaboration (82% vs 70% nell\u2019arco di 3 anni).<\/li>\n<li><strong>Un impiego pi\u00f9 vicino alle funzioni di business.\u00a0<\/strong>I promotori del progetto sono pi\u00f9 spesso collocati all\u2019interno di specifiche Unit come Innovazione, HR, Customer Support, Training e Formazione.<\/li>\n<li><strong>La barriera del ROI pi\u00f9 che della cultura.<\/strong>\u00a0Subito a seguire la scarsa comprensione del potenziale insito nella collaboration da parte del top-management (50%), la resistenza pi\u00f9 evidente nella grande azienda \u00e8 la difficolt\u00e0 di misurare un ritorno dell\u2019investimento o l\u2019impatto di benefici intangibili (49%). Nelle societ\u00e0 di dimensioni inferiori \u00e8 piuttosto una cultura non pronta a rappresentare l\u2019ostacolo pi\u00f9 evidente (58%).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Adil\u00e0 delle diverse decine di dati che il nostro studio mette a disposizione di coloro che si trovano a guidare progetti di coltivazione delle community interne, di socializzazione dei processi, di evoluzione della intranet, c&#8217;\u00e8 un messaggio sottostante che non deve essere trascurato.<\/p>\n<p>Ben pi\u00f9 che introdurre strumenti tecnologici o esperimenti di comunicazione interna, <strong>la Social Collaboration prepara il terreno ad una rivoluzione nei principi di management, leadership e coinvolgimento<\/strong> che render\u00e0 l\u2019azienda pi\u00f9 vicina alle sue persone e alla complessit\u00e0 del nuovo ecosistema economico in cui \u00e8 immersa.<\/p>\n<p>Sbloccare il potenziale umano rimasto per troppi anni ingabbiato e mortificato dagli attuali modelli organizzativi non \u00e8 solamente possibile, ma addirittura indispensabile per competere e vincere le sfide di efficienza, produttivit\u00e0, innovazione che attendono le aziende italiane negli anni a venire.<\/p>\n<p>Fare tesoro delle lezioni apprese sul campo nei progetti pi\u00f9 avanzati rende pi\u00f9 facile strutturare un percorso di introduzione sistematico, equilibrato, capace di mediare tra strategia e bisogni professionali, affinch\u00e9 la collaborazione possa <strong>aprire le porte a nuovi livelli di performance organizzativa e ad una nuova concezione di impresa, pi\u00f9 adatta al business e pi\u00f9 adeguata ai bisogni degli esseri umani che in essa vivono<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Per consultare tutti i dettagli dello studio (54 pagine) e comprendere come affrontare la sfida che la collaborazione pone di fronte alle imprese piccole e grandi, non vi resta che <strong>scaricare il<\/strong> <a href=\"http:\/\/socialcollaborationsurvey.it\/#download\">Social Collaboration Survey Report<\/a>\u00a0dal sito dedicato.<\/p>\n<p>Vi offriamo il nostro lavoro in modo assolutamente trasparente, libero e gratuito. Usatelo, condividetelo, commentatelo, dateci i vostri feedback nella speranza che la Social Collaboration Survey si riveli un utile strumento strategico ed operativo per pi\u00f9 aziende possibile.<\/p>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"best-practices,emanuele-quintarelli,enterprise+2.0,italia,research,social+collaboration,stefano+besana\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2013\/12\/02\/persone-relazioni-e-business-la-collaboration-nel-futuro-delle-imprese-italiane\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Social business, coinvolgimento tra i dipendenti, intranet 2.0, innovazione dal basso. 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