{"id":1529,"date":"2013-04-02T15:10:33","date_gmt":"2013-04-02T13:10:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/?p=1529"},"modified":"2013-04-02T16:29:45","modified_gmt":"2013-04-02T14:29:45","slug":"verso-digital-workplace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2013\/04\/02\/verso-digital-workplace\/","title":{"rendered":"La lunga trasformazione verso il digital workplace"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2013,digital+transformation,digital+workplace,jane+mcconnell,reports,social+business\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2013\/04\/02\/verso-digital-workplace\/\"><\/a><\/div>\n<p>Come ben sappiamo, pur potendo teoricamente sbloccare\u00a0<a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2012\/08\/13\/sbloccare-il-potenziale-del-social-business\/\">un valore economicamente molto significativo<\/a>, il Social Business presuppone un percorso di cambiamento non lineare e neanche\u00a0<a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2013\/02\/11\/80_socialbusiness_fallira\/\">indolore<\/a>\u00a0che, ciononostante, si sta rivelando\u00a0<a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2013\/02\/03\/collaborare-per-sopravvivere\/\">cruciale per la stessa sopravvivenza<\/a> di sempre pi\u00f9 organizzazioni.<\/p>\n<p>Di fronte alla lentezza della trasformazione mi pare si alternano in rete e tra gli esperti due tendenze ugualmente errate e pericolose: una percezione (bisogna dire in fase\u00a0calante) che vede qualsiasi fenomeno attraverso la lente del social ed una opposta secondo cui il social \u00e8 una pestilenza dalla quale liberarsi al pi\u00f9 presto e definitivamente con tutti i mezzi a disposizione.<\/p>\n<p>Superato il <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/en\/index.php\/2012\/11\/20\/admaiora\/\">picco delle aspettative gonfiate<\/a>, \u00e8 invece il tempo di guardare con distacco all&#8217;impatto che le reti informali stanno avendo su organizzazioni e mercati partendo dai numeri ormai disponibili copiosamente per esempio nel recente studio pubblicato\u00a0da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.netjmc.com\/about-jane-mcconnell\/\">Jane McConnell<\/a>. Per ragioni di spazio mi limiter\u00f2 a sottolineare solo i messaggi pi\u00f9 interessanti per la Social Enterprise mentre vi rimando al <a href=\"http:\/\/t.co\/EwP5ncKc9v\">Digital Workplace Trends Report 2013<\/a>\u00a0che potete acquistare online.<\/p>\n<p>Si scopre cos\u00ec che se ben\u00a0il 73% dei partecipanti si sta muovendo verso il digital workplace ed il 93% di loro sta sperimentando in qualche forma l&#8217;introduzione di social network tra i propri dipendenti, il <strong>gap tra deployment della tecnologia ed uso effettivo della stessa si attesta ancora al 40% <\/strong>se non per le tecnologie pi\u00f9 vecchie e meno impattanti sulla cultura:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/farm9.staticflickr.com\/8387\/8613413882_499c0358c5_d.jpg\" width=\"454\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p><strong>Dov&#8217;\u00e8 nascosta la differenza? Qual \u00e8 la chiave per introdurre modalit\u00e0 di lavoro pi\u00f9 vicine alle esigenze attuali di individui e mercato?<\/strong><\/p>\n<p>Le 170 pagine di report danno parecchi spunti in tal senso grazie alla distinzione tra comportamenti degli early adopters e della majority:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Diffusione delle reti informali a beneficio dei dipendenti:<\/strong> gli early adopters hanno introdotto capability di social networking su tutti i dipendenti 2 volte pi\u00f9 (69% vs 31%) delle aziende pi\u00f9 lente con una proattivit\u00e0 da 2 a 5 volte maggiore verso almeno\u00a0parte dei dipendenti anche rispetto a knowledge sharing e trovare esperti \/ esperienze, co-creazione,\u00a0commenti e rating, creazione di community,\u00a0condivisione di foto e video, activity stream, crowdsourcing interno<\/li>\n<li><strong>Un management attivo non solo a parole<\/strong>: oltre a dichiarandosi genericamente a favore, il senior management degli early adopters \u00e8 3 volte pi\u00f9 attivo come modello e due volte come motore delle iniziative<\/li>\n<li><strong>Investimenti gi\u00e0 fatti sul mobile:<\/strong> l&#8217;accesso in mobilit\u00e0 \u00e8 l&#8217;investimento prioritario di 2013 e 2014 (69%) con gli early adopters che hanno gi\u00e0 speso 2 volte quanto la majority \u00a0con un occhio attento al BYOD (bring your own device)<\/li>\n<li><strong>Governance pi\u00f9 sviluppata<\/strong>: la definizione di procedure per il decision making, policy e linee guida \u00e8 dalle 5 alle 18 volte pi\u00f9 avanzata negli early adopters pur con enormi margini di miglioramento anche per le aziende pi\u00f9 mature<\/li>\n<li><strong>La trasformazione dei processi \u00e8 iniziata:<\/strong> il 22% degli early adopters dichiara di avere molti esempi di come la collaboration sta modificando significativamente il modo di lavorare ed i processi contro un 3% di tutti gli altri. Il 60% dei rispondenti mostra per\u00f2 i primi passi in questa direzione.<\/li>\n<li><strong>Misurare il ritorno di business, non solo la quantit\u00e0 di partecipazione:<\/strong> pur continuando a misurare il livello di attivit\u00e0 degli utenti, gli early adopters considerano 2.5 volte in pi\u00f9 il valore di business dell&#8217;iniziativa rispetto a chi \u00e8 indietro<\/li>\n<li><strong>Una cultura basata su condivisione, fiducia e libera espressione.<\/strong> Non \u00e8 possibile dire se viene prima la cultura o la collaborazione efficace, ma sicuramente le due vanno a braccetto con gli early adopters che vantano un ambiente con pi\u00f9 fiducia, condivisione, possibilit\u00e0 di dare opinioni, coinvolgimento delle persone da parte del management<\/li>\n<li><strong>Partire dal basso oltre che dall&#8217;alto<\/strong>. Coinvolgere gli stakeholder, un p\u00f2 di benchmarking, acquistare qualche reports sono tutti passi condivisibili ed importanti, ma gli early adopters mostrano come la collaboration richieda contemporaneamente uno sforzo dall&#8217;alto e dal basso. E&#8217; per questo che viene posta enfasi sul ruolo dei champion interni e sul comportamento dei colleghi oltre che sull&#8217;esempio dei leader e sulle campagne di comunicazione interna. Training, eventi tradizionali, inclusione negli obiettivi individuali appaiono invece in fondo alla lista insieme alla gamification che forse \u00e8 ancora poco diffusa (ed \u00e8 pi\u00f9 diffusa tra gli early adopters)<\/li>\n<li><strong>Community management, community management, community management.<\/strong> Se il community manager \u00e8 ancora raramente un nuovo ruolo full-time, oltre il 60% degli early adopters ne ha pi\u00f9 o meno ufficiale contro il 28% degli altri.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nonostante questi sprazzi di sereno, rimangono decine di ambiti di miglioramento a cui anche gli stessi early adopters stanno cercando porre attenzione. Rimando al report per i dettagli ma le aree che pi\u00f9 mi colpiscono sono:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Passare dall&#8217;introduzione all&#8217;adozione:<\/strong> anche negli early adopters solo il 25% delle aziende riscontra un utilizzo del social networking da parte di pi\u00f9 di 1\/4 dei dipendenti e solo il 6% da parte di almeno la met\u00e0 di loro con valori non troppo diversi rispetto a tutte le altre aziende. L&#8217;esplosione di anche 20 punti in un anno nell&#8217;introduzione delle funzionalit\u00e0 a supporto del contributo orizzontale e dal basso non si \u00e8 ancora tradotta in soddisfazione sui livelli di adozione che rimane complessivamente al 20-25%. Questo primo punto andrebbe segnato in rosso. Coinvolgimento, adozione, cambiamento non si ottengono spennellando un p\u00f2 di creativit\u00e0 e comunicazione on top al resto. Al contrario sono il cuore e la filosofia di qualsiasi progetto di collaboration dal giorno meno 1. Pena i risultati che dopo tanti anni continuiamo a vedere ed un danno di opportunit\u00e0 \/ risultato per l&#8217;azienda<\/li>\n<li><strong>C&#8217;\u00e8 ancora un grande potenziale irrealizzato<\/strong>: il livello di interesse verso il 2.0 rimane decisamente alto con circa un 25-30% delle aziende che ancora non ha compiuto il passo, ma che \u00e8 in procinto di farlo (&#8220;sto pianificando o considerando l&#8217;introduzione&#8221;). Sfruttiamo questo interesse per cambiare il mondo!<\/li>\n<li><strong>Utilizzo finalmente operativo del mobile<\/strong> non solamente per accedere alle news, alla mail ed ai calendari ma soprattutto alle applicazioni necessarie al lavoro (oggi limitato al 20% delle aziende) e da parte di tutti i dipendenti (vero solo per il 27% degli intervistati). Siamo tutti sempre pi\u00f9 in movimento, fuori dagli orari dell&#8217;ufficio, fuori dai luoghi canonicamente deputati al lavoro. Il mobile non \u00e8 pi\u00f9 opzionale.<\/li>\n<li><strong>La governance non ha fatto grandi progressi neanche negli early adopters<\/strong>. I numeri sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al 2011 con la stragrande maggioranza delle aziende ancora al lavoro su questo tema. La governance, pi\u00f9 che come strumento di controllo, \u00e8 una chiara leva per focalizzare management ed organizzazione stanziando le risorse (non solo economiche) indispensabili a guidare e continuare a far crescere il progetto nel tempo nel rispetto.<\/li>\n<li><strong>Rendere l&#8217;esperienza integrata e consistente<\/strong>. Lo sviluppo poco lineare e molto rapido della collaboration ha aumentato la frammentazione tra molteplici contesti, applicazioni, credenziali di accesso rispetto ad un anno fa sia in termini di esperienza che di applicazioni diverse con le quali fare i conti. Gli early adopters guidano il gruppo con un valore di diverse volte pi\u00f9 elevato, ma rimane tanto lavoro da fare per mettere al centro i reali bisogni degli utenti sul medio termine pi\u00f9 che quelli dell&#8217;IT nel brevissimo termine.<\/li>\n<li><strong>Allocazione dei budget troppo sbilanciata.<\/strong> Pur avendo in molti capito che la tecnologia non basta, il 64% del budget \u00e8 speso sull&#8217;implementazione delle piattaforme lasciando un povero 14% su formazione e cambiamento. I valori fanno ancora pi\u00f9 paura sulla grandissima azienda (&gt;80K dipendenti) dove si arriva ad un 81% vs 11%. Il budget \u00e8 un ottimo indicatore della maturit\u00e0 dell&#8217;organizzazione e degli owner dell&#8217;iniziativa. Senza le risorse non ci sar\u00e0 mai adozione e quindi valore di business.<\/li>\n<li><strong>Community management ancora poco diffuso.<\/strong> In particolare il budget va troppo poco in coltivazione con met\u00e0 aziende che non ne fanno! Una pessima conferma di quanto rilevato in passato.<\/li>\n<li><strong>La resistenza ha provenienza diversa in base alla maturit\u00e0.<\/strong> Per chi parte ora il pi\u00f9 grande scoglio da misurare \u00e8 portare a bordo il top management (80%). Per gli early adopters questa fase \u00e8 passata ed ora tocca al middle management che comunque rappresenta un ostacolo, insieme agli operativi, verso il cambiamento. Ad ogni modo il cambiamento \u00e8 fatto di persone e con le persone. E&#8217; bene pensarci dall&#8217;inizio come strategia di progetto.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Il social business \u00e8 un progetto di cambiamento diverso dai mille altri da cui i dipendenti sono stati finora bersagliati poich\u00e9 si tratta della prima volta in cui \u00e8 il loro ruolo ad essere messo in discussione con un peso maggiore nel futuro dell&#8217;impresa.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 e non si deve sottostimare la portata epocale di questo cambiamento che va gestito con pazienza, continuit\u00e0 e logiche differenti rispetto a quanto i dipartimenti Comunicazione Interna, HR, IT e le funzioni di business hanno storicamente fatto. Ecco la spiegazione del seguente diagramma:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/farm9.staticflickr.com\/8525\/8612307069_ea67f2d1e7_d.jpg\" width=\"480\" height=\"442\" \/><\/p>\n<p>Bench\u00e9 molte organizzazioni abbiano registrato successi, il quadro complessivo \u00e8 piuttosto deludente e fa capire come il 50% di loro sia ancora a met\u00e0 strada. Una strada che l&#8217;esperienza ci insegna essere faticosa e lunga.<\/p>\n<p>Per chi si aspettava una rivoluzione capace di travolgere il funzionamento dell&#8217;impresa in pochi mesi sar\u00e0 allora forse una delusione, ma per tutti gli altri, le lezioni apprese dai pionieri consentono di evitare scogli pericolosi ed attrezzarsi opportunamente per la traversata.<\/p>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2013,digital+transformation,digital+workplace,jane+mcconnell,reports,social+business\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2013\/04\/02\/verso-digital-workplace\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ben sappiamo, pur potendo teoricamente sbloccare\u00a0un valore economicamente molto significativo, il Social Business presuppone un percorso di cambiamento non lineare e neanche\u00a0indolore\u00a0che, ciononostante, si sta rivelando\u00a0cruciale per la stessa sopravvivenza di sempre pi\u00f9&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1728,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[530,640,528,529,516,512],"class_list":["post-1529","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-enterprise-20","tag-2013-en","tag-digital-transformation-it","tag-digital-workplace-en","tag-jane-mcconnell-en","tag-reports-en","tag-social-business-en"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1529","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1529"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1529\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1537,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1529\/revisions\/1537"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1728"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1529"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1529"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1529"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}