{"id":152,"date":"2009-07-28T09:46:49","date_gmt":"2009-07-28T07:46:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2009\/07\/28\/la-correlazione-tra-social-media-e-performance-finanziarie\/"},"modified":"2009-07-28T09:52:17","modified_gmt":"2009-07-28T07:52:17","slug":"la-correlazione-tra-social-media-e-performance-finanziarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/07\/28\/la-correlazione-tra-social-media-e-performance-finanziarie\/","title":{"rendered":"La correlazione tra social media e performance finanziarie"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"charlene-li,reputation,social-media\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/07\/28\/la-correlazione-tra-social-media-e-performance-finanziarie\/\"><\/a><\/div>\n<p>La bravissima <a href=\"http:\/\/www.altimetergroup.com\/about\">Charlene Li<\/a>  (ex analyst di Forrester e co-autrice del libro The Groundswell) ha in questi giorni pubblicato uno <a href=\"http:\/\/bit.ly\/KRGNt\">studio sul brand engagement<\/a> insieme a<a href=\"http:\/\/www.wetpaint.com\/\"> Wetpaint<\/a>, societ\u00e0 che si occupa di social publishing ottenuto compiendo un&#8217;analisi sia sull&#8217;ampiezza, che sulla profondit\u00e0 dell&#8217;esposizione dei 100 brand pi\u00f9 forti negli Stati Uniti attraverso 11 canali sociali.<\/p>\n<p>Lo studio, denominato <a href=\"http:\/\/www.engagementdb.com\/\">Engagement DB<\/a> prova a far luce su un tema decisamente caldo e dibattuto, ovvero sulla relazione tra utilizzo dei social media (qui si parla esclusivamente di esterno) e prestazioni finanziare. In altri termini, <strong>chi ha maggiore esperienza ed esposizione attraverso i nuovi strumenti messi a disposizione dal web 2.0, fa registrare realmente risultati pi\u00f9 interessanti per gli azionisti?<\/strong><\/p>\n<p>In base all&#8217;impegno nei social media, Charlene ha suddiviso i brand in quattro categorie:<\/p>\n<ul>\n<li>    <strong>Mavens:<\/strong> brand attivi su molteplici canali, che considerano i social media chiave per la propria strategia di esposizione sul mercato ed assistiti da team dedicati con un commitment dall&#8217;alto<\/li>\n<li><strong>Butterflies:<\/strong> brand esposti su molti canali, ma in modo pi\u00f9 superficiale e con risultati alterni<\/li>\n<li><strong>Selectives:<\/strong> brand concentrati solamente su pochi canali sui quali per\u00f2 si distinguino, spesso grazie all&#8217;impegno di un evangelista interno<\/li>\n<li><strong>Wallflowers:<\/strong> brand presenti in pochi canali ed in modo piuttosto superficiale, in attesa di capire se e come entrare pesantemente nei social media<\/li>\n<\/ul>\n<p>I punteggi, assegnati canale per canale e poi sommati, vanno da 1 a 127 ed i primi nomi sono i seguenti:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm3.static.flickr.com\/2652\/3764421583_8d84f60213.jpg\" height=\"355\" width=\"475\" \/>L&#8217;aspetto pi\u00f9 interessare \u00e8 allora guardare a come si posizionano i risultati economici di questi dieci social mavens rispetto a quelli delle realt\u00e0 meno attive:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm3.static.flickr.com\/2484\/3765218018_b968267381.jpg\" height=\"273\" width=\"475\" \/><\/p>\n<p>Ora chiaramente i brand con una relazione pi\u00f9 profonda, sistematica ed estesa verso i propri clienti dovrebbero trarre dei vantaggi in termini di comprensione del mercato, reattivit\u00e0, capacit\u00e0 di ascolto, livello di servizio e soddisfazione. Aldil\u00e0 di questo per\u00f2 lo studio suggerisce anche <strong>una correlazione (attenzione non relazione causa-effetto) tra coloro che sono particolarmente presenti nel web 2.0 e le societ\u00e0 con revenue e profitti sopra la media attraverso tutte le industry. <\/strong>In particolare le revenue dei Mavens sono cresciute in media negli ultimi 12 mesi di un significativo 18% contro un peggioramento medio del 6% dei brand meno esposti. Gli stessi trend permangono anche guardando ad altre misure come margini lordi e profitti netti.<\/p>\n<p>Guardando pi\u00f9 da vicino a leader come Starbucks, SAP, Dell e Toyota emergono inoltre delle best practices:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Qualit\u00e0 non solo quantit\u00e0:<\/strong> non basta lanciare iniziative, bisogna farle crescere e coltivarle partecipando attivamente e coinvolgendo il proprio pubblico<\/li>\n<li><strong>Per far scalare l&#8217;engagement, coinvolgi tutta l&#8217;azienda:<\/strong> non basta pi\u00f9 avere una persona (spesso nessuna..) dedicata ai social media. Bisogna ormai diffondere questa sensibilit\u00e0 in tutta l&#8217;azienda, distribuendo il carico, ma specialmente centuplicando le occasioni di interazione qualificata nei punti di contatto pi\u00f9 interessanti per i clienti<\/li>\n<li><strong>Fare tutto potrebbe non fare al caso tuo, ma devi fare qualcosa: <\/strong>ogni azienda ha un contesto e degli obiettivi diversi da cui deve discendere una social media strategy specifica. Va bene partire in piccolo o lentamente, l&#8217;importante \u00e8 partire ora<\/li>\n<li><strong>Trova la tua dimensione:<\/strong> coinvolgere le persone non \u00e8 come lanciare una campagna e richiede un lavoro pi\u00f9 lungo e complesso con risorse e competenze dedicate. Se questi prerequisiti non ci sono, meglio esporsi in pochi canali alla volta per poi crescere dopo i primi successi<\/li>\n<\/ul>\n<p>In modo molto comprensibile, l&#8217;intero settore dei social media \u00e8 in questo momento impegnato nel mostrare un legame forte tra questo genere di effort e la bottom line delle aziende. Studi come quello di Charlene Li compiono un passo in questa direzione, pur lasciando <a href=\"http:\/\/blogs.zdnet.com\/BTL\/?p=21413\">qualche dubbio <\/a>sul reale significato dei dati e sulla natura di questa relazione. Di certo, \u00e8 ormai assodato che sempre meno brand, anche da noi, possono ancora permettersi di chiudere gli occhi e di non esserci, a rischio di diventare tristemente famosi proprio per la velocit\u00e0 con cui la loro reputazione online \u00e8 stata definitivamente distrutta.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blogs.zdnet.com\/BTL\/?p=21413\"><\/a><\/p>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"charlene-li,reputation,social-media\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/07\/28\/la-correlazione-tra-social-media-e-performance-finanziarie\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La bravissima Charlene Li (ex analyst di Forrester e co-autrice del libro The Groundswell) ha in questi giorni pubblicato uno studio sul brand engagement insieme a Wetpaint, societ\u00e0 che si occupa di social publishing&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1822,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,1],"tags":[314,317,208],"class_list":["post-152","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-enterprise-20","category-web20","tag-charlene-li","tag-reputation","tag-social-media"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=152"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1822"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}