{"id":1492,"date":"2013-02-03T19:03:55","date_gmt":"2013-02-03T17:03:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/?p=1492"},"modified":"2013-02-04T01:29:02","modified_gmt":"2013-02-03T23:29:02","slug":"collaborare-per-sopravvivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2013\/02\/03\/collaborare-per-sopravvivere\/","title":{"rendered":"Collaborare per sopravvivere"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2012,CEB,collaboration,enterprise+2.0,research,roi\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2013\/02\/03\/collaborare-per-sopravvivere\/\"><\/a><\/div>\n<p><strong>Come si pu\u00f2 continuare a crescere in un contesto economico in crisi nera?<\/strong> Questa \u00e8 la domanda che qualsiasi azienda oggi si pone in Italia, come in tutte le nazioni sviluppate.<\/p>\n<p><strong>Fare fatturato non basta pi\u00f9<\/strong>. In molte industry per distanziare i concorrenti \u00e8 ormai necessario al contempo far crescere le revenue ed abbattere i costi. Un compito non banale in cui dall&#8217;inizio della crisi solo 3 aziende su 10 nell&#8217;S&amp;P 500 sono riuscite. In che modo? Soprattutto aumentando la produttivit\u00e0 del lavoro cresciuta negli ultimi 10 anni ad un tasso del 3% a fronte di una situazione piatta o addirittura negativa nella crescita delle revenue sul costo dei beni venduti e dei capitali investiti.<\/p>\n<p>Insomma <strong>la parola d&#8217;ordine \u00e8 crescita profittevole<\/strong> con pi\u00f9 fatturato e (nel caso migliore) sempre le stesse risorse a disposizione come mostra uno studio <a href=\"http:\/\/www.executiveboard.com\/\" title=\"\" target=\"\">CEB<\/a>:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/farm9.staticflickr.com\/8475\/8441942470_c84089394a_d.jpg\" width=\"480\" height=\"419\"><\/p>\n<p>Al fine di raggiungere i propri obiettivi, <strong>gli executive chiedono per questo ai propri dipendenti un ulteriore sforzo del 20%<\/strong> nel migliorare le performance convinti che il 70% di loro non stia dando il massimo. D&#8217;altra parte, pressione dall&#8217;alto e continui cambiamenti organizzativi stanno rendendo sempre pi\u00f9 dura la vita ai <strong>dipendenti che nell&#8217;80% dei casi hanno visto aumentare il carico di lavoro negli ultimi 3 anni e nel 55% a non riescono gi\u00e0 ora a sopportare lo stress a cui sono sottoposti:<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/farm9.staticflickr.com\/8506\/8440848539_ef82be4c29_d.jpg\" width=\"480\" height=\"285\"><\/p>\n<p>Quello appena descritto sembrerebbe tanto un circolo vizioso:&nbsp;<\/p>\n<p><b>Poca crescita -&gt;&nbsp;Pi\u00f9 impegno -&gt;&nbsp;Pi\u00f9 stress &#8211;&gt;&nbsp;Poca crescita<\/b><\/p>\n<p>La domanda diviene quindi cosa si pu\u00f2 fare per uscirne sbloccando da un lato sacche inesplorate di produttivit\u00e0 e dall&#8217;altro rendendo la vita lavorativa pi\u00f9 soddisfacente per milioni di persone?<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che un cap di crescita, ci\u00f2 che le aziende si trovano di fronte \u00e8 un contesto socio-economico profondamente diverso da quanto finora vissuto:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>I cambiamenti organizzativi continui sono la norma<\/strong>. Negli ultimi tre anni gli obiettivi di business di alto livello sono cambiati per il 63% degli intervistati, ma in generale un cambiamento persistente \u00e8 stato vissuto dalla maggioranza dei dipendenti gi\u00e0 a partire dal 2009. Se non opportunamente gestiti questi mutamenti tendono a spezzare i network relazionali costruiti negli anni ed a generare una perdita in termini di performance stimata al 10%.<\/li>\n<li><strong>Lavorare \u00e8 diventato collaborare<\/strong>. Nonostante i network informali non siano certo una novit\u00e0, di fronte alla necessit\u00e0 di fare pi\u00f9 con meno molto dipendenti stanno iniziando a coprire una molteplicit\u00e0 di ruoli e responsabilit\u00e0 diverse. Per portare a casa il risultato il 67% ha bisogno di collaborare di pi\u00f9,&nbsp;il 65% lavora con interlocutori esterni, il 60% interagisce con almeno 10 colleghi ogni giorni, il 57% lavora con pi\u00f9 colleghi in altre parti del mondo,&nbsp;la met\u00e0 deve coinvolgere pi\u00f9 stakeholder per prendere decisioni. Lo sviluppo di network collaborativi purtroppo non avviene da solo in un contesto turbolenti divenendo una chiara priorit\u00e0 dell&#8217;organizzazione.<\/li>\n<li><strong>Siamo tutti knowledge worker.<\/strong> Grazie alla spinta automatizzazione dei compiti pi\u00f9 transazionali e ripetitivi avvenuta negli ultimi decenni, per il 76% degli intervistati il lavoro rimasto \u00e8 sempre pi\u00f9 legato alla capacit\u00e0 di reperire velocemente informazioni, analizzarle e prendere decisioni. Queste competenze crollano al decrescere della seniority dei dipendenti bloccando di fatto l&#8217;agilit\u00e0 decisionale dell&#8217;organizzazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Per competere in questo nuovo ambiente non \u00e8 sufficiente fare pi\u00f9 lavoro. E&#8217; invece indispensabile sviluppare nuove competenze, nuove attitudini e pi\u00f9 in generale nuovi modelli organizzativi.&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di far crescere ed attrarre dipendenti in grado di adattarsi velocemente al cambiamento, capaci di collaborare con i colleghi dovunque essi siano (non solo in senso geografico), in grado di analizzare in modo sofisticato le informazioni per prendere decisioni critiche. Si stima che solo il 5% dei dipendenti abbiano oggi simili caratteristiche.<\/p>\n<p>Se le competenze su cui i dipartimenti HR si sono finora concentrati non collimano con ci\u00f2 di cui le organizzazioni hanno bisogno, non resta che <b>affiancare un focus sugli obiettivi ad un&#8217;attenzione pi\u00f9 profonda a sviluppare:<\/b><\/p>\n<ul>\n<li>Nuove sensibilit\u00e0 collaborative, di connessione tra le competenze, di performance complessiva piuttosto che individuale nei dipendenti<\/li>\n<li>Una visione d&#8217;insieme che anticipi il cambiamento, la disponibilit\u00e0 a spostare le decisioni in basso nella gerarchia, la voglia di fare da abilitatore a nuove idee e flussi di informazione complessi nel management<\/li>\n<li>Tecnologie a supporto pi\u00f9 facili da usare, in cui le informazioni sia consistenti attraverso i canali, realmente supportate dall&#8217;organizzazione<\/li>\n<\/ul>\n<p>A solo titolo di esempio, lo spostare l&#8217;attenzione da un&#8217;incentivazione individuale ad una di rete consente un +5% nella profittabilit\u00e0:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/farm9.staticflickr.com\/8084\/8441942454_bc605ab6d2_d.jpg\" width=\"480\" height=\"392\"><\/p>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2012,CEB,collaboration,enterprise+2.0,research,roi\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2013\/02\/03\/collaborare-per-sopravvivere\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si pu\u00f2 continuare a crescere in un contesto economico in crisi nera? 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