{"id":144,"date":"2009-06-24T15:15:21","date_gmt":"2009-06-24T13:15:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2009\/06\/24\/enterprise-20-conference-2009-giorno-2\/"},"modified":"2009-06-24T22:35:39","modified_gmt":"2009-06-24T20:35:39","slug":"enterprise-20-conference-2009-giorno-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/06\/24\/enterprise-20-conference-2009-giorno-2\/","title":{"rendered":"Enterprise 2.0 Conference 2009 &#8211; Giorno 2"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"boston,conference,enterprise+2.0,lockheed-martin\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/06\/24\/enterprise-20-conference-2009-giorno-2\/\"><\/a><\/div>\n<h1>Applying the Social Dimension to the Lockheed Martin Mission (Andrew McAfee, Christopher Keohane, Shawn Dahlen)<\/h1>\n<p><strong>McAfee intervista i ragazzi di Lockheed Martin e parte chiedendo se ci sono delle ragioni per cui una societ\u00e0 rigida e controllata come Lockheed non dovrebbe usare l&#8217;Enterprise 2.0 e quali sono i modi migliori per partire<\/strong><\/p>\n<p>Sono partiti da un&#8217;esigenza dei dipendenti partendo con solo 5K$ creando una piattaforma di blogging. Da una cultura di chiusura ad una cultura di apertura. L&#8217;obiezione pi\u00f9 forte \u00e8 stata: come puoi condividere informazioni tecniche riservate con il resto della nazione, violando inavvertitamente anche la legge. Ma hanno definito un processo specifico con controlli di sicurezza per far partire il progetto. Si sono fatti amici il dipartimento legale e li hanno resi parte del processo, ma alla fine della giornata non si tratta di una decisione dell&#8217;ufficio legale che deve solo spiegare al business come mitigare i rischi. Il driver pi\u00f9 forte \u00e8 stato creare pi\u00f9 facilmente contenuto e condividerlo pi\u00f9 facilmente tra i gruppi di lavoro. Il secondo progetto da 50K$ \u00e8 stato con Confluence, un altro successo. Rispetto a Sharepoint \u00e8 stato uno shift drammatico, tecnicamente evoluzionario, ma rivoluzionario da un punto di vista organizzativo: tenere tutto aperto per default, non chiuso per default come prima. Oggi solo il 35% \u00e8 chiuso per ragioni di riservatezza.  Le community sono organizzate gerarchicamente per seguire l&#8217;organizzazione<\/p>\n<p><strong>Sharepoint va bene?<\/strong><\/p>\n<p>La popolazione non era giovane, ma al contrario molte persone volevano riutilizzare dati e servizi in base ai loro bisogni. Questa \u00e8 stata una delle pi\u00f9 grosse limitazioni con Sharepoint. E&#8217; stato difficile supportare le richieste di innovazione che venivano dal bordo dell&#8217;organizzazione. Una soluzione non va bene per tutte le organizzazioni. Per facilitare l&#8217;adoption devi essere flessibile. Come avere una piattaforma comune, ma assecondando le richieste dei diversi dipartimenti? Questa era la sfida.<\/p>\n<p>Gli impiegati pi\u00f9 giovani capiscono molto bene la tecnologia ma molto meno il modo in cui il business funziona. Usano blog e wiki, ma non in modo effettivo per il business. Non sono i ventenni che danno successo ad una iniziativa del genere. I ventenni ti spiegano come usare la tecnologia, ma poi devi coinvolgere i senior manager. Per esempio entrando in un nuovo mercato usare un blog per raccogliere le insight degli impiegati \u00e8 fantastico.<\/p>\n<p><strong>Qual&#8217;\u00e8 il giusto mix di approcci top-down e bottom-up?<\/strong><\/p>\n<p>Unity \u00e8 nato come un movimento grass roots e crescito allo stesso modo. Sono seguite molte presentazioni agli executives legando il progetto ai loro problemi. Hanno chiesto agli executive di partecipare e questo non \u00e8 successo quanto volevano. Ma presto l&#8217;e20 \u00e8 stato compreso come un modo per reagire pi\u00f9 velocemente alle sfide provenienti dal mercato con l&#8217;aiuto di tutti i dipendenti. La chiave \u00e8 essere sicuri che i social media sia fortemente legato alle sfide del tuo business ed integrato strettamente ai tuoi asset IT.<\/p>\n<p><strong>Cosa vi rende nervosi quando andate a presentare agli executive il programma?<\/strong><\/p>\n<p>Avere la richiesta di far passare tutti questo lavoro dall&#8217;IT al resto dell&#8217;organizzazione in modo top-down. Questo difficilmente pu\u00f2 funzionare se non guidato dalle persone degli altri dipartimenti. Molti gli hanno chiesto di rilasciare in open-source la loro soluzione e lo faranno in parte.<\/p>\n<p>I social media non devono essere legati artificialmente alle valutazioni, devono servire ad essere pi\u00f9 efficienti.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e8 darlo come open-source?<\/strong>Hanno usato pesantemente l&#8217;open-source ed ora vogliono aprire il loro codice per ricevere contributi e e miglioramenti dalla comunit\u00e0. Questo permette anche di capire come la intellectual property funziona nell&#8217;open-source<\/p>\n<p>&#8220;Don&#8217;t be afraid of social media, embrace it&#8221; e &#8220;Apply social media in the context of your challenges&#8221;<\/p>\n<p>Rivedete il video di questa sessione perch\u00e8 di nuovo \u00e8 stata finora la migliore!<\/p>\n<h1>The Future of Social Messaging in the Enterprise<\/h1>\n<p>Alcuni messaggi dalla sessione:<\/p>\n<ul>\n<li>La sfida pi\u00f9 forte del social messaging oggi \u00e8 capire con chi parlare non come. Microsharing, unified communication, email rispondono solo ad un esigenza per l&#8217;utente che non fa differenza tra di lor<\/li>\n<li>Social messaging ha un limite: non supporta efficacemente la comunicazione 1 ad 1. Real time communication \u00e8 quindi ancora necessaria ed importante<\/li>\n<li>E&#8217; importante che i provider di UC aprano le proprie API per integrare i nuovi strumenti di social messaging<\/li>\n<li> Il social messaging \u00e8 un modo per rimuovere degli ostacoli per l&#8217;essere efficienti. Bisogna guardare di nuovo a come le persone lavorano ed apprendono e legare la tecnologia a questo<\/li>\n<li>Purtroppo i vendor stanno invece continuando a lanciare soluzioni a silos.<\/li>\n<li>Mettere insieme social networking\u00a0 e UC technologies crea grandissimo valore<\/li>\n<li>l&#8217;ROI del social messaging \u00e8 nella possibilit\u00e0 di mandare messaggi senza decidere a priori chi sono i destinatari. Si tratta pi\u00f9 di discovery e di un uso aperto del modello broadcast<\/li>\n<li>Alla fine tutto si riduce al capire come possiamo lavorare in modo pi\u00f9 efficiente, invece che ai tool<\/li>\n<li>Molti dipendenti non hanno chiaro quando usare i tool aziendali e quando quelli del web 2.0 per parlare con i clienti od i colleghi<\/li>\n<li>Non si tratta di catturare tutte le conversazioni che avvengono nell&#8217;azienda, ma trovare i commenti che hanno valore per loro tramite bookmarks, tags e filtri sociali<\/li>\n<li>Smettiamola di creare organizzazioni centrate sui tool e pensiamo alle organizzazioni centrate sulle applicazioni<\/li>\n<\/ul>\n<h1>Applying the Social Dimension to the Lockheed Martin Mission &#8211; In Depth<\/h1>\n<p>Lesson learned:<\/p>\n<ul>\n<li>One size doesn&#8217;t fit fall: ogni grande organizzazione ha diverse esigenze ed aspettative di cui gli strumenti devono assolutamente tenere conto<\/li>\n<li>Following expertise: Rss \u00e8 un&#8217;ottima tecnologia, ma non \u00e8 facile da capire per molte persone. Tutti invece capiscono come usare Facebook. Deve essere facile capire quello che gli altri utenti stanno facendo nel sistema.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Tendenze tecnologiche in corso: esplosione social media, cloud computing, open source.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Tendenze di evoluzione del business:\u00a0 il business di LM deve duplicare in 3 anni, programmi molto pi\u00f9 brevi e reattivi, diversificazione degli ambiti di intervento<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Scelte strategiche: pagare solo per i servizi di cui le product line hanno bisogno, trovare il modo di far emergere le informazioni necessari a prendere buone decisioni<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Product strategy: start page (pagina personale), channels (capacit\u00e0 di vedere le attivit\u00e0 provenienti da altri applicazioni e gruppi), directory (aumentare la trovabilit\u00e0 delle persone e dei contenuti tramite una directory top-down), virtual appliance (impacchettare tutto dentro ad una virtual appliance che pu\u00f2 essere deployata in qualunque parte del paese), update center (per effettuare gli update in modo distribuito), federation (creare un social network che colleghi tutte le iniziative)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Viene fatta una <strong>demo sulle nuove funzionalit\u00e0<\/strong> che saranno rilasciate ai dipendenti:<\/p>\n<ul>\n<li>Il concetto di canale \u00e8 un flusso di scambi tra le persone tramite semplici post, per rimanere aggiornati su tutto quello che accade in un gruppo<\/li>\n<li>Directory: Unity \u00e8 un grassroot effetto e per trovare le informazioni viene aggiunto un approccio top-down per trovare la lista delle attivit\u00e0 (organizzazioni)<\/li>\n<li>Gruppi raccolgono i gruppi di persone con la possibilit\u00e0 di capire chi sono i gruppi pi\u00f9 recenti e quelli pi\u00f9 attivi. I gruppi sono pubblici e privati. I gruppi possono rappresentare teams e community e la loro creazione dipende dalle scelte dell&#8217;organizzazione<\/li>\n<\/ul>\n<p>Non hanno usato Sharepoint perch\u00e8 non riuscivano a raggiungere mission oriented goals<\/p>\n<ul>\n<li>Ricerca: funziona attraverso tutti i contenuti, gruppi ed invidui con una serie di filtri<\/li>\n<li>I profili: informazioni tradizionali, posso seguirlo, vedere tutti i contenuti che ha condiviso, quando un utente \u00e8 attivo, i temi di cui si \u00e8 occupato. L&#8217;About tag pu\u00f2 essere customizzato da ogni organizzazione in base alle esigenze.<\/li>\n<li>Pagine personalizzate con la possibilit\u00e0 di importare widget (basato su open social) e contenuti interni<\/li>\n<li>Il portale istituzionale \u00e8 ancora separato da Unity. Si dovr\u00e0 poi affrontare il tema di come far comunicare i due mondi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I profili vengono quindi resi molto pi\u00f9 utili dai canali e dalla possibilit\u00e0 per le persone di personalizzazione la propria esperienza.<\/p>\n<p><strong>Roadmap<\/strong>: start page, gallery, directory, profiles (Aug 2009) \/ channels, microblogging, wordpress\u00a0 (October 2009) \/ federation, updated center, policy (Jan 2010)<\/p>\n<h1>Leading Collaborative Teams: How Volvo IT and the US Army Enhance Performance with New Behaviors and Tools (Jessica Lipnack, Jeffrey Stamps, Michael Prevou, Virginia Adamson)<\/h1>\n<p>La sessione inizia con una presentazione di tutti i presenti in sala e sar\u00e0 focalizzati sui casi di Volvo e US Army.<\/p>\n<p><strong>Volvo:\u00a0Driving collaboration productivity<\/strong> (guardare il libro\u00a0<a href=\"http:\/\/www.amazon.com\/Virtual-Teams-Working-Boundaries-Technology\/dp\/0471388254\">Virtual Teams: People Working Across Boundaries with Technology<\/a> non solo per il lavoro dei team distribuiti geograficamente)<\/p>\n<ul>\n<li>180 nazioni, 120K dipendenti di cui 60K information workers e produce i veicoli che non sono macchine<\/li>\n<li>Come essere pi\u00f9 efficaci e produttivi con una forza lavoro cos\u00ec distruibita? Volvo ha creato un Collaboration Services group con l&#8217;aiuto di NetAge (societ\u00e0 di consulenza). In particolare Virginia si \u00e8 occupata pi\u00f9 di change management che di tecnologia<\/li>\n<li>Aiutare i team nel stabilire modo efficaci di comunicare e collaborare per raggiungere obiettivi di business con l&#8217;aiuto di 8 consulenti sparsi nel mondo e focalizzati sulla gestione virtuale della conoscenza in team distribuiti.<\/li>\n<li>Volvo utilizza un semplice network model per i virtual team: people, purpose, links, time<\/li>\n<li>Hanno svolto un virtual team effectiveness assessment, effectiveness gap analysis (finding focused collaboration solutions), team based sharepoint design (organizing workspace around the team), ongoing benefits tracking (measuring the unmeasurable)<\/li>\n<li>Un virtual team \u00e8 al 90% comportamenti ed al 10% strumenti<\/li>\n<li>Travel cost reduction del 45-50% e riduzione dei tempi dedicati ai meeting, minimizzando il numero dei partecipanti ed eliminando i tempi di allineamento.<\/li>\n<li>Puoi essere pi\u00f9 produttivo con un team virtuale che con un team colocato perch\u00e8 chi lavora nelle stesso posto non \u00e8 costretto a documentare tutto quello che viene fatto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>US Army Enhance Performance with New Behaviors and Tools:<\/p>\n<ul>\n<li>&#8220;11 men &#8211; one mind..&#8221;. Generalmente team sono gerarchici, colocati, omogenei. Per questo lavorano bene insieme.<\/li>\n<li>Ma cosa possiamo fare quando i team sono misti, virtuali, internazionali, attraverso diverse agenzie, cross funzionali, team di leader, attraverso i bordi delle organizzazioni<\/li>\n<li>Il team \u00e8 il luogo in cui il lavoro viene svolto. Un team ad alte prestazioni ha un obiettivo comune, fiducia, competenze condivise, una confidenza condivisa. La tecnologia \u00e8 solo il supporto<\/li>\n<li>Hanno combinato Vision, Trust, Competence, Confidence con il modello di NetAge<\/li>\n<li>Tutti i team passano attraverso alcune fasi prima di acquisire una alta performance: getting started, forming the team, doing the work, sustaining the team.<\/li>\n<li>US Army aveva bisogno di costruire team molto velocemente, in situazioni di emergenza<\/li>\n<li>Ci sono tre componenti da considerare: Tecnologia, Information e Knowledge Management, Sviluppo delle caratteristiche di un team ad alte performance<\/li>\n<li>Per l&#8217;ultimo punto US Army ha impiegato una metodologia denominata LTX, Leader Team Exercise (understanding situation &amp; reqs &lt;&#8212;-&gt;dialog &#8212;- collaborate &#8212;&gt;visualize and walk through the scenario&lt;&#8212;&#8212; what if?&#8212;-&gt; review actions &amp; decision&#8212; codify &#8212;||)<\/li>\n<li>Questo approccio permette di muoversi pi\u00f9 velocemente tra le diverse fasi accelerando l&#8217;high performance e poi mantenendola.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Cosa ci dicono questi esempi:<\/p>\n<ul>\n<li>Non bastano mail, calendari e conference call per gestire ed addirittura capitalizzare sulla distanza. Serve un processo, una serie di strumenti e dei tool.<\/li>\n<li>Gestire team virtuali significa capire le persone, la cultura, l&#8217;organizzazione e la collaboration. In questi casi l&#8217;IT \u00e8 riuscita a capire questi bisogni comportamentali ottenendo ottimi risultati.<\/li>\n<li>Non puoi costruire fiducia online. Ci vuole un p\u00f2 pi\u00f9 di fatica e lavoro..<\/li>\n<\/ul>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"boston,conference,enterprise+2.0,lockheed-martin\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/06\/24\/enterprise-20-conference-2009-giorno-2\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Applying the Social Dimension to the Lockheed Martin Mission (Andrew McAfee, Christopher Keohane, Shawn Dahlen) McAfee intervista i ragazzi di Lockheed Martin e parte chiedendo se ci sono delle ragioni per cui una societ\u00e0&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[159,158,11,304],"class_list":["post-144","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-enterprise-20","tag-boston","tag-conference","tag-enterprise-2-0","tag-lockheed-martin"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=144"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/144\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}