{"id":1351,"date":"2012-07-28T18:39:08","date_gmt":"2012-07-28T16:39:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/?p=1351"},"modified":"2012-07-28T18:53:36","modified_gmt":"2012-07-28T16:53:36","slug":"perche-facebook-non-e-una-social-media-strategy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2012\/07\/28\/perche-facebook-non-e-una-social-media-strategy\/","title":{"rendered":"Perch\u00e8 Facebook non \u00e8 una Social Media Strategy"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2012,branded+communities,buying+cycle,customer+journey,facebook,getsatisfaction,social-media\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2012\/07\/28\/perche-facebook-non-e-una-social-media-strategy\/\"><\/a><\/div>\n<p>Prendete un qualsiasi brand nel B2C (ma un discorso simile \u00e8 ormai applicabile anche al B2B) e mettetevi a studiarne la presenza online. Tra i canali appare immancabilmente Facebook con i suoi ads, eventi, foto, post ed apps. Con pi\u00f9 di 800M di utenti attivi in pi\u00f9 di 70 linguaggi, implicitamente o esplicitamente, per molte aziende Facebook si \u00e8 ormai affermato come centro o addirittura come focus quasi esclusivo della strategia di intervento sui social media.<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 una strategia appiattarsi quasi esclusivamente ad un singolo canale, per quanto utilizzato? Pi\u00f9 nello specifico, \u00e8 efficace impiegare Facebook come hub per intercettare ed influenzare i consumatori lungo il ciclo di acquisto? <\/strong><\/p>\n<p>Vista l&#8217;enorme attenzione verso Facebook per molti brand la risposta sembrerebbe un netto si. Eppure <em>diversi&nbsp;studi iniziano a suggerire che il puntare tutte le proprie fiches su Facebook alla disperata ricerca di qualche like in pi\u00f9 rappresenti una strategia non solo poco solida, ma persino responsabile di mettere a rischio il ritorno dell&#8217;investimento.&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>Nonostante secondo Facebook 96 tra le 100 aziende pi\u00f9 attive nell&#8217;advertising stiano utilizzando la piattaforma, il livello di engagement sulle pagine dei brand \u00e8 <a href=\"http:\/\/adage.com\/article\/digitalnext\/things-mark-zuckerberg-cmo\/229293\/\">sceso del 22% nell&#8217;ultimo anno<\/a>&nbsp;ed anche il tasso di click-through \u00e8 <a href=\"http:\/\/blogs.webtrends.com\/wp-includes\/ms-files.php?file=2011\/01\/webtrends_facebook_advertising_performance.pdf\">calato di circa il 20% dal 2009<\/a>. Anche <a href=\"http:\/\/www.forrester.com\/go?docid=60283\">quando si tenta di riportare i social media all&#8217;interno del ciclo di acquisto<\/a>&nbsp;<strong>il 64% delle aziende cita il proprio sito web come il migliore canale per interagire con gli utenti<\/strong> (contro il 4% di Facebook e l&#8217;1% Twitter):<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm9.staticflickr.com\/8149\/7662399734_1f78b06d65_d.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"238\"><\/p>\n<p>e dall&#8217;altra parte <strong>gli utenti indicano motori di ricerca<\/strong> (circa il 50%) <strong>e siti web<\/strong> (circa il 25%) come <strong>i posti in cui la propria&nbsp;consapevolezza, considerazione e decisioni vengono influenzate<\/strong> (i social network vanno dal 15 al 18%) anche per prodotti tecnologici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm8.staticflickr.com\/7274\/7662399326_b6d880d618_d.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"248\"><\/p>\n<p>Se non siete convinti, uno <a href=\"http:\/\/getsatisfaction.com\/corp\/company\/press-releases\/read\/investing-in-facebook-twitter-pinterest-isnt-paying-off-for-brands\">studio di Incyte e GetSatisfaction<\/a>, ribadisce il messaggio e soprattutto fa emergere diverse best practice ancora poco in voga tra chi si occupa di social media marketing, come <strong>la superiorit\u00e0 delle branded community sui social network pubblici:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Nei social network pubblici gli utenti cercano i propri amici <\/strong>(70%) o le proprie passioni (45%),<strong> non una relazione con le aziende <\/strong>(12%)<\/li>\n<li><strong>In molte fasi del ciclo di acquisto, la prima scelta sono i canali controllati dall&#8217;azienda<\/strong>: all&#8217;81% contro il 20% circa di Facebook quando si tratta di conoscere meglio un prodotto e&nbsp;all&#8217;89% contro il 21% di Facebook per trovare supporto \/ prendere una decisione di acquisto.<\/li>\n<li>Pur a distanza da sito web, email e punti vendita, <strong>le branded community (27%) sono pi\u00f9 utilizzate dei social network pubblici<\/strong> (21%).<\/li>\n<li><strong>Il contenuto considerato di maggiore qualit\u00e0 dagli utenti<\/strong> non \u00e8 quello dei brand (10%), ma <strong>quello creato dai propri pari online<\/strong>&nbsp;(50%)<\/li>\n<li>All&#8217;interno delle branded community ci si attende soprattutto di <strong>trovare informazioni velocemente<\/strong> (32%), con accuratezza, <strong>eventualmente da altri utenti<\/strong> (21%), non di socializzare con il brand<\/li>\n<li><strong>Facebook \u00e8 il miglior approccio per invitare utenti all&#8217;interno della propria branded community<\/strong> (64.5%) o <strong>per condividere quanto creato all&#8217;interno della stessa<\/strong> (dal 21% al 35%) purch\u00e8 anche qui gli interlocutori siano i propri amici invece del brand<\/li>\n<\/ul>\n<div><strong>Conclusioni<\/strong><\/div>\n<p>Cosa fanno vedere con sorprendente chiarezza i numeri? Che limitarsi a scegliere un canale (qualunque canale, ma in questo momento in particolare Facebook) come inizio e fine della propria strategia di ingaggio sui social media \u00e8 nel migliore dei casi non ottimale.<\/p>\n<p>Una strategia sui social media dovrebbe partire innanzitutto da degli obiettivi di business e da una chiara comprensione del comportamento online delle trib\u00f9 che si vuole andare ad intercettare, definendo un percorso di coinvolgimento focalizzato sui bisogni del proprio pubblico, pi\u00f9 che sulle feature offerte dalla piattaforma.<\/p>\n<p>La scelta dei canali dovrebbe essere funzionale alla strategia senza per\u00f2 dimenticare che in una community controllata dal brand, pur a fronte di uno sforzo iniziale pi\u00f9 elevato, si ha accesso ad una serie significativa di vantaggi come:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Accesso a dati e statistiche:<\/strong> L&#8217;avere a disposizione al 100% i dati sugli utenti pronti per essere utilizzati per estrarne intelligence<\/li>\n<li><strong>Facilit\u00e0 di integrazione:<\/strong> Il poter integrare la community con i processi aziendali. Ad es. il CRM per lanciare iniziative commerciali, i sistemi di d&#8217;innovazione di prodotto per fare crowdsourcing, il sito di ecommerce<\/li>\n<li><strong>Gestione del rischio:<\/strong> evitare di dover sostenere costi improvvisi ed elevati per un repentino cambiamento delle API, delle policy o delle strategie commerciali del social network pubblico utilizzato<\/li>\n<li><strong>Personalizzazione totale dell&#8217;esperienza<\/strong> grazie ad una customizzazione ad hoc dell&#8217;interfaccia<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo significa che dovremmo chiudere tutte le pagine Facebook del pianeta?<\/p>\n<p>Ovviamente no, ma anche qui il report di Incyte regala qualche sorpresa. Superando il concetto degli influencers scelti a monte dal brand in base a qualche metrica criticabile (vedi alla voce Klout), ben <strong>l&#8217;82.6% degli utenti di una branded community sarebbero disposti a fare da advocate<\/strong> all&#8217;esterno della community stessa. Utilizzando con attenzione gli analytics della piattaforma di community sarebbe allora possibile con facilit\u00e0 trovare coloro che conoscono il prodotto, possono parlare in modo credibile ed hanno gi\u00e0 una relazione con il brand per sviluppare WOM per esempio in Facebook..<\/p>\n<p>Quale strategia sui social funziona meglio?&nbsp;<\/p>\n<p>Come sempre la risposta dipende dall&#8217;azienda, dal prodotto, dal pubblico, dagli obiettivi di business.&nbsp;&nbsp;In quasi tutti i casi \u00e8 utile ragionare su un hub e su una serie di satelliti che amplifichino l&#8217;interazione.&nbsp;In ogni caso sarebbe bene definire questo hub in base ai risultati di business ed al percorso di acquisto dei clienti, pi\u00f9 che alla piattaforma maggiormente in voga&nbsp;al momento.<\/p>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2012,branded+communities,buying+cycle,customer+journey,facebook,getsatisfaction,social-media\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2012\/07\/28\/perche-facebook-non-e-una-social-media-strategy\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendete un qualsiasi brand nel B2C (ma un discorso simile \u00e8 ormai applicabile anche al B2B) e mettetevi a studiarne la presenza online. 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