{"id":132,"date":"2009-04-05T13:52:17","date_gmt":"2009-04-05T11:52:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2009\/04\/05\/da-enterprise-20-a-pmi-20-il-caso-project-group\/"},"modified":"2009-04-06T09:06:21","modified_gmt":"2009-04-06T07:06:21","slug":"da-enterprise-20-a-pmi-20-il-caso-project-group","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/04\/05\/da-enterprise-20-a-pmi-20-il-caso-project-group\/","title":{"rendered":"Da Enterprise 2.0 a PMI 2.0 &#8211; Il caso Project Group"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2009,case-studies,enterprise+2.0,fabrizio-martire,pmi,project-group,smbs\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/04\/05\/da-enterprise-20-a-pmi-20-il-caso-project-group\/\"><\/a><\/div>\n<p>Ieri avevo ripreso il tema della PMI 2.0, condividendo alcuni dettagli sulla storia del <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2009\/04\/05\/da-enterprise-20-a-pmi-20-intranet-20-in-lago\/\">progetto di Intranet 2.0 in Lago<\/a>  e sui risultati ottenuti. Se un solo caso non apre certo un settore, due iniziano a mostrare una tendenza.<\/p>\n<p>A Lago si stanno infatti piano piano aggiungendo altre piccole e medie imprese che, puntando su concetti di apertura, partecipazione diffusa, emergenza, trasparenza e condivisione, hanno deciso di cambiare pelle al proprio modo di fare business con l&#8217;ausilio dell&#8217;Enterprise 2.0.<\/p>\n<p>Proprio verso l&#8217;Enterprise 2.0 va il percorso intrapreso da <a href=\"http:\/\/www.projectgroup.it\/\">Project Group<\/a>, societ\u00e0 di consulenza di Brescia con 1,1 milioni di fatturato, 10 dipendenti ed una crescita nell&#8217;ultimo anno di circa il 20%. Manco a dirlo, anche in questo caso il cambio di marcia \u00e8 stato stimolato dall&#8217;ingresso in azienda di un giovane neolaureato, <a href=\"http:\/\/www.virtualeco.org\">Fabrizio Martire<\/a>, che ha fin dai primi colloqui suggerito una nuova modalit\u00e0 organizzativa supportata da wiki, blog e il forte utilizzo di servizi in modalit\u00e0 software as a service.<\/p>\n<p>Come per molte realt\u00e0, l&#8217;asset maggiore per Project Group \u00e8 sempre stato il know-how acquisito negli anni sui progetti e naturalmente archiviato nella testa delle persone, frammentato in documenti di cui solo l&#8217;autore conosceva l&#8217;esistenza, disperso tra mille note, appuntamenti ed email. Per chi si occupa innanzitutto di identificare e poi ingegnerizzare soluzioni da proporre al cliente, questo modo di procedere non \u00e8 certo il pi\u00f9 efficiente, scalabile e capitalizzabile:<\/p>\n<ul>\n<li>Data la scarsa visibilit\u00e0 e persistenza delle informazioni, <strong>si continua costantemente a reinventare la ruota<\/strong> riducendo enormemente l&#8217;efficienza del business<\/li>\n<li><strong>Il passaggio dalla fase di creazione a quella di codifica e riutilizzo della conoscenza spesso non \u00e8 affatto strutturato<\/strong> e ancora meno automatizzato, con una conseguente perdita di opportunit\u00e0 rilevanti o comunque con il rischio di ritardi nella capitalizzazione delle soluzioni<\/li>\n<li>Prima che la soluzione possa essere presentata al cliente \u00e8 necessario un <strong>pesante lavoro di preparazione, semplificazione e raffinamento dei messaggi<\/strong>, una &#8220;volgarizzazione&#8221; finalizzata innanzitutto a trasmettere ai consulenti contenuti e strategie commerciali pi\u00f9 adeguate. Mettere a fattor comune questa attivit\u00e0, comporta importanti risparmi ed una comunicazione pi\u00f9 coordinata verso l&#8217;esterno.<\/li>\n<li>Tutti i passaggi precedenti in Project Group dovevano essere svolti spendendo buona parte del proprio tempo lavorativo <strong>presso il cliente, lontano dall&#8217;ufficio<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Aldil\u00e0 del dominio specifico, sono convinto che moltissimi di voi si ritroverrano in questo scenario, scoprendo come Project Group, che l&#8217;unica opportunit\u00e0 per allinearsi \u00e8 spesso rappresentata dai meeting periodici (in Accenture si chiamavano Vespertini) in cui i dipendenti vengono trascinati pi\u00f9 o meno controvoglia, togliendo tempo ai progetti e spesso senza produrre alcun output significativo (chi tiene traccia, riassume e mette a disposizione degli altri tutto quello che si \u00e8 detto in riunione??).<\/p>\n<h1>Le Fasi del Progetto<\/h1>\n<p>Grazie alla motivazione di Fabrizio, gi\u00e0 prima della met\u00e0 del 2008 in Project Group parte la sperimentazione.. ed all&#8217;inizio non sembra per niente facile trovare gli strumenti pi\u00f9 adeguati o tirarsi dietro l&#8217;azienda verso modalit\u00e0 nuove di attivazione.<\/p>\n<p>Il primo passo \u00e8 costituito da un blog interno:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3595\/3408130755_b476f94798.jpg\" width=\"480\" height=\"295\" \/><\/p>\n<p>Far scrivere i consulenti non \u00e8 cos\u00ec semplice come sperato ed allora viene subito lanciato un wiki di supporto (progetto SOB), sperimentando prima con Life Ray, poi unendo DokuWiki e WordPress:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3541\/3413587627_04145bf761.jpg\" width=\"500\" height=\"347\" \/><\/p>\n<p>I primi utenti fanno notare limiti e bug della soluzione, mentre l&#8217;impegno tecnico richiesto per svilupparla ulteriormente suggerisce il passaggio ad un wiki pi\u00f9 maturo, solido ed usabile come <a href=\"http:\/\/www.atlassian.com\/software\/confluence\/\">Confluence<\/a> .<\/p>\n<p>Paradossalmente per\u00f2, le difficolt\u00e0 iniziali si rivelano utilissime proprio nel coinvolgere le persone (anche i soci dell&#8217;azienda), nel raccogliere feedback di miglioramento e nel convincere tutti che la strada intrapresa sia quella giusta. Grazie anche a questa attivit\u00e0 preliminare, dopo quindici giorni di formazione interna Confluence si afferma come <strong>strumento fondamentale per la gestione delle commesse aziendali e la condivisione delle informazioni<\/strong>, tanto da richiedere il passaggio sui <a href=\"http:\/\/aws.amazon.com\/\">server di Amazon<\/a> per supportare la crescita del traffico e garantire l&#8217;accesso senza vpn da qualsiasi parte del mondo:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3654\/3408133603_d6a6aa7af9.jpg\" width=\"480\" height=\"281\" \/><\/p>\n<p>Proseguendo in un&#8217;ottica di riduzione dei costi ed ottimizzazione delle performance, tutti i consulenti sono dotati di chiavetta usb\/3g per la connessione in Internet, mentre posta elettronica e calendari vengono velocemente migrati sui servizi di Google.<\/p>\n<p>Continua la formazione interna e Project Group organizza la propria presenza in diversi servizi in rete (Facebook, Linkedin, Youtube, Slideshare) per comunicare con i clienti e fare recruiting delle risorse. Tutti i consulenti iniziano a condividere bookmark e feed Rss, mentre il lavoro di personalizzazione su Confluence prosegue con l&#8217;identificazione di David come addetto al <a href=\"http:\/\/www.wikipatterns.com\/display\/wikipatterns\/WikiGnome\">wiki garderning<\/a>  (ovvero alla continua revisione ed al supporto alla crescita del wiki).<\/p>\n<p>Per finire, in questo momento il sito aziendale \u00e8 un blog, in cui \u00e8 stata <a href=\"http:\/\/www.projectgroup.it\/2009\/03\/adesso-tocca-a-noi\/\">annunciato con umanit\u00e0 il passaggio<\/a>, difficolt\u00e0 comprese:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3560\/3408944026_b488952ecb.jpg\" width=\"480\" height=\"469\" \/><\/p>\n<h1>I risultati<\/h1>\n<p>A meno di un anno dall&#8217;inizio della sperimentazione, Project Group sembra aver compiuto <strong>un percorso di apprendimento importante, un vero ripensamento del modo in cui l&#8217;azienda funziona, prendendo coscienza dei propri limiti iniziali, accumulando esperienza sul vero significato di Enterprise 2.0 e coinvolgendo nel cammino tutte le sue persone:<\/strong><\/p>\n<p><cite><\/cite><\/p>\n<blockquote><p>Riconoscere di non essere al passo con l&#8217;evoluzione del mondo, proprio noi convinti di essere mentalmente aperti e ricettivi &#8230; &#8220;\u00e8 stata una vera mazzata!&#8221;<\/p>\n<p>Poi abbiamo dovuto affrontare i nostri mostri: la fatica del nuovo, la paura di non essere all&#8217;altezza, la sensazione di essere troppo lenti. Infine la certezza di avere imboccato la strada giusta non solo per noi ma anche per i nostri clienti.<\/p>\n<p>Prima abbiamo studiato, abbiamo faticato, abbiamo lottato contro noi stessi, contro i nostri meccanismi consolidati, abbiamo cambiato idee, ci siamo trasferiti in una nuova sede, abbiamo trasformato il nostro modo di lavorare, abbiamo creato un nuovo logo ed ora un nuovo blog, presto avremo nuovo sito.<\/p><\/blockquote>\n<p>Come ho sempre cercato di dire l&#8217;Enterprise 2.0 \u00e8 prima di ogni altra cosa voler crescere (&#8220;Crescere e far crescere&#8221; con le parole di Project Group), imparare, migliorare, puntando per\u00f2 a risultati ben tangibili.<\/p>\n<p>Bench\u00e8 sia ancora presto per tirare delle somme, <strong>per Project Group il passaggio all&#8217;Enterprise 2.0 di risultati tangibili ne ha gi\u00e0 portato<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>Abbattimento dei costi di installazione dei sistemi di collaboration dell&#8217;85%<\/li>\n<li>Riduzione dei costi di manutenzione dell&#8217;infrastruttura tecnologica del 70%<\/li>\n<li>Razionalizzazione e riduzione dei tempi per le riunioni di 2 ore per commessa per settimana, con un risparmio totale maggiore alle 160 ore al mese<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma forse i ritorni pi\u00f9 importanti si avranno da dimensioni pi\u00f9 sottili come:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Possibilit\u00e0 di collaborare con facilit\u00e0<\/strong> con consulenti in altre citt\u00e0 o addirittura in altri continenti come il Giappone<\/li>\n<li><strong>Strutturazione dei flussi di comunicazione, condivisione e riutilizzo della conoscenza<\/strong><\/li>\n<li>Comprensione diretta e diffusa tra tutti i consulenti delle <strong>nuove opportunit\u00e0 offerte dai social media<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il Caso Project Group mostra di nuovo come l&#8217;Enterprise 2.0, ancora pi\u00f9 nella PMI, sia un fatto di testa e di coraggio, molto pi\u00f9 che di muscoli e budget economici. Alcuni passaggi posso essere complessi, faticosi e non sempre ovvii, ma un numero crescente di imprese inizia fortunatamente a sperimentare, raggiungendo risultati anche economici di tutto rilievo.<\/p>\n<p>In un mercato quanto mai difficile, competitivo e globale, sono fermamente convinto che la differenza sar\u00e0 fatta da coloro che si fermeranno a guardarsi allo specchio, per poi reinvertarsi abbracciando le nuove opportunit\u00e0 che vengono dalla rete e mantenendo sufficiente umilt\u00e0 da farsi consigliare da giovani svegli come Fabrizio.<\/p>\n<p>Il mio consiglio \u00e8 di iniziare a guardarsi intorno..<\/p>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2009,case-studies,enterprise+2.0,fabrizio-martire,pmi,project-group,smbs\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2009\/04\/05\/da-enterprise-20-a-pmi-20-il-caso-project-group\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri avevo ripreso il tema della PMI 2.0, condividendo alcuni dettagli sulla storia del progetto di Intranet 2.0 in Lago e sui risultati ottenuti. 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