{"id":112,"date":"2008-12-03T20:06:14","date_gmt":"2008-12-03T18:06:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2008\/12\/03\/la-ricetta-magica-per-costruire-comunita-di-successo\/"},"modified":"2018-11-11T20:01:31","modified_gmt":"2018-11-11T18:01:31","slug":"la-ricetta-magica-per-costruire-comunita-di-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2008\/12\/03\/la-ricetta-magica-per-costruire-comunita-di-successo\/","title":{"rendered":"La ricetta magica per costruire comunit\u00e0 di successo"},"content":{"rendered":"<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2008,community-management,cultivation,network-weaving,SNA,social-network-analysis,social-networks,valdis-krebs\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2008\/12\/03\/la-ricetta-magica-per-costruire-comunita-di-successo\/\"><\/a><\/div>\n<p>Con l&#8217;esplosione, finalmente anche in Italia, di Facebook passato in pochi mesi da 300K a pi\u00f9 di 3,5M di persone, i social network si stanno confermando come l&#8217;applicazione pi\u00f9 hot anche all&#8217;interno dell&#8217;azienda. Tantissimi manager chiedono e si chiedono come introdurre queste stesse modalit\u00e0 rispettando per\u00f2 i vincoli di sicurezza, robustezza, scalabilit\u00e0 e specialmente supportando gli obiettivi di business delle organizzazioni.<\/p>\n<p>Purtroppo copiare quello che si vede sul web raramente produce gli effetti sperati ed in molti casi <strong>la creazione di community vibranti dentro l&#8217;azienda fallisce per mancanza di sensibilit\u00e0 o delle necessarie competenze organizzative, sociali, tecnologiche e manageriali <\/strong>(si intende, tutte nella stessa iniziativa). Ha fatto recentemente scalpore una ricerca di Beeline Labs che mostra come, proprio a causa di queste carenze, <a href=\"http:\/\/www.socialenterprise.it\/index.php\/2008\/08\/10\/perche-la-maggior-parte-delle-community-falliscono\/\">la maggior parte delle community aziendali semplicemente sono destinate a fallire<\/a>.<\/p>\n<p style=\"color: #fe0000;\"><strong>Allora qual \u00e8 la ricetta magica per creare comunit\u00e0 di successo? <\/strong><\/p>\n<p style=\"color: #000000;\">Mi dispiace informarvi che come al solito la ricetta magica non esiste o almeno io non la conosco. Ci\u00f2nonostante nel bagaglio del buon community manager esistono alcuni ingredienti capaci di rendere il vostro piatto molto molto pi\u00f9 saporito. Uno di questi \u00e8 inevitabilmente la Social Network Analysis (SNA).<\/p>\n<p style=\"color: #000000;\">Mettiamolo in chiaro una volta per tutte, lanciare un social network (sempre pi\u00f9 il modello base per le iniziative di enterprise 2.0) senza curarsi della SNA \u00e8 esattamente uguale a guidare la macchina senza lenti a contatto ed al buio. Se avete un p\u00f2 di benzina, lo schianto prima o poi arriva. E non si tratta, come molti pensano, solamente del far decollare la community. A volte questo succede autonomamente perch\u00e9 la community, intesa come relazioni interpersonali, esiste gi\u00e0 (community implicita) ed aspetta solamente gli strumenti per diventare agita (community tacita o esplicita). <strong>Altra cosa \u00e8 per\u00f2 passare da una community, ad una community che aiuti il business a crescere!<\/strong> Torner\u00f2 presto su questo tema parlando di network formali.<\/p>\n<p style=\"color: #000000;\">La Social Network Analysis ci viene incontro e ci aiuta a capire non solamente il modo in cui la rete di relazioni influenza l&#8217;effettivo funzionamento delle comunit\u00e0 online, ma anche come progettare o meglio coltivare questi network nel tempo, in modo da garantire la rispondenza con gli obiettivi di business (innovazione, collaborazione, comunicazione, change management, efficienza, etc). In particolare lo spunto di questo post viene dallo studio di <a href=\"http:\/\/www.orgnet.com\/VKbio.html\">Valdis Krebs<\/a> intitolato <a href=\"http:\/\/www.orgnet.com\/BuildingNetworks.pdf\">Building Smart Communities through Network Weaving,<\/a>\u00a0ripescato tramite questo <a href=\"http:\/\/ross.typepad.com\/blog\/2008\/10\/coreperiphery-n.html\">contributo di Ross Mayfiefd<\/a>.<\/p>\n<p style=\"color: #000000;\">Empiricamente moltissime discipline hanno constatato come i network efficaci incorporino i <strong>5 pattern<\/strong> seguenti:<\/p>\n<ol>\n<li>Le persone accomunate da caratteristiche individuali, interessi, esigenze, obiettivi tendono a stare vicino (omofilia)<\/li>\n<li>Nonostante questo, le reti vitali mantengono un alto livello di diversit\u00e0 tramite connessioni con individui e gruppi differenti<\/li>\n<li>Le reti solide e mature consentono diversi percorsi tra ogni coppia di persone<\/li>\n<li>Si tratta di reti gerarchiche con alcuni nodi (hub, broker, gatekeeper, boundary spanner) molto pi\u00f9 importanti degli altri<\/li>\n<li>Non sempre servono connessioni dirette tra gli individui, ma un numero eccessivo di passaggi intermedi causa una distorsione ed un deterioramento della conoscenza scambiata<\/li>\n<\/ol>\n<p>Attenzione, perch\u00e9 questi pattern non rappresentano di norma\u00a0<strong>la tendenza naturale di evoluzioni delle reti.<\/strong> Al contrario, se lasciamo crescere da solo un network, vedremo due comportamenti:<\/p>\n<ul>\n<li>Le persone simili si attirano<\/li>\n<li>Quelli che si attirano alla fine si connettono<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il risultato \u00e8 allora un insieme di rete frammentate, coese al proprio interno (tutti conoscono gli altri membri del gruppo), ma poco diversificate ed aperte verso l&#8217;esterno, come in un piccolo villaggio di campagna. Insomma, un ottimo modo per lavorare insieme all&#8217;interno del singolo gruppo, ma un pessimo modo per fare innovazione, migliorare, scambiare idee con altre parti dell&#8217;azienda o altre organizzazioni.<\/p>\n<p>Le aziende pi\u00f9 mature, al contrario, non lasciano che le proprie reti informali evolvano a caso. Partendo dal concetto di conoscere le proprie reti per poi connetterle opportunamente, <strong>il processo pi\u00f9 efficace per coltivare comunit\u00e0 aziendali dovrebbe essere iterativo e costruito sulle 4 seguenti fasi:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Gruppi dispersi:<\/strong> piccoli gruppi nati dagli interessi dei singoli, generalmente disconnessi, deboli e spesso poco produttivi per l&#8217;azienda.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3007\/3079189945_be869c3b4f.jpg\" width=\"485\" height=\"388\" \/><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Un solo hub tra i gruppi:<\/strong> piuttosto che sperare che gruppi dispersi si scontrino per caso, un network weaver crea di proposito delle interazioni tra di loro. Questo hub ha le competenze, l&#8217;energia e la visione per stimolare gli scambi tra i gruppi.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3176\/3079189997_f2948eaf7f.jpg\" width=\"485\" height=\"340\" \/><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Tanti hub:<\/strong> avere un unico hub \u00e8 estremamente rischioso perch\u00e9 potere e vulnerabilit\u00e0 sono concentrati in una sola persona. Il compito del network weaver \u00e8 allora capire le necessit\u00e0\/competenze\/interessi dei gruppi e connettere direttamente gli individui che possono aiutarsi. Vengono di fatto allevati <em>nuovi network weaver<\/em>, mentre l&#8217;hub originale diventa un <em>network facilitator,<\/em> mantenendo principalmente legami dormienti verso i gruppi di partenza. Tanti hub garantiscono la scala, la robustezza, l&#8217;impatto e la portata della community<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3229\/3080025634_04c547e14e.jpg\" width=\"500\" height=\"443\" \/><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Il modello centro-periferia:<\/strong> superate le battaglie politiche e organizzative tra i diversi gruppi, spesso dopo anni di network weaving, alcuni dei legami deboli (in grigio nell&#8217;immagine precedente) tra persone e cluster tendono a rafforzarsi fino a portarci allo stadio finale: la struttura core-periphery. Qui esiste un nucleo di legami forti tra membri che consentono innanzitutto al gruppo di funzionare, lavorare, intraprendere azioni. Al contrario, la periferia \u00e8 animata da legami deboli (verso il core e verso il fuori), ma \u00e8 ugualmente necessaria nel monitorare l&#8217;ambiente esterno, garantire diversit\u00e0 ed idee fresche.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3269\/3080025686_ebb012e5ae.jpg\" width=\"500\" height=\"441\" \/><\/p>\n<p>La core-periphery \u00e8 una struttura stabile ma vibrante, frutto di un lavoro lungo ed attento di coltivazione delle reti sociali. Ci\u00f2 che pi\u00f9 ci interessa \u00e8 per\u00f2 come si tratti di una configurazione particolarmente adatta allo sviluppo di social network orientati agli obiettivi dell&#8217;azienda, capaci di prosperare con uno sforzo a regime ridotto e per molto tempo.<\/p>\n<p>Il tutto \u00e8 reso possibile dalla capacit\u00e0 di monitorare lo stato delle relazioni ed agire tempestivamente per indirizzarne l&#8217;evoluzione. La Social Network Analysis ha proprio questo scopo.<\/p>\n<p><strong>Con le parole di Valdis Krebs:\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Know the network. Knit the network<\/li>\n<li>Connect on your similarity and profit from your diversity<\/li>\n<\/ul>\n<div style=\"float: right; margin-left: 10px;\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\" data-via=\"absolutesubzero\" data-hashtags=\"2008,community-management,cultivation,network-weaving,SNA,social-network-analysis,social-networks,valdis-krebs\" data-count=\"vertical\" data-url=\"https:\/\/www.socialenterprise.it\/it\/index.php\/2008\/12\/03\/la-ricetta-magica-per-costruire-comunita-di-successo\/\"><\/a><\/div>\n<div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/plain\" class=\"cc-onconsent-inline-social\" src=\"http:\/\/connect.facebook.net\/en_US\/all.js#xfbml=1\"><\/script><!-- Do not remove -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;esplosione, finalmente anche in Italia, di Facebook passato in pochi mesi da 300K a pi\u00f9 di 3,5M di persone, i social network si stanno confermando come l&#8217;applicazione pi\u00f9 hot anche all&#8217;interno dell&#8217;azienda. 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