La Maturità del Social Software nel Workplace

Sono passati anni da quando social network, blog, wiki ed altri strumenti partecipativi hanno oltrepassato le porte dell’impresa. Il Magic Quadrant di Gartner ne ha seguito le evoluzioni attraverso il 2007, il 2008 ed il 2009 fino ad arrivare all’ultimo report appena rilasciato e disponibile gratuitamente grazie a Jive Software.

Riassumiamo sinteticamente il percorso compiuto fino a qui:

  • nel 2007 Il social software era un concetto nuovo con da una parte alcune grandi vendor come IBM e Microsoft che ampliavano in chiave collaborativa la propria offerta e dall’altra alcune aziende più piccole, ma molto visionarie, partite proprio dall’ambito sociale (vedi SuiteTwo, SocialText, Twiki, BEA) e determinate a prendersi parte del mercato. La maggior parte dei contendenti mostrava ancora un approccio verticale su specifiche funzionalità (il wiki, il blog, etc)
  • nel 2008 il quadro si faceva affollato, ma non mostrava ancora alcun leader. IBM e Microsoft avevano migliorato la completezza delle proprie soluzioni preparandosi a questo salto, mentre i visionari (Jive, Atlassian, Socialtext) conquistavano una maggiore penetrazione ed integrazione con i sistemi tradizionali
  • nel 2009 il mercato si consolida su tre leader: IBM, Microsoft e Jive che stacca clamorosamente gli inseguitori. Le soluzioni più mature sono diventate vere e proprie suite ricchissime di funzionalità e sempre più diffuse tra i clienti. Il social software  diventa una certezza e si spezza in due: le piattaforme per i dipendenti e quelle per i clienti. Esplode il numero delle aziende con una visione forte sul futuro comprese Google, Drupal, Telligent

Ecco invece il nuovo quadro del 2010 e per i primi mesi dell’anno prossimo:

Cosa dice questo diagramma alle aziende interessate ad introdurre il social software tra i propri dipendenti?

  • E’ nata una nuova categoria: il social software ha ora un terzo gruppo di vendor (oltre a quelli per dipendenti e per clienti) specializzato negli scenari di Social CRM. Alcune aziende sono però presenti in tutti e tre i Magic Quadrant
  • Il mercato è ora maturo. In questo Magic Quadrant sono presenti meno vendor perché Gartner ha reso più stringenti i criteri di selezione chiedendo ad ogni candidato di fornire 4 nomi di clienti con installazioni da almeno 5K utenti disponibili a commentare la propria esperienza ed un numero totale di licenze attualmente in uso non inferiore a 100K. Per ridurre i rischi derivanti dall’investimento in social software è ora possibile scegliere soluzioni consolidate. Da notare che le revenue non sono state invece considerate come barriere al fine di far rientrare l’open source ed alcuni vendors con modelli di pricing originali o in mutazione
  • Microsoft, IBM e Jive si confermano come leader per la completezza e robustezza delle funzionalità, la forte diffusione tra i clienti, la visione sul futuro del social software ed una sempre più significativa spinta commerciale. Microsoft in particolare ha una penetrazione di mercato enorme e Sharepoint 2010 migliora un pò le funzionalità tipicamente collaborative pur rimanendo una piattaforma poco usabile, difficile da gestire, costosa da customizzare e con alcuni gap importanti. IBM si avvia a presentare Lotus Connections 3.0 con funzionalità estremamente usabili e complete che possono ulteriormente essere estese tramite Quickr, Atlas, Sametime, a patto di adottare l’intero stack IBM. Jive da uno sfidante si è ormai confermato a tutti gli effetti tra i grandissimi produttori di community per i dipendenti con 15M di utenti attivi, una posizione dominante in tutti i Magic Quadrant sul software sociale, ottima visione sugli sviluppi futuri e molta più reattività sia rispetto a Microsoft che ad IBM
  • Telligent è l’inseguitore più promettente preparandosi ad entrare nei leader. La sua offerta è completa sia per l’interno (Telligent Enterprise) che per l’esterno (Telligent Community), su una base comune e con un’ottimo supporto alle social analytics. Altro punto di forza è l’integrazione con tutto il mondo Microsoft.
  • I tanti assenti: alcuni nomi noti sono ora spariti a causa di acquisizioni o semplicemente perché non rispettano i criteri più stringenti in termini di completezza delle funzionalità o livello di penetrazione nel mercato. Sono spariti Google, Blogtronix, EMC, MindTouch, Mzinga, PBworks, Central Desktop, Leverage Software, mentre non sono ancora entrati Alfresco, Broadvision Clearvale, Cisco Quad, Kickapps, Oracle Webcenter Suite, Salesforce Chatter, Yammer
  • Altri prodotti da tenere d’occhio: nella lunga lista di coloro che potrebbero rappresentare soluzioni a problemi più specifici, ma con un potenziale ancora da esprimere vanno rimarcati i nomi di Socialtext che nonostante la sua anima estremamente innovativa ancora non ha compiuto il grande salto come vendor di livello enterprise, Saba ben noto nel settore del learning ma ancora poco conosciuto per la sua soluzione social, Drupal (con Aquia alle spalle e la nuova soluzione Commons) come raro esponente di spicco nell’ambiente open source (mentre Liferay con Social Office deve ancora dimostrare di poter competere seriamente in questo ambito). Huddle e Bluekiwi sono altri due fornitori interessanti rispettivamente per l’usabilità della soluzione (purtroppo più forte sulla collaborazione che sul social networking) e per la spiccata visione che abbraccia interno/esterno/analytics con un vantaggio in Europa rispetto ai concorrenti generalmente statunitensi

Conclusioni

Dopo 3 anni il mercato si è ormai avviato al consolidamento tramite acquisizioni ed un distacco più marcato tra pochi leader e tante aziende destinate ad un ruolo più marginale. all’interno di un mare magnum di soluzioni che nascono, crescono, vengono acquisite o spariscono dal mercato, i tre Magic Quadrant sul Social Software (per il Workplace, le community esterne ed il social CRM) forniscono una guida efficace nel mettere insieme una short list di soluzioni promettenti.

Il mio consiglio è sempre quello di delineare un insieme accurato di requisiti sia funzionali, che di usabilità e posizione sul mercato coinvolgendo l’azienda nello sperimentare in prima persona le opzioni più vicine alle proprie esigenze, senza dimenticare che il social software realizza un qualche valore, se e solo se la sua introduzione discende da obiettivi di business ed è accompagnata da un attento lavoro di coltivazione delle community interne.

Emanuele Quintarelli

Social media enthusiast and Social Business Leader in EY. Research, reports and reflections about the introduction of web 2.0 inside the enterprise.

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