The Social Enterprise
Enterprise 2.0: Il web 2.0 dentro l'azienda
Languages
Tags
Categories
Archives
- August 2010
- July 2010
- June 2010
- May 2010
- April 2010
- March 2010
- February 2010
- January 2010
- December 2009
- November 2009
- October 2009
- September 2009
- August 2009
- July 2009
- June 2009
- May 2009
- April 2009
- March 2009
- February 2009
- January 2009
- December 2008
- November 2008
- October 2008
- September 2008
- August 2008
- July 2008
- June 2008
- May 2008
- April 2008
- March 2008
- February 2008
- January 2008
- November 2007
- October 2007
- September 2007
- August 2007
Cosa sto leggendo
- Collaboration 2.0 – A Game-Changing 'Social Strategy' That Radically Evolved Our Employee-Client Ecosystem
- Does community participation increase sales or loyalty?
- Intelligence collaborativa per gestire le performance aziendali
- How to tell if your Company is Advanced: 10 Criteria Of Social Business Maturity « Web Strategy by Jeremiah Owyang
- A Long Tail Look at CRM as a Platform
- Social BPM Introduces Enterprise 2.0 Process Collaboration
- Social BPM - Benefits & Getting Started (Fusion ECM)
- Social Servicing – A First Step to Social CRM
- Customers Want to Spread the Good News
- Product strategists think social innovations could increase
- Enterprise 2.0 Checklist for PLM
- Product Collaboration 2.0: Using Social Computing Techniques to Create Corporate Social Networks
- Going Social with Product Development: Improving Product Development Performance with Social Computing
- Do You Empower or Influence? - Lithosphere Community
- Enterprise 2.0 Team Dynamics « … or not
- An Open Letter to CRM and Social Media People
- What I Learned: Why Social Networking in PLM is More than Just Collaboration
- What I Learned: How Does Social Computing in PLM Help Collaboration?
- What I Learned: Flogging the “Facebook for Product Development” Horse
- What I Learned: Socially Developed Engineering and Product Documentation?
Ultimi Tweet
- RT @markfidelman: RT @rww 7 Ways to Increase User Participation http://rww.tw/934dzf #ux #participation
- RT @stefanobesana 1 questionario sui social network che indaga la possibilità di usarli anche x l'elearning http://is.gd/eYNEL < date 1 mano
- RT @giovanni_bursi: Fire Your Marketing Manager and Hire A Community Manager - David Armano - HBR - http://goo.gl/kihc < not sure he's right
- RT @StartupCloud: Hai 1 startup innovativa in Umbria o nella Provincia di Roma? 2 bandi che potrebbero interessarti! http://ow.ly/2AZwy
- RT @oscarberg: When will we finally accept information abundance is here to stay? It's time to work with filters < true & social can help
- RT @MarkTamis: RT @crmindustry: Survey Reveals Product Innovations Don't Include Customer Ideas http://bit.ly/bO27uQ #scrm #innovation
- @minassian Have fun there anyway. See you the next time in EU or US :)
- RT @jhagel: There is no passion to be found in playing small, in settling for a life that is - than the 1 u are capable of living - Mandela
- @minassian will you come over to Milan before going back to US? Available for having something to drink together? :)
- @minassian Hi Suzanne! Are you in Italy? How are you doing?
Recent Posts
- Cresce l’interesse verso il Social Product Development
- L’Enterprise 2.0 secondo Andrew McAfee
- Il Magic Quadrant delle Community Online
- Oltre il Social CRM. Il Social Product Development
- Lo Stato del Social CRM
Ricerche Recenti
- giochi fare la maestra
- fb networking significato
- giochi di fare la maestra
- magic leverag
- magic leverag istruzioni in italiano
Conferenze
- Enterprise 2.0 Conference
- IDC Enterprise 2.0 Conference 2009
- International Forum on Enterprise 2.0
- Office 2.0 Conference
- Web 2.0 for Business
Persone
- Ajit Jaokar
- Andrew McAfee
- Bertrand Duperrin
- Charlene Li
- Dion Hinchcliffe
- Gil Yehuda
- Jeff Nolan
- Joshua Porter
- JP Rangaswami
- Lee Bryant
- Luis Suarez
- Oliver Marks
- Oliver Young
- Oscar Berg
- Rod Boothby
- Ross Mayfield
- Sameer Patel
- Stewart Mader
- Susan Scrupski
Siti
- Cases 2.0
- Enterprise 2.0 Evangelist
- Enterprise 2.0 TV Show
- Enterprise Irregulars
- Fast Forward
- Read/Write Web
- Social Media Collective
- TechCrunch
- Wikinomics
- Wikipatterns
La correlazione tra social media e performance finanziarie
Pubblicato da Emanuele | in Enterprise 2.0, Web 2.0
La bravissima Charlene Li (ex analyst di Forrester e co-autrice del libro The Groundswell) ha in questi giorni pubblicato uno studio sul brand engagement insieme a Wetpaint, società che si occupa di social publishing ottenuto compiendo un’analisi sia sull’ampiezza, che sulla profondità dell’esposizione dei 100 brand più forti negli Stati Uniti attraverso 11 canali sociali.
Lo studio, denominato Engagement DB prova a far luce su un tema decisamente caldo e dibattuto, ovvero sulla relazione tra utilizzo dei social media (qui si parla esclusivamente di esterno) e prestazioni finanziare. In altri termini, chi ha maggiore esperienza ed esposizione attraverso i nuovi strumenti messi a disposizione dal web 2.0, fa registrare realmente risultati più interessanti per gli azionisti?
In base all’impegno nei social media, Charlene ha suddiviso i brand in quattro categorie:
- Mavens: brand attivi su molteplici canali, che considerano i social media chiave per la propria strategia di esposizione sul mercato ed assistiti da team dedicati con un commitment dall’alto
- Butterflies: brand esposti su molti canali, ma in modo più superficiale e con risultati alterni
- Selectives: brand concentrati solamente su pochi canali sui quali però si distinguino, spesso grazie all’impegno di un evangelista interno
- Wallflowers: brand presenti in pochi canali ed in modo piuttosto superficiale, in attesa di capire se e come entrare pesantemente nei social media
I punteggi, assegnati canale per canale e poi sommati, vanno da 1 a 127 ed i primi nomi sono i seguenti:
L’aspetto più interessare è allora guardare a come si posizionano i risultati economici di questi dieci social mavens rispetto a quelli delle realtà meno attive:

Ora chiaramente i brand con una relazione più profonda, sistematica ed estesa verso i propri clienti dovrebbero trarre dei vantaggi in termini di comprensione del mercato, reattività, capacità di ascolto, livello di servizio e soddisfazione. Aldilà di questo però lo studio suggerisce anche una correlazione (attenzione non relazione causa-effetto) tra coloro che sono particolarmente presenti nel web 2.0 e le società con revenue e profitti sopra la media attraverso tutte le industry. In particolare le revenue dei Mavens sono cresciute in media negli ultimi 12 mesi di un significativo 18% contro un peggioramento medio del 6% dei brand meno esposti. Gli stessi trend permangono anche guardando ad altre misure come margini lordi e profitti netti.
Guardando più da vicino a leader come Starbucks, SAP, Dell e Toyota emergono inoltre delle best practices:
- Qualità non solo quantità: non basta lanciare iniziative, bisogna farle crescere e coltivarle partecipando attivamente e coinvolgendo il proprio pubblico
- Per far scalare l’engagement, coinvolgi tutta l’azienda: non basta più avere una persona (spesso nessuna..) dedicata ai social media. Bisogna ormai diffondere questa sensibilità in tutta l’azienda, distribuendo il carico, ma specialmente centuplicando le occasioni di interazione qualificata nei punti di contatto più interessanti per i clienti
- Fare tutto potrebbe non fare al caso tuo, ma devi fare qualcosa: ogni azienda ha un contesto e degli obiettivi diversi da cui deve discendere una social media strategy specifica. Va bene partire in piccolo o lentamente, l’importante è partire ora
- Trova la tua dimensione: coinvolgere le persone non è come lanciare una campagna e richiede un lavoro più lungo e complesso con risorse e competenze dedicate. Se questi prerequisiti non ci sono, meglio esporsi in pochi canali alla volta per poi crescere dopo i primi successi
In modo molto comprensibile, l’intero settore dei social media è in questo momento impegnato nel mostrare un legame forte tra questo genere di effort e la bottom line delle aziende. Studi come quello di Charlene Li compiono un passo in questa direzione, pur lasciando qualche dubbio sul reale significato dei dati e sulla natura di questa relazione. Di certo, è ormai assodato che sempre meno brand, anche da noi, possono ancora permettersi di chiudere gli occhi e di non esserci, a rischio di diventare tristemente famosi proprio per la velocità con cui la loro reputazione online è stata definitivamente distrutta.
Tags: brands, charlene-li, engagement-db, reputation, social-media
-
http://www.projectgroup.it Alessandro
Italiano