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Come architetture di partecipazione, intelligenza collettiva e meccanismi di emergenza stanno rivoluzionando il modo in cui le aziende fanno business e generano profitti

L’esplosione della Intranet 2.0

Pubblicato da Emanuele | in Enterprise 2.0

Su questo blog parlo generalmente di social network (interni ed esterni), di communità online, di relazioni informali, cercando di sostenere una sensibilità e consapevolezza verso queste nuove tendenze da parte di aziende ed organizzazioni. Ciò non significa però che quel mondo “tradizionale” di applicazioni, processi, management sia destinato a sparire. Al contrario uno dei temi su cui vengo spesso sollecitato è proprio il raccordo, la coesistenza sul piano strategico, architetturale e progettuale dell’organizzazione top-down e di quella più emergente.

La Intranet è evidentemente uno dei terreni in questo momento più in vista, su cui questo dialogo si svolge. Sempre più spesso, al momento di riprogettare o semplicemente rinnovare la propria intranet molte imprese oggi si pongono la questione di quanto e come sia opportuno integrare dimensioni più sociali, partecipate, collaborative all’interno dell’iniziativa.

Questa esplosione in direzione Enterprise 2.0 è riproposta con forza dai risultati della recente Intranet 2.0 Global Survey di Toby Ward che ha coinvolto 561 organizzazioni di ogni dimensione e localizzazione geografica:

“Una volta un nice-to-have o un desiderio futuro, gli strumenti Intranet 2.0 come blog, wiki ed altri sono diventati mainstream e sono presenti in circa il 50% delle organizzazioni (indipendentemente dalla loro dimensione) in Nord America, Europa, Australia e Nuova Zelanda” come dice Toby Ward.

In dettaglio i dati di adozione all’interno delle intranet sono i seguenti:

  • il 45% utilizza blogs (13% con un impiego di livello enterprise)
  • il 47% utilizza wikis (17% con un impiego di livello enterprise)
  • il 23% prevede podcasts (6% uso enterprise)
  • il 19% contiene funzionalità di social networking (6% uso enterprise)
  • il 21% utilizza il tagging (9% uso enterprise)
  • il 37% fa uso dei feed RSS (13% uso enterprise)
  • il 46% contiene forum (19% uso enterprise)
  • sempre il 46% prevede instant messaging (29% uso enterprise)
  • infine i mashup stanno all’ 8% (3% uso enterprise);

Con uno sguardo un pò meno focalizzato sul 2.0, il 63% delle aziende utilizza un CMS per la intranet, ma nessuna soluzione copre più del 20% del mercato (Microsoft SharePoint al 20%, Interwoven, Documentum e Vignette al 4% ognuno)

Sul lato 2.0 sembra essere Sharepoint a farla da padrone (48%), seguito da soluzioni decisamente non enterprise come Facebook (20%), MediaWiki (17%), WordPress (16%) ed altre di natura realmente 2.0 come Confluence (13%), SocialText (3%), Lotus Connections (4%).
In compenso l’impegno economico sembra contenuto: il 46% ha speso meno di $10K, il 35% tra $10K e $100K, il 19% ha speso più di $100K

Ciò che però mi colpisce di più è invece il livello di soddisfazione. Nonostante il basso livello di investimento, chi ha lanciato strumenti 2.0 non vanta sufficiente soddisfazione, specialmente tra i manager, a causa di una pianificazione inadeguata e business plan spesso inesistenti:

  • Solo il 29% delle organizzazioni considerano le funzionalità buona o molto buone
  • Il 24% da invece un giudizio basso o molto basso
  • In particolare il livello di soddisfazione tra i manager è significativo: solo il 23% è soddisfato, mentre il 38% ha un giudizio decisamente pessimo

La mancanza di una sufficiente pianificazione, di un chiaro business case e del supporto IT, a lora volta provocano un’incapacità di ottenere il committment da parte dei senior executive. Per coloro che non sono ancora riusciti ad implementare strumenti 2.0, le ragioni principali sono quindi:

  • 33% di mancato supporto dagli executive
  • 31% di mancato supporto dall’IT
  • 30% di impossibilità di formulare il business case

Insomma, benchè ormai il livello di interesse ed adozione degli strumenti 2.0 nella intranet sia in crescita, il cammino da percorrere pare ancora lungo. Come per l’Enterprise 2.0, le barriere sono spesso più di management che tecnologiche ed in questa analisi non mi sembra si sia tenuto affatto conto dei feedback più importanti, quelli degli impiegati.



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May 24th, 2009

  • http://www.intranetmanagement.it Giacomo Mason

    Insoddisfazione, business plan inesistenti, investimenti modesti, percentuali marginali…
    Emanuele, ormai ho capito che quando fai un titolo ottimista il contenuto dell’articolo sarà deprimente.

    La prossima volta non mi freghiii :-) ))

  • admin

    Ciao Giacomo,
    in realtà come ho detto alla conferenza di Ancona, io vedo un trend sia per la Intranet 2.0 che più in generale per l’Enterprise 2.0.

    Come in tutti i nuovi fenomeni (ancora di più per quelli non solamente tecnologici), esistono delle curve di realizzazione del valore da parte delle aziende (vedi Hype Cycle di Gartner). All’inizio vince la voglia di sperimentare da parte di alcuni pionieri e lo scetticismo da parte di tutti gli altri, come è successo nel 2007-2008. Poi l’hype esplode, tutti iniziano a parlarne e molti iniziano a provare a buttarsi nel nuovo, con risultati a volte eccezionali, ma molto spesso deludenti, come mi sembra stia già succedendo nel 2009. Il prossimo passo è ridurre l’hype ed imparare ciò che funziona e quando. Qui è il mio personale committment e spero contributo, ancora di più in un momento di difficoltà generale del mercato.

    Dire che tutto vada bene con il 2.0, specialmente con certi approcci tradizionali esclusivamente da IT, sarebbe semplicemente non vedere la realtà. Per questo spero di non risultare deprimente, ma piuttosto di stimolare una discussione costruttiva :)

  • http://edu2doto.wordpress.com/ EduardoR

    Emanuele, d’accordo con te. E20 non è per le aziende la panacea di tutti i mali ma ci sono già tanti ottimi risultati in giro, anche in Italia e addirittura qualcosa sta iniziando ad entrare anche nella PA (a breve mio post in merito). Solo una curiosità: ma come si fa a ridurre un hype in corsa? con il pessimismo?

  • admin

    L’hype in corso e’ semplicemente una delle fasi necessarie, ma transitorie nella diffusione di alcuni fenomeni in azienda. Si riduce da solo con l’esperienza. Ciò che genera vantaggio per le organizzazioni e’ invece spesso il capire prima degli altri, evitando errori costosi e ponendosi dall’inizio nella direzione giusta.

  • http://edu2doto.wordpress.com/ EduardoR

    Ancora d’accordo con te, l’hype è una fase necessaria che non può essere limitata, quando arriva l’esperienza vuol dire che l’hype è già bello che andato. Il tutto per me lo puoi gestire solo con investimenti importanti in Ricerca ed Innovazione, solo così le aziende possono provare davvero a “capire prima degli altri”, ma anche questo ha un costo. E’ difficile essere più bravi ed imboccare la giusta via in anticipo e a costo zero.

  • EduardoR

    che brutta cosa aver cancellato il mio post…per chi parla di E20/W20 è un pessimo biglietto da visita…in generale è mancanza di educazione democratica e della rete…mi spiace molto per te.

  • EduardoR

    scusa, errore mio!!! per 10 minuti è sparito e poi è tornato! giuro! mi rimangio tutto quanto scritto!

  • http://ibridazioni.com Gian

    Mettere un blog o un wiki in una intranet non è pianificare una analisi e riprogettazione delle intranet sufficiente per considerarlo un salto da Enterprise 2.0. (ormai i tempi sono maturi per iniziare ad intravedere qualche nome diverso per questo cambiamento).

    L’elenco delle app 2.0 utilizzate non dice nulla della validità della revisione delle intranet e della loro integrazione con la cultura organizzativa.

    La tecnologia è solo l’innesco del cambiamento non il cambiamento, che si colloca nelle dinamiche collaborative e della co-evoluzione tra community e organizzazione.

    Quanta finta voglia di cambiare che c’è :)

  • admin

    Gianandrea,
    hai perfettamente ragione, anche se qualcosa dall’analisi in un senso un pizzico più organizzativo forse emerge. Il coinvolgimento degli executive e la capacità di produrre un business case significativo già indicano uno scostamento da una concezione totalmente tecnocentrica della intranet.

    Il tema della survey inoltre non è l’Enterprise 2.0, ma un dominio a mio avviso ancora più specifico che è la Intranet 2.0. In ogni caso anche io sono convinto che il beneficio più importante derivante da questa tipologia di progetti dovrebbe essere un’evoluzione del tessuto organizzativo. Dato il punto di partenza più tradizionale della intranet, credo però che qui il lavoro sia ancora più lungo di quello su community e social network.

  • admin

    Giusto per chiarire la policy di moderazione dei commenti: i commenti vengono approvati dal sottoscritto non appena ho modo di guardare al blog (spesso anche dal cellulare mentre sono in viaggio o nelle ore notturne). Non sempre riesco a farlo in tempo reale. Da quando esiste questo blog nessun commento è stato cancellato.

  • marco

    Dove stiamo sbagliando? Forse costruendo “dal basso” ci siamo dimenticati di formare top e middle manager. Forse abbiamo creato troppe aspettative parlando di “duepuntozero”. Forse dovevamo dire subito che “facebook è un’altra cosa”. O forse l’abbiamo già fatto, ma non al momento giusto. La crisi ci lascia ancora un pò di tempo per convincere gli scettici che E20 oltre ad essere la scelta più economica è anche quella più stabile. Se finiscono i soldi, mi spiace per i grandi vendors ma si va avanti con l’open source ancora per parecchio!

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