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Come architetture di partecipazione, intelligenza collettiva e meccanismi di emergenza stanno rivoluzionando il modo in cui le aziende fanno business e generano profitti

Il ROI per l’Enterprise 2.0

Pubblicato da Emanuele | in Enterprise 2.0, Web 2.0

Siamo sicuri che il ROI sia sempre lo strumento migliore per dimostrare l’efficacia di una soluzione? Siamo sicuri che sia la via più giusta anche quando si tratta di collaborazione, innovazione e gestione delle eccezioni? Oppure il ROI è a volte la richiesta di aziende che non sono ancora pronte ad attribuire un reale valore alla partecipazione, al coinvolgimento, all’apertura, alla trasparenza trasformandosi quasi in un ostacolo ad una modalità di introduzione graduale, per tentativi, dal basso?

Forse non resta che riderci sopra..

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ottobre 21st, 2008


3 Responses to “Il ROI per l’Enterprise 2.0”

  1. Frenz Says:

    Che sia arrivata, finalmente, l’ora di non dedicarci più solo ed esclusivamente al valore reddituale di un investimento ma anche all’incremento del valore patrimoniale che esso porta in azienda?!?!?!?

  2. Riflessioni Says:

    a mio parere internet sta toccando ora una fascia generazionale che arriva al massimo ai 35 anni. intendo l’internet vissuta veramente.

    oggi si investe per il futuro. quello che imparo da internet, la collaborazione, l’esplorare il mercato, il confrontarsi con settori diversi, l’ascoltare il cliente, ecc..in realtà sta trasformando il modo di lavorare mio e del mio studio e ricade anche e soprattutto nell ‘ off line.

    quanto roi tradizionale mi deriva da quello che ho imparato?

    credo francamente non poco.

  3. admin Says:

    Ciao Andrea,
    in realtà le ultimi analisi mostrano che la fascia più in crescita sul consumer web è proprio quella che va dai 25 ai 44 anni, quindi non solamente i giovanissimi. Questi utenti stanno trascinando un’esplosione nel 2008 che arriva fino all’82% su alcune tipologie di servizi aprendo nuovi mercati all’advertising (assicurazioni, viaggi, servizi finanziari, real estate).

    Concordo però completamente con quanto hai scritto: gli impatti sono molto reali ed anche molto offline. Purtroppo è difficile capirlo senza sporcarsi le mani almeno un pò.

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