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	<title>Comments on: Fai Centro con l&#8217;Enterprise 2.0</title>
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	<description>Social Enterprise: Il social dentro l&#039;azienda</description>
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		<title>By: The Social Enterprise &#187; Enterprise 2.0 Framework</title>
		<link>http://www.socialenterprise.it/index.php/2007/11/22/fai-centro-con-lenterprise-20/comment-page-1/#comment-636</link>
		<dc:creator>The Social Enterprise &#187; Enterprise 2.0 Framework</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 20:45:52 +0000</pubDate>
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		<description>[...] schema non è completamente inedito dato che si ispira chiaramente al bellissimo bullseye di Andrew McAfee (che a sua volta impiega il contetto di forza dei legami deboli proposto da Granovetter) e prende [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] schema non è completamente inedito dato che si ispira chiaramente al bellissimo bullseye di Andrew McAfee (che a sua volta impiega il contetto di forza dei legami deboli proposto da Granovetter) e prende [...]</p>
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		<title>By: Sketchin - There is life inside experience design &#187; La user experience parte (anche) dal project management</title>
		<link>http://www.socialenterprise.it/index.php/2007/11/22/fai-centro-con-lenterprise-20/comment-page-1/#comment-151</link>
		<dc:creator>Sketchin - There is life inside experience design &#187; La user experience parte (anche) dal project management</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 07:07:48 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Parlare di cultura in questo ambito perciò, non suona così strano, in quanto l’impegno di project management può definire il successo o meno del progetto (sia nei confronti del committente, sia verso le risorse coinvolte). Il successo di grandi innovazioni non consiste solo nel compilare un perfetto Gantt (strumento che permette la rappresentazione grafica di un calendario delle attività del progetto), pianificare, definire e controllare i costi, fornire alle risorse un calendario dove indicare le giornate di lavoro già impegnate in altri progetti, etc. Il successo consiste anche nell’affrontare chiaramente tematiche difficilmente “standardizzabili”, ovvero quelle riguardanti l’aspetto “umano”: favorire il rapporto tra le persone coinvolte, ma anche la valorizzazione delle competenze dei singoli, mettere a disposizione strumenti che consentano la possibilità di “innovare dall’interno” (si pensi alle soluzioni enterprise 2.0). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Parlare di cultura in questo ambito perciò, non suona così strano, in quanto l’impegno di project management può definire il successo o meno del progetto (sia nei confronti del committente, sia verso le risorse coinvolte). Il successo di grandi innovazioni non consiste solo nel compilare un perfetto Gantt (strumento che permette la rappresentazione grafica di un calendario delle attività del progetto), pianificare, definire e controllare i costi, fornire alle risorse un calendario dove indicare le giornate di lavoro già impegnate in altri progetti, etc. Il successo consiste anche nell’affrontare chiaramente tematiche difficilmente “standardizzabili”, ovvero quelle riguardanti l’aspetto “umano”: favorire il rapporto tra le persone coinvolte, ma anche la valorizzazione delle competenze dei singoli, mettere a disposizione strumenti che consentano la possibilità di “innovare dall’interno” (si pensi alle soluzioni enterprise 2.0). [...]</p>
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		<title>By: Tommaso</title>
		<link>http://www.socialenterprise.it/index.php/2007/11/22/fai-centro-con-lenterprise-20/comment-page-1/#comment-31</link>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 14:14:04 +0000</pubDate>
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		<description>Riflettendo sul modello stavo cercando di inquadrare il microblogging aziendale in uno dei 4 livelli proposti.

Per quanto riguarda l&#039;esperienza personale che sto seguendo (piccola azienda, 15 dipendenti, principalmente mansioni burocratiche-organizzative) collocherei il microblogging nel primo anelli visto i legami e il tipo di informazioni che stanno passando.

Immaginando di portare lo strumento in una dimensione più grande, il microblogging salterebbe tra il weak e il potential; non è un caso che si tratti di un fenomeno tra il blogging e il social network.

Sarebbe interessante qualche caso pratico  in una grande azienda per vedere l&#039;uso dei dipendenti.
Anche l&#039;adozione di twitter da parte del consiglio comunale di Rimini di cui parlavano i maestrini ( http://www.maestrinipercaso.it/2007/12/urp-twitter-in-consiglio-comunale.html )mi sembra un&#039;esperienza di piccola dimensione, significativa ma poco rappresentativa.

Chissà che ne pensa McAfee a riguardo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riflettendo sul modello stavo cercando di inquadrare il microblogging aziendale in uno dei 4 livelli proposti.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;esperienza personale che sto seguendo (piccola azienda, 15 dipendenti, principalmente mansioni burocratiche-organizzative) collocherei il microblogging nel primo anelli visto i legami e il tipo di informazioni che stanno passando.</p>
<p>Immaginando di portare lo strumento in una dimensione più grande, il microblogging salterebbe tra il weak e il potential; non è un caso che si tratti di un fenomeno tra il blogging e il social network.</p>
<p>Sarebbe interessante qualche caso pratico  in una grande azienda per vedere l&#8217;uso dei dipendenti.<br />
Anche l&#8217;adozione di twitter da parte del consiglio comunale di Rimini di cui parlavano i maestrini ( <a href="http://www.maestrinipercaso.it/2007/12/urp-twitter-in-consiglio-comunale.html" rel="nofollow">http://www.maestrinipercaso.it/2007/12/urp-twitter-in-consiglio-comunale.html</a> )mi sembra un&#8217;esperienza di piccola dimensione, significativa ma poco rappresentativa.</p>
<p>Chissà che ne pensa McAfee a riguardo.</p>
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		<title>By: cristina</title>
		<link>http://www.socialenterprise.it/index.php/2007/11/22/fai-centro-con-lenterprise-20/comment-page-1/#comment-28</link>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 11:21:01 +0000</pubDate>
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		<description>sono assolutamente d&#039;accordo, la generazione di valore risiede proprio nel social network. I servizi ormai sono commodities, come dice Weinberger, ma è dai rapporti con le persone, a tutti i livelli, che le aziende devono trovare nuova linfa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono assolutamente d&#8217;accordo, la generazione di valore risiede proprio nel social network. I servizi ormai sono commodities, come dice Weinberger, ma è dai rapporti con le persone, a tutti i livelli, che le aziende devono trovare nuova linfa.</p>
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